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Veneto, aumento dei contagi e troppi non vaccinati, Zaia: "Penso che il bollettino di venerdì sarà da zona gialla"

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia (ansa)
Il presidente della Regione evidenzia la criticità rappresentata dai dati di occupazione dell'area medica. Pesano le infezione tra le fasce più giovani
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Anche il Veneto è a un passo dalla zona gialla e potrebbe raggiungere durante le feste natalizie Friuli Venezia Giulia, Calabria e provincia autonoma di Bolzano. E altrimenti non poteva essere, visto l'aumento verticale dei contagi: 2096 nelle ultime 24 ore e addirittura oltre 4 mila nelle precedenti 48 ore. "Penso che il bollettino di venerdì sarà da zona gialla", ha detto il presidente della Regione Luca Zaia, evidenziando la criticità rappresentata dai dati di occupazione dell'area medica. "È una tipica fase acuta e non c'è sentore di un'inversione di tendenza. I dati ci dicono che il tasso di occupazione delle terapie intensive è del 12,8%, l'incidenza dei contagi è già da zona gialla. L'infezione sta correndo, ma l'incidenza sui tamponi è del 4,50%: siamo la decima regione con maggiore incidenza, la prima sono le Marche con il 9,23%".

Il totale degli infetti…

Anche il Veneto è a un passo dalla zona gialla e potrebbe raggiungere durante le feste natalizie Friuli Venezia Giulia, Calabria e provincia autonoma di Bolzano. E altrimenti non poteva essere, visto l'aumento verticale dei contagi: 2096 nelle ultime 24 ore e addirittura oltre 4 mila nelle precedenti 48 ore. "Penso che il bollettino di venerdì sarà da zona gialla", ha detto il presidente della Regione Luca Zaia, evidenziando la criticità rappresentata dai dati di occupazione dell'area medica. "È una tipica fase acuta e non c'è sentore di un'inversione di tendenza. I dati ci dicono che il tasso di occupazione delle terapie intensive è del 12,8%, l'incidenza dei contagi è già da zona gialla. L'infezione sta correndo, ma l'incidenza sui tamponi è del 4,50%: siamo la decima regione con maggiore incidenza, la prima sono le Marche con il 9,23%".

Il totale degli infetti raggiunge i 554.117 dall'inizio della pandemia, mentre le vittime totali sono 12.065. Schizza in alto il dato degli attuali positivi, 50.585 (+1.344). Per quel che riguarda la situazione ospedaliera, i malati Covid ricoverati sono complessivamente 1.052 (+25), dei quali 916 (+22) in area medica, e 136 (+3) in terapia intensiva. "Siamo preoccupati per il fatto che la pressione ospedaliera si fa sentire. Il paziente Covid è un paziente complicato, che richiede sforzi ospedalieri e di cura importanti", ha detto ancora Zaia. 

Una situazione critica quella del Veneto, come spesso è stata fin dall'inizio della pandemia. Ma perché? Le ragioni di questa pericolosa tendenza non sono facilmente individuabili. "Uno degli  aspetti che può influenzare l'aumento dei contagi è la probabilità 5 volte superiore dei non vaccinati di infettarsi" spiega il professor Vincenzo Baldo, epidemiologo dell'Università di Padova. "Una delle fasce più coinvolte è quella che va dai 12 ai 19 anni, dove la differenza per stato vaccinale risulta di 10 volte superiore. Questo dato indica come la circolazione possa avvenire nelle fasce di età minori".

Dunque sul bilancio negativo del Veneto pesa la presenza consistente di cittadini non vaccinati, anche nelle fasce più giovani. "Ma in questo bilancio complessivo non possiamo ignorare il fatto che la Regione Veneto presenta una capacità diagnostica molto importante" evidenzia Baldo. "L'altro giorno sono stati fatti 92 mila tamponi: penso sia il numero più elevato a livello nazionale per abitante". Come dire: troviamo tanti positivi perché andiamo a cercarli. "Densità di popolazione e spostamenti frequenti per gli studenti", prova a ragionare Antonella Viola, immunologa dell'Università di Padova. In effetti la vocazione universitaria di alcune città del Veneto, come Venezia, Padova e Verona, potrebbe essere un altro elemento decisivo per l'aumento dei contagi, se non altro per ciò che succede fuori dalle aule universitarie, cioè nei momenti di aggregazione. "Natale sarà in giallo probabilmente, Capodanno anche giallo e poi se si continua a crescere ci avvicineremo all'arancione ma ad oggi non ci sono prospettive negli algoritmi di zona rossa", ha concluso Zaia.