Covid, La Vecchia: "Bisogna correre con i booster o si rischia il collasso"
di Michele Bocci , di Michele BocciCarlo La Vecchia, epidemiologo dell'Università di Milano, è preoccupato. Aspetta di capire qual è la tenuta del vaccino di fronte a una salita così forte della curva, provocata dalla variante Omicron.
Questa crescita dei casi era inaspettata?
"Il problema sono i malati gravi. Sul numero di casi ormai non c'è controllo perché i vaccini servono poco contro l'infezione, cioè la positività. Semmai sembrano proteggere contro il ricovero. Se lo fanno davvero questa ondata sarebbe grave ma non tragica. Se invece la protezione dalle forme più importanti di malattia è limitata allora siamo in un pasticcio grosso. Comunque la terza dose fa aumentare gli anticorpi di 50 volte. Speriamo che contrasti Omicron. Il consiglio è di correre con i booster, in particolare dai 50 anni in su".
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È giusto ridurre, e in certi casi azzerare, la quarantena dei contat…
Carlo La Vecchia, epidemiologo dell'Università di Milano, è preoccupato. Aspetta di capire qual è la tenuta del vaccino di fronte a una salita così forte della curva, provocata dalla variante Omicron.
Questa crescita dei casi era inaspettata?
"Il problema sono i malati gravi. Sul numero di casi ormai non c'è controllo perché i vaccini servono poco contro l'infezione, cioè la positività. Semmai sembrano proteggere contro il ricovero. Se lo fanno davvero questa ondata sarebbe grave ma non tragica. Se invece la protezione dalle forme più importanti di malattia è limitata allora siamo in un pasticcio grosso. Comunque la terza dose fa aumentare gli anticorpi di 50 volte. Speriamo che contrasti Omicron. Il consiglio è di correre con i booster, in particolare dai 50 anni in su".
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È giusto ridurre, e in certi casi azzerare, la quarantena dei contatti a rischio?
"Mi sembra che si tratti di piccole cose. Al momento, come ho detto, il problema chiave è la copertura vaccinale. Con la diffusione della positività che abbiamo in questo momento, in giro ci sono da 2,5 a 3 milioni di positivi di cui ne conosciamo solo 675mila, quelli che hanno fatto il tampone. Quindi non cambia molto mettere regole diverse riguardo alla quarantena".
Si, ma gli interventi sono giusti?
"Nel Cts ci sono persone competenti. Del resto i malati dopo una settimana non sono più contagiosi. Trasmettono nei due giorni precedenti e poi fino a due o tre giorni dopo la malattia. E in effetti l'incubazione dura meno. Poi c'è la riflessione sul servizio sanitario".
In che senso?
"Si tratta di un'attività che non si può fermare. In quasi tutte le grandi organizzazioni di lavoro si possono tenere a casa il 10% dei lavoratori e la vita continua. Ma se lascia fuori il 10% dei professionisti della sanità, il sistema non regge. E poi ci sono gli aerei, i mezzi pubblici e altri servizi. Il mondo deve continuare".
La malattia provocata da Omicron è diversa?
"E chi lo sa. Con questi numeri non si riesce ancora a chiarire. Abbiamo bisogno di una quindicina di giorni per avere un'idea più precisa".
Il sistema del tracciamento e del testing sta collassando. Si poteva evitare?
"No. Francamente la scorsa primavera tutti speravamo che i vaccini chiudessero questa storia. In effetti hanno funzionato benissimo sulla Delta, adesso siamo in attesa".
Cosa devono fare le persone?
"Devono comportarsi come se fossimo in zona rossa, che poi magari dopo Capodanno sarà adottata davvero. Il consiglio è di starsene in casa ed evitare contatti. Chi poi ha sintomi leggeri non deve fare nulla di particolare. Se non passano vanno contattate le strutture sanitarie".
Nel prossimo mese quanti italiani saranno colpiti dalla Omicron?
"Molti milioni. Ora il problema è capire se in modo lieve. Il timore è che nei prossimi 15 giorni ci siano problemi nei servizi sanitari. Con numeri così alti di nuovi casi, se anche il 2% dei contagiati va in ospedale, nei prossimi giorni potrebbero esserci 2 mila contagiati al giorno. E il sistema sanitario collasserebbe".