L'immunologa Viola: "Tampone obbligatorio a chi rientra in Italia da Paesi Ue? No, meglio l'obbligo vaccinale"
"No al tampone a chi è immunizzato e rientra da paesi dell'Unione europea, meglio inserire l'obbligo vaccinale". E' la posizione che l'immunologa Antonella Viola ha espresso in un post su Facebook sulle nuove restrizioni introdotte in Italia a partire da giovedì 16 dicembre (e fino al 31 gennaio) con la nuova ordinanza varata dal ministero della Salute in vista dei viaggi per le vacanze di Natale, e che ha provocato il disappunto di Bruxelles.
"Ci sono misure - spiega Viola - che servono e altre che sono solo una risposta scomposta dettata dal panico. Tra queste ultime - argomenta l'immunologa - la richiesta di un tampone a chi è vaccinato e rientra dai Paesi e…
"No al tampone a chi è immunizzato e rientra da paesi dell'Unione europea, meglio inserire l'obbligo vaccinale". E' la posizione che l'immunologa Antonella Viola ha espresso in un post su Facebook sulle nuove restrizioni introdotte in Italia a partire da giovedì 16 dicembre (e fino al 31 gennaio) con la nuova ordinanza varata dal ministero della Salute in vista dei viaggi per le vacanze di Natale, e che ha provocato il disappunto di Bruxelles.
"Ci sono misure - spiega Viola - che servono e altre che sono solo una risposta scomposta dettata dal panico. Tra queste ultime - argomenta l'immunologa - la richiesta di un tampone a chi è vaccinato e rientra dai Paesi europei, che mette in discussione l’Europa (come sottolineato da Macron) e la vaccinazione. O inserire di nuovo tamponi per i vaccinati per il cinema o il teatro (settori che hanno sofferto duramente e che non mi pare siano stati luoghi di contagio). Ricordiamo - poi precisa Viola - che il virus probabilmente resterà con noi per anni; che i vaccini stanno proteggendo dalla malattia severa (altrimenti oggi viaggeremmo sui 1000 morti al giorno) e che quindi contare i positivi è utile solo a fini epidemiologici e non dovrebbe essere una forma di comunicazione della paura. L’unica cosa seria da fare è inserire l’obbligo vaccinale. Il resto - chiude l'immunologa - è solo confusione e stress inutile per i cittadini".
Da giovedì scorso, dunque, chi entra nel nostro Paese da uno degli Stati membri dell’Unione, anche con Green Pass da vaccinazione e guarigione, prima di partire dovrà sottoporsi ad un test antigenico rapido nelle 24 ore antecedenti o ad un test molecolare nelle 48 ore antecedenti all'ingresso in Italia. I test dovranno ovviamente risultare negativi. In caso di non possesso del Super Green Pass da vaccinazione o guarigione, rimane inoltre la quarantena di 5 giorni, nell’indirizzo indicato nel Plf, il Passenger Locator Form, cioè il modulo compilato che va esibito al momento dell'imbarco, con l’obbligo di sottoporsi a un test antigenico o molecolare a fine quarantena.