Covid, effetti del Super Green Pass, dosi ai bambini e diffusione di Omicron: le tre incognite sull'anno che verrà
di Luca Fraioli , di Luca FraioliROMA - Sarà probabilmente la Befana, e non Babbo Natale, a dirci che 2022 ci aspetta dal punto di vista della pandemia. Mentre il governo e il Comitato tecnico scientifico si ingegnano per "salvare" le festività e le vacanze invernali, senza dover ricorrere a misure ancor più drastiche delle attuali, altri studiosi provano a immaginare l'evoluzione dei contagi nelle prossime settimane, inserendo altre tre variabili nella già complicata equazione del Covid: il super Green Pass, la vaccinazione degli under 12, la variante Omicron. Ebbene, tutti i maggiori esperti concordano che, nonostante questi nuovi ingredienti, le vere novità, nel bene e nel male, non le vedremo intorno al 25 dicembre, ma qualche settimana più in là.
ROMA - Sarà probabilmente la Befana, e non Babbo Natale, a dirci che 2022 ci aspetta dal punto di vista della pandemia. Mentre il governo e il Comitato tecnico scientifico si ingegnano per "salvare" le festività e le vacanze invernali, senza dover ricorrere a misure ancor più drastiche delle attuali, altri studiosi provano a immaginare l'evoluzione dei contagi nelle prossime settimane, inserendo altre tre variabili nella già complicata equazione del Covid: il super Green Pass, la vaccinazione degli under 12, la variante Omicron. Ebbene, tutti i maggiori esperti concordano che, nonostante questi nuovi ingredienti, le vere novità, nel bene e nel male, non le vedremo intorno al 25 dicembre, ma qualche settimana più in là.
"Di Omicron sappiamo ancora poco e non è detto che sia davvero meno patogenica delle varianti che l'hanno preceduta. A questo punto ne capiremo di più proprio grazie alle evidenze che arriveranno dalla Gran Bretagna: vedremo che effetto fa una variante di questo tipo, di una contagiosità impressionante, su una popolazione che non è giovane come quella sudafricana".
"Comunque anche io sono più preoccupato per gennaio che per Natale", continua Ricciardi. "I problemi maggiori si presenteranno con il nuovo anno e per una combinazione di fattori: quello che sarà successo a Natale con assembramenti vari, il rispetto o meno delle regole di distanziamento, la diffusione di Omicron, che comunque farà la sua parte".
"La vaccinazione dei bambini è un altro passaggio importante", conferma Ricciardi. "E sono ottimista sull'adesione da parte delle famiglie. Sarà una partenza con una carburazione un po' lenta, ma con la riapertura delle scuole ci sarà un grande afflusso, perché di fatto non solo si protegge la salute dei bambini ma anche la vita scolastica e sociale. I genitori capiranno che questa è l'unica via d'uscita, visto che il vaccino è assolutamente sicuro e protettivo. Magari avessimo avuto negli anni Cinquanta un vaccino così sicuro quando combattevamo la polio, la difterite o il tetano".
Resta il dubbio sul tipo di festività che ci aspettano: evidentemente non segneranno l'uscita dal tunnel, come pure autorevolmente previsto da Anthony Fauci, che nel settembre 2020 individuava il Natale 2021 come possibile fine dell'incubo Covid. "E però per gli italiani potrebbe essere un Natale abbastanza sereno", conclude Ricciardi. "Con molti "se": se rispetteremo le regole, se continueremo a fare una buona campagna vaccinale e a rivaccinare, se faremo rispettare i green pass nei locali, se, se, se...".