Tatuaggi, stretta dell'Europa sugli inchiostri. E dal 2023 il verde e il blu a rischio
ROMA - Cambiano le regole per i tatuaggi e per i tatuatori. La data è il 4 gennaio 2022. Da quel giorno entreranno in vigore norme europee più stringenti per quanto riguarda i pigmenti per tatuaggi e trucchi permanenti. Misure che se da un lato limiteranno la fantasia degli inchiostri, dall'altro, secondo Marco Manzo, storico tatuatore romano del Tribal Tattoo Studio e docente nei corsi professionali per aspiranti body painter, "renderanno il settore più sicuro e regolamentato".
"Alcune sostanze, come il nichel e il cromo, potranno essere contenute solo in percentuali minime stabilite dalla Ue. Ma bisognerà avere anche pigmenti privi di queste sostanze che possono scatenare allergie" spiega Manzo. Viene dunque limitato l'utilizzo intenzionale e le concentrazioni di quegli "ingredienti" ritenuti cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione, delle sostanze sensibilizzanti/corrosivi/irritanti per la pelle o per gli…
ROMA - Cambiano le regole per i tatuaggi e per i tatuatori. La data è il 4 gennaio 2022. Da quel giorno entreranno in vigore norme europee più stringenti per quanto riguarda i pigmenti per tatuaggi e trucchi permanenti. Misure che se da un lato limiteranno la fantasia degli inchiostri, dall'altro, secondo Marco Manzo, storico tatuatore romano del Tribal Tattoo Studio e docente nei corsi professionali per aspiranti body painter, "renderanno il settore più sicuro e regolamentato".
"Alcune sostanze, come il nichel e il cromo, potranno essere contenute solo in percentuali minime stabilite dalla Ue. Ma bisognerà avere anche pigmenti privi di queste sostanze che possono scatenare allergie" spiega Manzo. Viene dunque limitato l'utilizzo intenzionale e le concentrazioni di quegli "ingredienti" ritenuti cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione, delle sostanze sensibilizzanti/corrosivi/irritanti per la pelle o per gli occhi.
Non solo: "Sarà obbligatorio informare l’utente sui pigmenti utilizzati, le etichette dei pigmenti dovranno essere in lingua italiana e dovranno contenere la dicitura ‘Miscela per tatuaggi o trucco permanente’ e recare un numero di riferimento unico per l’identificazione del lotto. E il tatuatore condividerà col produttore e con il distributore le responsabilità anche di carattere penale qualora utilizzi pigmenti vietati o non approvati dai rigidi standard della comunità europea" spiega Manzo.
"L'Europa ha sempre avuto tra le normative più severe al mondo per quanto riguarda i pigmenti. Ora con questa nuova stretta che io giudico positiva tatuarsi in Europa e dunque anche in Italia diventa sinonimo di grande garanzia. Una tradizione che si rinforza, tanto che anche dall'estero veniva qui per farsi un disegno su pelle" sottolinea Manzo.
Ovviamente le nuove regole varranno per gli studi autorizzati. "Il nostro mondo diventa più credibile", dice Manzo, convinto che il regolamento Ue sia anche una norma anti-abusivismo. "Bisogna stare attenti ancora più attenti agli abusivi - aggiunge Manzo - perché potrebbe comprare pigmenti non conformi al regolamento europeo, importati da altri Paesi, potenzialmente tumorali, tossici o fonti di allergie".
Secondo uno studio dell'Istituto superiore di sanità risalente al 2019 in Italia sono quasi sette milioni le persone che hanno almeno un tatuaggio, il 13% della popolazione. Dai dati emerge che i tatuaggi sono più diffusi tra le donne (13,8%) rispetto agli uomini (11,7%). Il primo tatuaggio viene effettuato a 25 anni, ma il numero maggiore di tatuati riguarda la fascia d'età tra i 35 e i 44 anni (29,9%). Il 76.1% dei tatuati si è rivolto ad un centro specializzato di tatuaggi e il 9,1% ad un centro estetico, ma ben il 13,4% lo ha fatto al di fuori dei centri autorizzati.
In Italia sono abilitati a effettuare tatuaggi solo coloro che sono in possesso dell’attestato di frequenza di uno specifico corso di formazione regionale e che operino nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalle linee guida del ministero della Salute. Per avere un confronto di numeri basti pensare che nel solo Lazio erano 1350 gli studi autorizzati prima della pandemia da Covid-19, ora qualcuno in meno; gli abusivi stimati circa 30 mila.
Ma i nuovi pigmenti a norma si troveranno in commercio? "Ancora sul mercato non se ne trovano ma dalle grandi aziende internazionali che li producono abbiamo avuto rassicurazioni: entro il 4 gennaio saranno pronti".
Dal 2023 le cose potrebbero però complicarsi ulteriormente: due pigmenti - il blu 15 e il verde 7 - saranno banditi. "La gamma dei pigmenti sarà più limitata - dice Manzo - E il blu e il verde sono colori importanti perché fungono da basi per altre colorazioni. Questo potrebbe portare all'effetto opposto: una fuga all'estero o dagli abusivi per aggirare lo stop. La sicurezza è la cosa più importante, magari si riuscirà a trovare una soluzione". Dall'Austria è partita una petizione al Parlamento europeo che ha coinvolto tatuatori e chimici di altri Paesi. Per non ridurre i tattoo a cinquanta sfumature di grigio.