Natale, corsa delle città a spegnere le feste. "Impossibile evitare assembramenti"
di Alessandra PaoliniRoma. In Trentino da oggi addio anche al caffè al banco per i non vaccinati. Ormai, tra sindaci e governatori, è corsa a ordinanze sempre più restrittive nell’assai complicato tentativo di chiudere le porte alla variante Omicron. Non sarà il Natale che era stato promesso agli italiani: si spengono le luci dei mercatini, si cancellano spettacoli di Capodanno e feste di piazza, si annullano concerti e manifestazioni. E lì dove non si chiude, dagli stadi alle discoteche, dai palazzetti dello sport ai concerti (dove è già richiesto il Super Green Pass) si pensa di introdurre il doppio filtro del tampone. La proposta è del presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts Franco Locatelli. «Tampone a vaccinati per l’accesso a grandi eventi è un’ipotesi da considerare se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. Va tutelato il vantaggio che è stato accumulato dal nos…
Roma. In Trentino da oggi addio anche al caffè al banco per i non vaccinati. Ormai, tra sindaci e governatori, è corsa a ordinanze sempre più restrittive nell’assai complicato tentativo di chiudere le porte alla variante Omicron. Non sarà il Natale che era stato promesso agli italiani: si spengono le luci dei mercatini, si cancellano spettacoli di Capodanno e feste di piazza, si annullano concerti e manifestazioni. E lì dove non si chiude, dagli stadi alle discoteche, dai palazzetti dello sport ai concerti (dove è già richiesto il Super Green Pass) si pensa di introdurre il doppio filtro del tampone. La proposta è del presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts Franco Locatelli. «Tampone a vaccinati per l’accesso a grandi eventi è un’ipotesi da considerare se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. Va tutelato il vantaggio che è stato accumulato dal nostro Paese e soprattutto vanno protette le vite degli italiani».
Dunque, prossimo ritorno di tamponi anche per i vaccinati e probabilmente anche mascherine all’aperto per tutti mentre si moltiplicano gli appelli di medici e scienziati a fare il tampone anche prima di una semplice serata in famiglia o con amici dove spesso ci sono tanti anziani fragili.
Restrizioni che, unite ai provvedimenti degli amministratori locali, sono considerate inevitabili a fronte di alcuni elementi di forte rischio, a cominciare dall’impossibilità di far rispettare l’obbligo di distanziamento. Non ci sono controlli né piani Natale che tengano: impedire gli assembramenti nelle zone della movida, nelle vie dello shopping, in tutti i luoghi in cui sono previste manifestazioni e spettacoli di piazza, è assolutamente impossibile.
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Così come il continuo aumento della curva dei contagi rende improponibile un efficace contact tracing e il rischio che ogni giorno vadano in giro migliaia di positivi è più che reale. Anche perché — come denuncia l’assessore alla Salute del Lazio Alessio D’Amato — sono in molti gli irresponsabili che si sottraggono al tentativo di tracciamento dei contatti di positivi da parte delle Asl per non incorrere nell’obbligo di isolamento e molti sarebbero anche i cittadini che non rispettano la quarantena che per altro nessuno controlla.
Dopo quello di Roma al Circo Massimo e quello di Trento in piazza Duomo, il timore di Omicron ha fatto saltare anche il Concertone di Capodanno a Bologna, in piazza Maggiore. «Dobbiamo evitare occasione di potenziali contagi o situazioni non coerenti. Abbiamo scelto di dare un segnale di prudenza», spiega il sindaco Matteo Lepore. E la lista degli eventi, per le città che vivono per il secondo anno un Natale sottotraccia, si allunga ogni giorno di più: da Mantova a Rapallo da Treviso a Madonna di Campiglio, da Venezia a Palermo. Con città come Milano dove, previdente, l’amministrazione, fin da subito ha deciso di non organizzare nulla per la notte dell’Ultimo dell’anno. Niente Capodanno in piazza anche a Torino dove il sindaco annuncia però «una sorpresa da gustare guardando verso l’alto», uno spettacolo pirotecnico diffuso. Annullata anche la fiaccolata dei maestri di sci a Limone Piemonte.
In Campania il governatore Vincenzo De Luca, come sempre, si spinge oltre invitando i suoi concittadini a «non fare i cafoni». «Abbiamo deciso di accompagnare la battaglia contro il Covid con altre misure: divieto di feste e festini in piazza alla vigilia di Natale, Capodanno e divieto di consumazione per strada e davanti ai negozi». De Luca ci tiene a precisare però che «la pizza a casa la possono portare tutti quanti, è vietato fare i cafoni, cioè consumare in mezzo alla strada».
La chat tra i sindaci alle prese con mercatini di Natale da cassare e ordinanze per le mascherine da indossare all’aperto, è sempre più rovente. «Siamo in continuo contatto — racconta il primo cittadino di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro — per darci consigli. Ci preoccupa il picco di contagi previsto per gennaio, quando dopo le feste riapriranno le scuole visto che la vaccinazione ai bambini non sarà veloce. Anche per questo stiamo cercando di evitare eventi che richiamino le folle. Persino l’accensione dell’albero, l’8 dicembre, è passata in sordina in moltissime città. A Bari a differenza di altri comuni ci sarà il concertone di Capodanno: sarà mandato in onda da Canale5. Sarà il countdown tv di Mediaset. Ma tutti avranno un posto a sedere all’aperto, entreranno col Green Pass e il numero degli spettatori sarà contingentato».
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