Covid, monitoraggio settimanale, Brusaferro: "Da 9 settimane aumento rapido dei casi. Incidenza maggiore in età pediatrica"
"Da 9 settimane consecutive si registra un aumento rapido e generalizzato del numero di nuovi casi. La velocità di trasmissione si mantiene al di sopra della soglia epidemica nella maggior parte delle regioni Italiane": lo riporta il Monitoraggio Ministero della Salute-Iss relativo alla settimana dal 13 al 19/12 (dati aggiornati al 21/12). Il numero di persone ricoverate in aree mediche è in aumento da 7.163 (14/12/2021) a 8.101 (20/12/2021), in terapia intensiva passa da 863 (14/12/2021) a 987 (20/12/2021). "Questo sta imponendo una revisione organizzativa delle prestazioni assistenziali erogate a favore dei pazienti Covid".
Le fasce di età che registrano i più alti tassi di incidenza settimanali per 100.000 abitanti sono quelle pediatriche (393 nella fascia di età 0-9 anni e 404 nella fascia di età 10-19 anni). L'incidenza più bassa si rileva nelle fasce di età superiori agli 80 anni (101 nella fascia di età 80-89 e 116 nei soggetti di età più avanzata.
Di fronte al "rapido aumento nella circolazione in Europa ed ormai anche in Italia della variante Omicron", gli esperti invocano "una più elevata copertura vaccinale, in tutte le fasce di età, anche quella 5-11 anni, il completamento dei cicli di vaccinazione ed il mantenimento di una elevata risposta immunitaria attraverso la dose di richiamo, con particolare riguardo alle categorie indicate dalle disposizioni ministeriali".
Sono, si legge nel testo, "strumenti necessari a contenere l'impatto dell'epidemia anche sostenuta da varianti emergenti", insieme al "rigoroso rispetto delle misure comportamentali, ed in particolare distanziamento, uso della mascherina, aerazione dei locali ed igiene delle mani, sia a livello individuale che collettivo, evitando in particolare situazioni di assembramento".
Sono Lombardia e Valle d'Aosta le regioni classificate a rischio alto. La Sardegna, invece, è fra le 18 Regioni classificate a rischio moderato. Tra queste, cinque Regioni (Calabria, Marche, la provincia autonoma di Trento, Puglia e Sicilia) sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto, mentre per solo per la provincia autonoma di Bolzano la classificazione è a rischio basso. Quindici regioni, tra cui la Sardegna, riportano un'allerta di resilienza: le altre sono Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Molise, Marche, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Campania, Abruzzo, Basilica e Calabria. Lombardia e Valle d'Aosta, invece, riportano molteplici allerte di resilienza.
"Il numero di 80enni e over 80 che hanno fatto la terza dose è arrivato al 63-64% e contestualmente in tutte le fasce d'età cresce l'attenzione al vaccino. Va segnalato che nella fascia 20-29 anni è stato raggiunto quasi il 90% di copertura di prime dosi e la fascia 12-19 quasi l'80%", ha detto Silvio Brusaferro, presidente Iss. "Va segnalato anche come ci sia una buona adesione anche nella fascia 5-11 anni anche se è iniziata recentemente per la disponibilità del vaccino per questa fascia di popolazione".
Sono oltre 6 milioni (esattamente 6.123.127) gli italiani ove 12 anni che ad oggi non hanno ricevuto neanche una dose di vaccino. In particolare, si legge del report, sono 1.299.800 i no vax appartenenti alla fascia 40-49 anni seguiti per numero di non immunizzati dalla fascia 50-59 anni (1.103.027). La terza fascia più restia alla vaccinazione, costituita da 947.888 persone, è quella 30-39 anni. Molte persone delle fascie più a rischio non si sono ancora vaccinate: 672.114 tra i 60 e 69 anni, 403.412 nella fascia 70-79 anni e 193.188 di ove 80.