Covid, cluster di 92 contagiati nel trevigiano: erano reduci da un pellegrinaggio ad Assisi
di Enrico Ferro , di Enrico FerroTREVISO. Veneto terra di campanili. Campanili e contagi, in realtà, con i due concetti che ultimamente sembrano essere strettamente e pericolosamente legati l'uno all'altro. Temevano i ristoranti, la movida e le discoteche, ma le insidie stanno arrivando da pellegrinaggi e parrocchie. A Conegliano, in provincia di Treviso, è esploso un cluster con 24 casi e 92 persone in quarantena dopo un viaggio ad Assisi per l'inaugurazione di un presepio.
"Buona parte delle persone la settimana scorsa ha viaggiato a bordo di due pullman" precisa il Dipartimento di prevenzione dell'Usl 2, che sta lavorando per ricomporre il puzzle del contagio e isolare tutte le persone coinvolte. L'origine del cluster sarebbe un anziano di 78 anni con due dosi di vaccino. "E' un alpino, ora si trova ricoverato in terapia intensiva", raccontano nella frazione di Parè, dove era stata organizzata questa spedizione in terra umbra. Partenza il 5 dic…
TREVISO. Veneto terra di campanili. Campanili e contagi, in realtà, con i due concetti che ultimamente sembrano essere strettamente e pericolosamente legati l'uno all'altro. Temevano i ristoranti, la movida e le discoteche, ma le insidie stanno arrivando da pellegrinaggi e parrocchie. A Conegliano, in provincia di Treviso, è esploso un cluster con 24 casi e 92 persone in quarantena dopo un viaggio ad Assisi per l'inaugurazione di un presepio.
"Buona parte delle persone la settimana scorsa ha viaggiato a bordo di due pullman" precisa il Dipartimento di prevenzione dell'Usl 2, che sta lavorando per ricomporre il puzzle del contagio e isolare tutte le persone coinvolte. L'origine del cluster sarebbe un anziano di 78 anni con due dosi di vaccino. "E' un alpino, ora si trova ricoverato in terapia intensiva", raccontano nella frazione di Parè, dove era stata organizzata questa spedizione in terra umbra. Partenza il 5 dicembre e inaugurazione della natività nella Basilica di San Francesco d'Assisi l'8 dicembre. Secondo quanto ricostruito dall'autorità sanitaria trevigiana, l'anziano considerato "il caso indice" non si è recato ad Assisi ma la sera prima della partenza si trovava alla festa organizzata dal Gruppo Presepisti sul piazzale della chiesa. Un momento di ritrovo organizzato per celebrare l'accensione dell'albero di Natale e per svelare il presepe.
"Il nostro alpino non solo è vaccinato ma è anche una persona scrupolosa e maniacale nel rispetto delle misure di sicurezza, dalla mascherina al distanziamento", ha raccontato Denis Pasin, capogruppo Ana di Parè, alla Tribuna di Treviso. Sconcertato anche il prete, don Michele Maiolo, che assicura: "I pellegrini dei due pullman erano tutti provvisti di Green Pass". Ma intanto il guaio è fatto e ora l'Associazione nazionale Alpini di Parè ha sospeso il concerto di Natale previsto il 18 dicembre e anche la cerimonia per il cinquantesimo della fondazione del Gruppo. Ma è destinata a saltare anche la messa della domenica. Ad Assisi c'era anche il neoeletto sindaco di Conegliano Fabio Chies, che però è risultato negativo al tampone.
La Regione Veneto ha predisposto l'attività di tracciamento e inviato una relazione ai referenti del servizio in Umbria, che ora sta valutando tutte le azioni per una ulteriore caccia al virus diffuso da quel cluster. La sindaca di Assisi, dal canto suo, si preoccupa per le ricadute che una notizia simile potrebbe avere per il turismo nella sua città. "Non possono avere preso il virus ad Assisi perché non risulta alcuna rilevazione o tracciamento", dice Stefania Proietti. "Pare scorretto e strumentale tirare in ballo il nome di Assisi come fosse un posto insidioso e pericoloso per il contagio della pandemia. Da mesi raccomandiamo a cittadini e turisti di attenersi alle misure di sicurezza e invitiamo tutti a sottoporsi al vaccino".