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Sisma 2016, Castelluccio di Norcia sarà ricostruito a prova di terremoto

Il piccolo borgo umbro, raso al suolo cinque anni fa, rinasce grazie a un progetto avveniristico realizzato dall'Università degli Studi di Perugia e la regione Umbria: un sistema di piastre di oltre 6mila metri quadri che isoleranno sismicamente tutti gli edifici
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Un paesino medievale che, in caso di terremoto, è in grado di "fluttuare" sulle onde sismiche senza danni. Non è la trama di un film di Miyazaki ma il progetto avveniristico che vedrà rinascere il piccolo borgo di Castelluccio di Norcia, in Umbria,  quasi interamente distrutto dal sisma del 2016. 

Castelluccio è tra i centri abitati più alti dell'Appennino, non a caso soprannominato "Piccolo Tibet". Sorge a oltre 1400 metri su un colle che domina un grande altipiano, nel Parco nazionale dei monti Sibillini. È famoso per il paesaggio naturale: ogni anno, tra la primavera e l'estate, migliaia di persone si ritrovano qui per ammirare la "Fiorita", la spettacolare fioritura delle lenticchie e di altre specie. Il terremoto di cinque anni fa ha quasi completamente raso al suolo il paese. Ma l'Università degli Studi di Perugia e la regione Umbria hanno messo in campo un progetto unico a…

Un paesino medievale che, in caso di terremoto, è in grado di "fluttuare" sulle onde sismiche senza danni. Non è la trama di un film di Miyazaki ma il progetto avveniristico che vedrà rinascere il piccolo borgo di Castelluccio di Norcia, in Umbria,  quasi interamente distrutto dal sisma del 2016. 

Castelluccio è tra i centri abitati più alti dell'Appennino, non a caso soprannominato "Piccolo Tibet". Sorge a oltre 1400 metri su un colle che domina un grande altipiano, nel Parco nazionale dei monti Sibillini. È famoso per il paesaggio naturale: ogni anno, tra la primavera e l'estate, migliaia di persone si ritrovano qui per ammirare la "Fiorita", la spettacolare fioritura delle lenticchie e di altre specie. Il terremoto di cinque anni fa ha quasi completamente raso al suolo il paese. Ma l'Università degli Studi di Perugia e la regione Umbria hanno messo in campo un progetto unico al mondo: il borgo sarà ricostruito su un sistema di piastre di oltre 6mila metri quadri che isoleranno sismicamente tutti gli edifici, mettendoli al sicuro da nuovi terremoti.

Il progetto è stato illustrato al Maxxi di Roma nel corso della giornata "Città, infrastrutture e terremoti: modelli antisismici d'avanguardia in Umbria", dedicata proprio alla presentazione del modello per la ricostruzione di Castelluccio. Il progetto dell'ateneo di Perugia prevede due piattaforme antisismiche, una per ciascuna delle due parti in cui è diviso il paese, per una superficie totale di circa 6mila metri quadri. Spesa stimata, 6 milioni di euro. Le piastre poggeranno su una fondazione di cemento armato, spessa poco meno di un metro e dotata di appositi sostegni. L'intercapedine tra la base di cemento e le piastre sarà usata per le operazioni di ispezione e manutenzione e per gli impianti sotterranei. Grazie a un sistema di ambienti e percorsi, l'intera infrastruttura sarà accessibile agli addetti alla manutenzione, alla comunità scientifica e agli studenti interessati a conoscere metodi avanzati per la ricostruzione post-terremoto.

La rinascita del borgo si è presentata subito come una sfida tecnica e procedurale, a causa della sua stessa conformazione (è costruito su due terrazzamenti naturali), del rischio idrogeologico e della distruzione quasi totale degli edifici storici. Con l'Ordinanza Speciale in deroga firmata il 15 luglio scorso dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Post Sisma 2016 Giovanni Legnini saranno finanziati il consolidamento del versante nord del centro storico (1 milione di euro) e la viabilità di accesso al paese (2,5 milioni). Altri 2 milioni andranno alla progettazione di sei opere pubbliche: il ripristino delle strade del borgo, la costruzione di terrazzamenti e sottoservizi, la realizzazione degli spazi pubblici, dei parcheggi sotterranei e dei percorsi pedonali e di sicurezza. Castelluccio sarà ricostruito in modo unitario a opera dello Stato, in collaborazione con i privati proprietari delle case, una novità assoluta nella storia degli interventi post-sisma. Dopo l'approvazione del programma di demolizioni, nascerà un Consorzio unico che produrrà un'unica pratica di ricostruzione, per rendere più rapidi i lavori.