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Elisa, uccisa mentre prendeva il sole, il gip: "Biscaro non era padrone delle sue azioni". Ora potrebbe essere prosciolto o 'non punibile'

Elisa Campeol, 34 anni, uccisa mentre prendeva il sole 
L'uomo che lo scorso 23 giugno accoltellò la 34enne soffre di un disturbo di personalità medio-grave e al momento della commissione del reato non era in sé e questo condiziona tutto l'iter giudiziario
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TREVISO - Uscì di casa con un coltellaccio per uccidere qualcuno a caso. La prima persona che incrociò fu la povera Elisa Campeol, 34 anni, massacrata con più di 30 coltellate mentre prendeva il sole in riva al Piave. Ora una perizia psichiatrica scagiona Fabrizio Biscaro, l'assassino che il 23 giugno scorso si avventò sulla coetanea che non conosceva. "Così nostra figlia non avrà mai giustizia", dice la famiglia Campeol, attraverso il suo legale Lorenza Secoli.  Elisa quel giorno decise di trascorrerlo nell'oasi naturale dell'Isola dei Morti, sul greto del Piave a Moriago. Faceva caldo, si stese al sole per riposare. All'improvviso, come ha ricostruito la Tribuna di Treviso, si materializzò Biscaro con un coltello comperato in un supermercato la sera prima. Come una furia infierì sulla barista, le cui grida furono udite da alcune persone a passeggio. Elisa Campeol, che lavorava come barista, mor&ig…

TREVISO - Uscì di casa con un coltellaccio per uccidere qualcuno a caso. La prima persona che incrociò fu la povera Elisa Campeol, 34 anni, massacrata con più di 30 coltellate mentre prendeva il sole in riva al Piave. Ora una perizia psichiatrica scagiona Fabrizio Biscaro, l'assassino che il 23 giugno scorso si avventò sulla coetanea che non conosceva. "Così nostra figlia non avrà mai giustizia", dice la famiglia Campeol, attraverso il suo legale Lorenza Secoli.  Elisa quel giorno decise di trascorrerlo nell'oasi naturale dell'Isola dei Morti, sul greto del Piave a Moriago. Faceva caldo, si stese al sole per riposare. All'improvviso, come ha ricostruito la Tribuna di Treviso, si materializzò Biscaro con un coltello comperato in un supermercato la sera prima. Come una furia infierì sulla barista, le cui grida furono udite da alcune persone a passeggio. Elisa Campeol, che lavorava come barista, morì mentre i medici del Suem provavano a rianimarla. L'omicida tornò nell'auto che aveva parcheggiato a poche centinaia di metri e, insanguinato, si diresse alla caserma dei carabinieri di Valdobbiadene dove si costituì consegnando il coltello e un lobo dell'orecchio della vittima.

Il giudice per le indagini preliminari Marco Biagetti ha incaricato lo psichiatra bellunese Tullio Franceschini di eseguire una perizia psichiatrica. L'esito sconcerta familiari e amici: "Biscaro non era padrone del suo volere e delle sue azioni, nel momento in cui uccise Elisa Campeol proprio in virtù di quel disturbo di personalità medio-grave ("con possibilità di scompenso in senso psicotico") di cui soffriva e per il quale era stato per un periodo in cura presso il Centro di salute mentale di Conegliano". Un individuo "socialmente pericoloso", che per una serie di motivi era libero di uscire, di acquistare un'arma e di uccidere una persona innocente.

Alla luce di questa perizia il giudice Biagetti ha restituito gli atti dell'indagine al pubblico ministero Gabriella Cama che dovrà ora scegliere tra due strade: quella del proscioglimento o, in alternativa, quella della "non punibilità del reo". In ogni caso Fabrizio Biscaro uscirà dal carcere per essere inserito in una struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali.

Lo psichiatra ha specificato anche che Biscaro, attualmente, è in grado di partecipare al processo. Tuttavia, al momento della commissione del reato, non era in sé e questo condiziona tutto l'iter giudiziario.