Scuola in piazza per il rinnovo del contratto, ma non solo: “Chiediamo risorse e riceviamo tavoli. Servono segnali concreti”
di Salvo Intravaia , di Salvo IntravaiaScuola in piazza per il rinnovo del contratto. Ma non solo. Questa mattina, il personale della scuola aderente a tutti i sindacati della categoria, ad eccezione della Cisl scuola, si asterranno dal lavoro. A guidare verso lo sciopero docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) Flc Cgil, Uil scuola, Gilda e Snals. “La battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola - affermano Maurizio Landini (Cgil) e Pierpaolo Bombardieri (Uil) - fa parte di una più ampia battaglia che tutti insieme stiamo portando avanti contro una manovra insoddisfacente, in particolare su fisco, pensioni, politiche industriali, contrasto alla precarietà del lavoro". La mobilitazione della comparto anticipa infatti lo sciopero generale del prossimo 16 dicembre.
“Scuola e precari lasciati indietro, non temiamo l’isolamento”, dichiara Francesco Sinopoli, della Flc Cgil. “In una manovra da 33 miliardi - sintetizza Pino Turi, della Uil …
Scuola in piazza per il rinnovo del contratto. Ma non solo. Questa mattina, il personale della scuola aderente a tutti i sindacati della categoria, ad eccezione della Cisl scuola, si asterranno dal lavoro. A guidare verso lo sciopero docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) Flc Cgil, Uil scuola, Gilda e Snals. “La battaglia delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola - affermano Maurizio Landini (Cgil) e Pierpaolo Bombardieri (Uil) - fa parte di una più ampia battaglia che tutti insieme stiamo portando avanti contro una manovra insoddisfacente, in particolare su fisco, pensioni, politiche industriali, contrasto alla precarietà del lavoro". La mobilitazione della comparto anticipa infatti lo sciopero generale del prossimo 16 dicembre.
“Scuola e precari lasciati indietro, non temiamo l’isolamento”, dichiara Francesco Sinopoli, della Flc Cgil. “In una manovra da 33 miliardi - sintetizza Pino Turi, della Uil scuola - si è deciso di destinarne agli insegnanti italiani lo 0,62% e nemmeno per tutti”
Il contratto scaduto da quasi 4 anni è uno dei principali motivi che hanno indotto i rappresentanti dei lavoratori a mobilitare la categoria: al momento, l’aumento stipendiale prospettato è inferiore a 95 euro lordi al mese, 50 netti circa. Gli stipendi del personale scolastico sono inferiori di almeno 300 euro al mese netti rispetto ai corrispondenti funzionari statali in possesso di una laurea. E di gran lunga inferiori a quelli dei colleghi europei. Ma non è solo una questione di soldi. “Chiediamo risorse e riceviamo tavoli. Servono segnali concreti”, sintetizza Sionopoli. In pieno periodo di pandemia il personale scolastico ha consentito alla scuola di proseguire le proprie attività, anche con la Didattica a distanza, inventata in poche settimane, senza alcun riconoscimento.
Tra le cause della mobilitazione anche la conferma dell’organico Covid fino alla fine dell’anno scolastico e non fino al 30 dicembre, che consente di sdoppiare le classi, oltre che per il personale docente anche per bidelli e personale di segreteria, e una vera lotta alle classi-pollaio che continuano ad esistere in molte istituzioni scolastiche. I sindacati chiedono al governo anche una politica condivisa sul reclutamento che riesca a sconfiggere una volta per tutte il precariato. Scendono in piazza questa mattina anche i docenti assunti a migliaia di chilometri da casa, bloccati per almeno tre anni dalle norme vigenti sul reclutamento e sui trasferimenti. Chiedono di potere raggiungere le famiglie quanto prima.