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Vaccini, il traguardo dei cento milioni. E il governo preme: anticipate le consegne

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Oltre 500 mila iniezioni al giorno ma nei frigo le scorte si assottigliano. Pressing sulle case farmaceutiche per evitare rallentamenti a Natale
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ROMA - Giocare d’anticipo sulla variante Omicron, spingere sull’acceleratore delle terze dosi andando oltre il target fissato dal commissario per l’emergenza Figliuolo per le prime due settimane di dicembre scommettendo sul buon esito del pressing sulle case produttrici per l’anticipo delle nuove forniture per evitare che, tra Natale e Capodanno, gli hub siano costretti a rallentare centellinando le ultime dosi rimaste in frigorifero. Con questa strategia il governo prova a contenere la temuta impennata della curva dei contagi che ieri hanno sfiorato quota 18 mila in 24 ore, quanti non se ne contavano dal 9 aprile.

Cinque milioni di dosi ( 3 di Moderna e appena 2 di Pfizer), tante ne sono rimaste nei frigoriferi delle Regioni, sono troppo poche per puntare a stabilizzare il target di 500.000 somministrazioni al giorno raggiunto lunedì e martedì. Il problema urgente è far arrivare altri vaccini in tempo utile per far fronte alla richiesta. …

ROMA - Giocare d’anticipo sulla variante Omicron, spingere sull’acceleratore delle terze dosi andando oltre il target fissato dal commissario per l’emergenza Figliuolo per le prime due settimane di dicembre scommettendo sul buon esito del pressing sulle case produttrici per l’anticipo delle nuove forniture per evitare che, tra Natale e Capodanno, gli hub siano costretti a rallentare centellinando le ultime dosi rimaste in frigorifero. Con questa strategia il governo prova a contenere la temuta impennata della curva dei contagi che ieri hanno sfiorato quota 18 mila in 24 ore, quanti non se ne contavano dal 9 aprile.

Cinque milioni di dosi ( 3 di Moderna e appena 2 di Pfizer), tante ne sono rimaste nei frigoriferi delle Regioni, sono troppo poche per puntare a stabilizzare il target di 500.000 somministrazioni al giorno raggiunto lunedì e martedì. Il problema urgente è far arrivare altri vaccini in tempo utile per far fronte alla richiesta. Altri dieci milioni di dosi dovrebbero arrivare entro la fine dell’anno. Ma per blindare la volata nella campagna, l’esecutivo ha messo in atto in queste ore un discreto — ma insistente — pressing sulle case farmaceutiche Pfizer e Moderna, chiedendo a entrambe di provare ad anticipare le forniture (superando così anche il problema dei tanti che preferiscono continuare con Pfizer per il richiamo). L’obiettivo è soprattutto quello di ottenere dosi a sufficienza per evitare di lasciare sguarnita proprio la settimana di Natale.


La soddisfazione per il raggiungimento del traguardo di cento milioni di dosi di vaccino somministrate dall’inizio della campagna vaccinale non spegne la preoccupazione del governo per l’Rt, l’indice di contagio che — dopo essere stato in lieve diminuzione la scorsa settimana — si prevede di nuovo in crescita. Venerdì dovrebbe aver raggiunto l’1,2 %. Un dato che non fa ben sperare perché a questo ritmo i casi raddoppiano in poco più di tre settimane. Il rischio, dunque, è di arrivare alle vacanze di Natale con 200 mila nuovi positivi a settimana. Senza contare l’incognita della variante Omicron in Italia salita a 17 casi (gli ultimi tre rilevati ieri allo Spallanzani e uno in Sardegna). Ancora pochi rispetto alla diffusione già esponenziale che si comincia a registrare in altri Paesi, come l’Inghilterra, ma gli effetti, come potenziale moltiplicatore di contagi, saranno valutabili non prima di Natale.


Le conseguenze sulle ospedalizzazioni sarebbero importanti e gli ultimi dati sulle terapie intensive non sono rassicuranti: i ricoverati sono già 791 con un tasso percentuale nazionale di occupazione salito al 9 %, appena un punto sotto la prima soglia di rischio. E cominciano a diventare molte le Regioni che - come già Friuli Venezia Giulia e Alto Adige - rischiano di passare il Natale in giallo se, oltre alle rianimazioni, si andranno a saturare anche i reparti Covid ordinari: in bilico ci sono Trentino, Veneto, Liguria, Marche, Lazio e Calabria mentre per il Friuli Venezia Giulia ( già al 15 % sulle terapie intensive e al 23 % sui ricoveri ordinari) si affaccia addirittura lo spettro dell’arancione.

La conseguenza sarebbe quella di valutare altre possibili misure restrittive, cosa he l’esecutivo farà di tutto per evitare. E questo tenendo sullo sfondo — ma solo per il momento — l’idea dell’obbligo vaccinale sul lavoro, su cui Palazzo Chigi deciderà a gennaio.

Oltre al Super Green Pass, il governo punta dunque sul numero di vaccinazioni. In attesa di quelle in età pediatrica, che partiranno il 15 dicembre, ci si concentra sulla campagna degli over 12. Nella prima settimana di dicembre sono state inoculate 3 milioni e 230 mila dosi, 480.000 in più del target fissato dal generale Figliuolo con una media di 461.451 punture al giorno, ma lunedì e martedì si è viaggiato sopra le 500.000 al giorno (oltre 440.000 booster e ben 40.000 prime dosi).

Per provare a bloccare la pericolosa crescita dell’Rt i nuovi target che Figliuolo darà alle Regioni prima della fine della settimana puntano a confermare le 500.000 dosi al giorno in modo da coprire prima di Natale 6 milioni e mezzo di persone con il richiamo e 1 milione con prime e seconde dosi. Poi, dal 24 dicembre, è messo in conto un fisiologico calo del 30 %dovuto alle festività che dovrebbe comunque consentire di arrivare a 10 milioni di vaccinati entro fine mese.