Amref: “Portate più dosi qui in Africa o sarete sommersi dalle mutazioni”
di Giuliano Aluffi , di Giuliano Aluffi"Date i vaccini all'Africa, o il mondo non si salverà dal Covid": è questo l'allarme lanciato da Githinji Gitahi, direttore di Amref Health Africa e responsabile della nuova Commissione africana di risposta al Covid-19, mentre proprio in Africa emergono nuove varianti come quella che oggi preoccupa il mondo. L'equità di accesso ai vaccini per Amref- la più grande organizzazione internazionale a supporto delle popolazioni africane, con una sede molto attiva anche in Italia - è la battaglia più importante per il futuro.
Qual è il problema, Dottor Gitahi?
Questa è una pandemia globale. E siccome il mondo è interconnesso, nessuno può sentirsi al sicuro fino a che tutti non sono al sicuro. Non serve proibire i voli dal Sudafrica, come state facendo. Non serve sbarrare le porte e le finestre, perché comunque il virus troverà la sua strada. La strategia più efficace - oltre che l…
"Date i vaccini all'Africa, o il mondo non si salverà dal Covid": è questo l'allarme lanciato da Githinji Gitahi, direttore di Amref Health Africa e responsabile della nuova Commissione africana di risposta al Covid-19, mentre proprio in Africa emergono nuove varianti come quella che oggi preoccupa il mondo. L'equità di accesso ai vaccini per Amref- la più grande organizzazione internazionale a supporto delle popolazioni africane, con una sede molto attiva anche in Italia - è la battaglia più importante per il futuro.
Qual è il problema, Dottor Gitahi?
Questa è una pandemia globale. E siccome il mondo è interconnesso, nessuno può sentirsi al sicuro fino a che tutti non sono al sicuro. Non serve proibire i voli dal Sudafrica, come state facendo. Non serve sbarrare le porte e le finestre, perché comunque il virus troverà la sua strada. La strategia più efficace - oltre che la più etica - è assicurarsi che tutti siano vaccinati.
Invece i Paesi ricchi hanno fatto incetta di vaccini lasciando agli altri le briciole?
Quello dei vaccini in Africa è un problema di offerta. Come Amref lottiamo perché ogni persona in questo continente - siamo in 1,3 miliardi - abbia accesso ai vaccini proprio come chi vive in Europa, in America o in qualsiasi altro luogo. Per questo noi chiediamo che le nazioni ricche smettano di accumulare vaccini. L'Africa ha il 17% della popolazione mondiale, ma finora ha avuto accesso solo al 3% delle dosi di vaccino globali. Oggi al mondo si somministrano più terze dosi che prime dosi, ovvero le nazioni ricche stanno erogando più richiami di quante prime dosi siano erogate dalle nazioni povere. E questo è immorale.
Qual è l'impegno di Amref per risolvere questa impasse?
Abbiamo una petizione rivolta ai Paesi del G8. Chiediamo che, invece di fare incetta di vaccini per dare i richiami e le terze dosi ai loro cittadini - pur garantendole alle fasce di popolazione ad alto rischio - concedano le dosi per vaccinare il resto del mondo. Poi chiediamo alle industrie di accelerare la produzione di vaccini condividendo le licenze sui vaccini.
Vede la nuova temibile variante come un motivo in più per fare presto?
Se si lascia una parte del mondo senza protezione, il virus continuerà a mutare. L'unico modo per proteggersi è proteggere tutti. Questa variante è una nuova minaccia per il mondo, e ce ne saranno altre. Per questo bisogna accelerare. Non bastano le iniziative diplomatiche, come l'invio di una certa quantità di vaccini da parte di una nazione in segno d'amicizia. Il programma internazionale Covax dell'Oms dovrebbe permettere che almeno il 70% degli africani si vaccinino entro giugno 2022. Ma per questo non basta che una nazione o l'altra oggi donino 5 milioni di dosi come atto sporadico: il migliore meccanismo è che le nazioni ricche annullino i propri ordini per le loro nuove dosi.
Ci sono segni che queste richieste siano ascoltate?
Negli ultimi mesi le dosi per l'Africa sono aumentate. Abbiamo ricevuto circa 300 milioni di dosi e la maggior parte di queste sono arrivate lo scorso mese. Quindi ci sono segni incoraggianti. E vediamo alcune industrie farmaceutiche discutere su come supportare la produzione di vaccini in Africa. Ma questo non basta: si sta discutendo di aumentare la produzione per la fine del 2022, e sarà troppo tardi.