Natale solidale, dona un vaccino a chi non può comprarne. Ecco come fare
di Giulia Torlone , di Giulia TorloneLuciano De Crescenzo scriveva: "Quando un napoletano è felice, invece di pagare un solo caffè ne paga due: uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrirlo al resto del mondo". Nel secondo Natale da vivere con la pandemia, il classico caffè sospeso si trasforma nel "vaccino sospeso", un modo più che mai attuale per rendere utile un regalo natalizio.
L'ultima frontiera del dono solidale nasce dalla Società della Cura di Asti, in collaborazione con Legambiente, Libera e Cgil. "Cosa possiamo fare, noi cittadini e cittadine solidali, che vivono in paesi ricchi ed egoisti? Se fosse possibile acquistare una dose e mandarla in Africa o dove serve, lo faremmo, ma questo non è possibile, i vaccini possono essere acquistati solo dagli Stati, non dai singoli e neanche dalle associazioni" raccontano gli organizzatori dell'iniziativa. "Possiamo certo continuare a premere sui nostri go…
Luciano De Crescenzo scriveva: "Quando un napoletano è felice, invece di pagare un solo caffè ne paga due: uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrirlo al resto del mondo". Nel secondo Natale da vivere con la pandemia, il classico caffè sospeso si trasforma nel "vaccino sospeso", un modo più che mai attuale per rendere utile un regalo natalizio.
L'ultima frontiera del dono solidale nasce dalla Società della Cura di Asti, in collaborazione con Legambiente, Libera e Cgil. "Cosa possiamo fare, noi cittadini e cittadine solidali, che vivono in paesi ricchi ed egoisti? Se fosse possibile acquistare una dose e mandarla in Africa o dove serve, lo faremmo, ma questo non è possibile, i vaccini possono essere acquistati solo dagli Stati, non dai singoli e neanche dalle associazioni" raccontano gli organizzatori dell'iniziativa. "Possiamo certo continuare a premere sui nostri governi perché cambino atteggiamento, e lo facciamo. Proponiamo di affiancare a questo impegno politico anche un piccolo gesto, cioè di auto-applicarci un ticket e di donare l'equivalente a quelle organizzazioni che lavorano sul campo e sono in grado di sostenere sistemi sanitari fragili, aiutando a portare la vaccinazione anche in remote aree rurali, nonché di formare il personale sanitario". E così, pagando il costo di una dose Pfizer (che si aggira attorno ai 20 euro) attraverso un bonifico a Medici con l'Africa Cuamm, è possibile trasformare un regalo di Natale in un atto concreto, utile a fermare una pandemia che senza una vaccinazione globale non sembra possa avere una rapida fine.
Che il Natale di quest'anno possa essere l'occasione per essere parte attiva nella campagna vaccinale contro il Covid lo conferma anche Medici senza frontiere, che con la Comunità di Sant'Egidio, Unhcr e Coop lanciano una raccolta fondi per favorire la vaccinazione nel continente africano. Al di là del Mediterraneo, oggi, solo il 6 per cento dei cittadini ha ricevuto una o più dosi: "La nuova variante Omicron ha acceso i riflettori sulla diffusione del Covid-19 in Africa - afferma Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio - È necessario essere consapevoli che da questa pandemia si esce solo insieme, perché il virus non conosce confini e continuerà a rappresentare una minaccia finché i vaccini non saranno disponibili per tutti". Così Coop ha messo a disposizione le casse dei suoi supermercati per fare una donazione, da poter effettuare anche sulla piattaforma Eppela. "Il sostegno di Coop arriva in un momento importante della nostra azione in contrasto al Covid-19 e mentre il virus continua a mutare, configurando una nuova potenziale minaccia per i sistemi sanitari di tutto il mondo - dichiara Stella Egidi, responsabile medico di MSF - È essenziale che governi e aziende farmaceutiche assicurino accesso a vaccini e cure per tutti, ma è anche indispensabile mettere i paesi a medie e basse risorse nelle condizioni di poter realizzare campagne di vaccinazioni efficaci, in grado di raggiungere prima di tutto i gruppi più vulnerabili".
Non solo vaccini
Al di là dell'emergenza da Covid, però, non vanno dimenticate le storiche battaglie che le associazioni portano avanti da decenni. E che proprio con l'emergenza pandemica rischiano di passare in secondo piano nell'attenzione generale, con un contraccolpo sulla raccolta fondi che a Natale, come da tradizione, si intensifica. Airc, attraverso il suo shop online, propone regali solidali il cui acquisto contribuisce alla ricerca sul cancro. Nulla di simbolico, ma veri e propri doni da mettere sotto l'albero: dall'olio d'oliva siciliano alla tazza in ceramica, ce n'è per tutti i gusti. Tornano anche i mercatini di Emergency, quest'anno presenti in undici città: Milano, Roma, Genova, Firenze, Torino, Padova, Pisa, Bologna, Brescia, Napoli e Bari. Per i suoi 50 anni di attività, invece, Medici Senza Frontiere ha preparato dei kit da regalare con t-shirt, shopper dedicate e il libro "Le Ferite", quattordici racconti di scrittrici e scrittori per l'anniversario dell'Organizzazione.
Anche la Fondazione Cesvi torna con i suoi regali. Quest'anno però non saranno solo utili, ma anche insoliti, come la donazione di una capretta ad una famiglia, un albero da frutto o una matita che una volta diventata corta si può piantare e vederla trasformarsi in basilico o non ti scordar di me. All'effetto sorpresa, ma sempre solidale, quest'anno ci pensa Marevivo Onlus che dà la possibilità di adottare una spiaggia. Dei 3.346 km di costa italiana, sono tanti i tratti minacciati da un turismo incontrollato e dall'inquinamento da rifiuti: regalandone un'adozione si può contribuire a tutelare intere spiagge.