Covid, contatti stretti, quarantene e Dad: ecco le regole anche con Omicron
di Viola Giannoli , di Viola GiannoliContatti, contatti stretti, isolamenti fiduciari, quarantene, Dad. Parole del vocabolario 2020-2021 che pensavamo di aver (quasi) dimenticato e invece ora, con l'aumento dei contagi da coronavirus, sono tornate molto comuni. Ecco dubbi e risposte per districarsi tra le regole.
Cos'è un contatto di un positivo?
Si definisce così chiunque sia stato esposto a un caso di Covid-19 da 48 ore prima dell'insorgenza dei primi sintomi e fino a 14 giorni dopo oppure fino al momento della diagnosi e dell'isolamento del positivo.
Cos'è un contatto stretto di un positivo?
Il contatto stretto, secondo la definizione dell'Istituto superiore di sanità, è una persona che vive nella stessa casa di un caso di Covid o che ha avuto un contato fisico diretto con un caso positivo (ad esempio la stretta di mano); chi ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di Covid (ad esempio chi ha toccato a mani nude fazzoletti di…
Contatti, contatti stretti, isolamenti fiduciari, quarantene, Dad. Parole del vocabolario 2020-2021 che pensavamo di aver (quasi) dimenticato e invece ora, con l'aumento dei contagi da coronavirus, sono tornate molto comuni. Ecco dubbi e risposte per districarsi tra le regole.
Cos'è un contatto di un positivo?
Si definisce così chiunque sia stato esposto a un caso di Covid-19 da 48 ore prima dell'insorgenza dei primi sintomi e fino a 14 giorni dopo oppure fino al momento della diagnosi e dell'isolamento del positivo.
Cos'è un contatto stretto di un positivo?
Il contatto stretto, secondo la definizione dell'Istituto superiore di sanità, è una persona che vive nella stessa casa di un caso di Covid o che ha avuto un contato fisico diretto con un caso positivo (ad esempio la stretta di mano); chi ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di Covid (ad esempio chi ha toccato a mani nude fazzoletti di carta usati); una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso positivo, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti; chi si è trovato in un ambiente chiuso (un'aula, una sala riunioni, una sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di Covid, in assenza di dispositivi di protezione individuale (Dpi) idonei; un operatore sanitario o un'altra persona che fornisce assistenza diretta a un caso di Covid oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni infetti senza l’impiego dei Dpi raccomandati o mediante l’utilizzo di Dpi non idonei; o ancora chi ha viaggiato seduto in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso di Covid; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo o del treno dove il positivo era seduto. Si tratta, insomma, di esposizioni ad alto rischio rispetto al contagiato.
Cos'è un contatto a basso rischio?
Chi ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con una persona contagiata dal Covid, a una distanza inferiore a 2 metri e per meno di 15 minuti; chi si è trovato in un ambiente chiuso (anche su un mezzo di trasporto pubblico) per meno di 15 minuti con una persona poi risultata positiva al coronavirus; operatori sanitari o assistenti diretto di positivi o personale di laboratorio che manipola campioni di coronavirus che hanno avuto contatti con un positivo ma usando le mascherine e i dispositivi di protezione necessari; e ancora chi ha viaggiato (passeggeri e personale) su un volo in cui era imbarcato anche un positivo al Covid-19 (a meno che non si tratti dei passeggeri seduti vicino al contagiato e del personale addetto alla sezione in cui è seduto il positivo: in questi casi si parla di contatti stretti).
Quale è la differenza tra quarantena e isolamento?
L’isolamento riguarda i casi positivi al test diagnostico, dunque gli infetti, ed è finalizzato a separarli dalle altre persone per tutta la durata del periodo di contagiosità. La quarantena riguarda, invece, i contatti stretti di un caso confermato che potenzialmente potrebbero sviluppare un'infezione e che per questo motivo non devono stare a contatto con altre persone.
Cos'è la sorveglianza attiva?
Un sistema che prevede che la persona in quarantena sia in contatto quotidiano con l’operatore della sanità pubblica che ha il compito di informarsi sulle sue condizioni di salute. Non sempre il sistema ha funzionato però.
Come funziona la quarantena se il contatto stretto di un positivo è vaccinato?
Se la vaccinazione è a ciclo completo ed è stata fatta da almeno 14 giorni, il contatto stretto deve stare in quarantena per un periodo di 7 giorni dall’ultimo incontro con il contagiato e poi sottoporsi a un tampone molecolare o antigenico. Se il test ha esito negativo, il contatto stretto può uscire e tornare alla sua vita senza ulteriori restrizioni. Se invece non vuole o non può eseguire un tampone per verificare la presenza del virus, deve rimanere in quarantena per 14 giorni, trascorsi i quali può uscire di casa anche senza l’esito negativo di un test. Può ovviamente anche tornare al lavoro e il periodo di assenza risulta coperto dal certificato.
E se il contatto stretto non è vaccinato?
In questo caso la quarantena dura almeno 10 giorni dall’ultimo contatto con la persona infetta. Al termine dei 10 giorni bisogna eseguire un test molecolare o antigenico. Se il tampone risulta negativo, si può tornare alla propria vita normale. Altrimenti, se non ci si sottopone al test, bisogna rimanere in quarantena per almeno 14 giorni dall’ultimo contatto con la persona positiva al coronavirus. Al termine delle due settimane si può uscire di casa, anche senza l’esito negativo di un tampone. Si può rientrare al lavoro e il periodo di assenza risulta coperto dal certificato.
E se il contatto è avvenuto con un positivo a Omicron?
Al momento non ci sono distinzioni nelle regole per chi è entrato in contatto con un positivo in base alla varianti. Le regole quindi, per ora, sono sempre le stesse.
Cosa accade invece in caso di contatto a basso rischio?
Sia i vaccinati con ciclo completo terminato da almeno 14 giorni che i non vaccinati o i vaccinati con una sola dose non devono sottoporsi alla misura della quarantena se con il positivo hanno avuto un contatto a basso rischio.
E se durante la quarantena compaiono sintomi compatibili con il Covid?
In questo caso bisogna fare un tampone alla prima comparsa dei sintomi. Se è positivo, si deve aspettare la guarigione clinica e sottoporsi a un test molecolare dopo almeno 3 giorni dalla data di scomparsa dei sintomi. Se il test molecolare risulta negativo, la persona potrà tornare alla vita normale.
Per un medico la quarantena funziona allo stesso modo?
Pe gli operatori sanitari o le altre persone che forniscono assistenza diretta a qualcuno che risulta positivo al Covid, così come il personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni del virus, la quarantena non scatta nel caso in cui abbiano completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni. Si deve però osservare un periodo di sorveglianza sanitaria attiva a partire dall’ultimo giorno di esposizione al caso di Covid.
Cosa accade se in una classe c'è un solo caso di Covid?
Se ci si trova al nido o in una materna è previsto un tampone subito, appena saputo del caso di positività, una quarantena di 10 giorni a prescindere dal risultato del primo teste e un secondo tampone finale. Per gli educatori la quarantena è ridotta a 7 giorni, sempre con un tampone iniziale e uno finale, se sono vaccinati con ciclo completo da almeno 14 giorni. Se il contagio è tra gli educatori, i loro colleghi negativi al test del primo giorno non devono sottoporsi a quarantena ma alla sorveglianza attiva. Nelle scuole primarie e secondarie i compagni di classe della persona positiva al Covid devono fare subito il tampone, appena saputo della positività del contatto. Se il test è negativo, rientrano subito in classe, ma dopo cinque giorni dal primo tampone devono fare un altro test. Lo stesso vale per gli insegnanti vaccinati, mentre i non vaccinati vanno in quarantena e dopo 10 giorni devono sottoporsi al test finale. Per le altre classi non sono previsti provvedimenti, a meno che l’Asl non dia disposizioni diverse.
E con due casi di Covid?
Gli alunni che sono vaccinati o che sono guariti dal Covid negli ultimi 6 mesi devono sempre osservare la sorveglianza attiva, facendo un test appena viene confermata la positività dei due casi di Covid e un altro test cinque giorni dopo. Gli studenti che non sono vaccinati devono invece andare in quarantena per 10 giorni (anche se sono negativi al primo test). Stesso iter per i docenti.
E con tre casi di Covid?
Si va tutti a casa, in quarantena, sia docenti che studenti. E scatta la didattica a distanza. L’isolamento dura 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati.