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Le ragazze dello spazio: "Siamo sempre a caccia di una nuova Terra"

All’Estec, il Centro europeo per la ricerca e la tecnologia spaziale, in Olanda, lavorano e fanno ricerca oltre 400 italiani. Tra loro, non sono poche le donne. Si occupano dei programmi di Osservazione della Terra o di ingegneria dei costi e di molte altre cose. Alcune sono appena arrivate altre hanno esperienze decennali. E noi ne abbiamo incontrato alcune
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NORDWIJK (Olanda) - All’Estec, il Centro europeo per la ricerca e la tecnologia spaziale, cuore tecnologico dell’Agenzia spaziale europea basato a Nordwijk, in Olanda, lavorano e fanno ricerca oltre 400 italiani. Tra loro, per fortuna, non sono poche le donne. Si occupano dei programmi di Osservazione della Terra, esplorazione, navigazione. Di ingegneria dei costi. Alcune sono giovanissime, appena arrivate come Young graduate trainee, altre hanno esperienze decennali. Abbiamo incontrato alcune di queste “italiane spaziali”.

Marta Bottani, Young Graduate Trainee

Di Mantova, 24 anni, laureata al Politecnico di Milano in Ingegneria delle telecomunicazioni. "Ho partecipato al bando per YGT dell'Esa e sono qui dal primo novembre 2021. Mi hanno subito messa a contatto con missioni operative e progetti, supervisori e altri giovani, è il bello di qui. Sono stata catapultata in qualcosa di completamente nuovo. Lavoro al TEC, nella sezione di Electronic…

NORDWIJK (Olanda) - All’Estec, il Centro europeo per la ricerca e la tecnologia spaziale, cuore tecnologico dell’Agenzia spaziale europea basato a Nordwijk, in Olanda, lavorano e fanno ricerca oltre 400 italiani. Tra loro, per fortuna, non sono poche le donne. Si occupano dei programmi di Osservazione della Terra, esplorazione, navigazione. Di ingegneria dei costi. Alcune sono giovanissime, appena arrivate come Young graduate trainee, altre hanno esperienze decennali. Abbiamo incontrato alcune di queste “italiane spaziali”.

Marta Bottani, Young Graduate Trainee

Di Mantova, 24 anni, laureata al Politecnico di Milano in Ingegneria delle telecomunicazioni. "Ho partecipato al bando per YGT dell'Esa e sono qui dal primo novembre 2021. Mi hanno subito messa a contatto con missioni operative e progetti, supervisori e altri giovani, è il bello di qui. Sono stata catapultata in qualcosa di completamente nuovo. Lavoro al TEC, nella sezione di Electronic Radiofrequency Wave, sono coinvolta in Galileo per mitigare l'effetto dell'attraversamento dell'atmosfera sul segnale. Dove mi vedo nel futuro? Per ora, meglio di così non mi poteva andare. Credo nel valore delle esperienze, però: quindi l'Esa non sarà la mia prima e ultima".

Marta Bottani  

 

Elisabetta Lamboglia, Cost Engineer

41 anni, due bimbe, romana, laureata in ingegneria astronautica, si occupa di Ingegneria dei Costi. "Valuto budget, criticità, sicurezza ambientale, proposte da milioni di euro. È la New Space Economy: commercializzare l'ambiente spaziale, coinvolgendo anche piccole e medie Imprese". Obiettivo? Accelerare per esempio i tempi di creazione di costellazioni di satelliti. Elisabetta fa parte del gruppo 100 Esperte (100esperte.it) per valorizzare le donne nella costruzione del futuro. "Bisogna lavorare su progetti di mentorship per ragazze e perché sempre più studino materie STEM".

Elisabetta Lamboglia 

Luciana Montrone, Altius instrument manager

È a capo dello sviluppo dello strumento della missione Altius. "Lavoro sull'Osservazione della Terra, per trarre informazioni sui cambiamenti climatici. Sono dati complessi da fornire agli scienziati perché sviluppino missioni. L'Earth Observation ha uno dei budget più cospicui dell'Agenzia". Luciana è di Milano ma ha studiato alla Sapienza, ha 46 anni e due figli di 21 e 18 anni. Per hobby canta, all'Estec ha fatto anche performance. "Ho tre passioni: lavoro, famiglia e musica".

Luciana Montrone 

 

Mariel Triggianese, Satellite Engineer e Assembly Integration and Verification manager (spacecraft manager)

È responsabile dell'ingegneria del satellite CIMR (Copernicus Imaging Microwave Radiometer), si occupa in particolare di Artic Policy, scioglimento dei ghiacci ai poli. "Questo satellite è una bellezza ingegneristica, il mio nuovo bambino - e io ho già tre figli di 11, 10 e 5 anni - è un riflettore di 8 metri che sarà capace di aprirsi in orbita, si piega e dispiega, ruoterà su se stesso: una sfida pazzesca di controllo e assetto, sono entusiasta in esserne la technical manager. Affrontiamo discussioni di sistema, meccanica, termica, elettronica". 40 anni, di Caserta, Mariel è ingegnere elettronico, ha studiato a Napoli dove ha fatto anche il dottorato, in conversione di Energia delle turbine eoliche. "L'università italiana è eccellente, vorrei che un giorno i miei figli studiassero in Italia". Post dottorato all'Esa, subito presa. "Lavoro circondata da maschi e noto che c'è ancora pregiudizio verso le donne. Per i miei figli voglio essere l'esempio di quello che possiamo fare".

Mariel Triggianese 

Sara Pastor, I-Hab team leader

Di Rueglio, 48 anni, ha studiato ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino, all'Esa dal 2003. È la project manager di questo modulo abitativo per astronauti che entrerà in funzione nel 2026, con Lunar Gateway. "Dovremo garantire il controllo atmosferico all'interno, ricreando dentro le condizioni terrestri: giusta temperatura, concentrazione di ossigeno e azoto... I-Hab dovrà avere compartimenti per la privacy degli astronauti (per appuntamenti medici o telecomunicazioni private) e una cucinetta per preparare cibo liofilizzato, con un boiler per acqua calda e fredda e un tavolinetto. Come in un piccolo camper, infatti adoro visitarli: cerco soluzioni da implementare in orbita". Su Gateway non si ricicleranno risorse, costerebbe troppo: "Meglio mandare rifornimenti: il riciclo si fa economicamente conveniente dai 90 giorni in orbita".

Elisabetta Iorfida, Internal research fellow

36 anni, di Trento, all'Esa dal 2020. "Sono qui per un post doc. Il Research Fellow consente di fare ricerca pura. Ho studiato a Pisa, dottorato al Surrey Space Centre in Astrodinamica sull'ottimizzazione di traiettorie interplanetarie (da Terra a Marte, per esempio). All'Estec lavoro su Swarm, uno degli Earth Explorer, l'unico con una costellazione di 3 satelliti per misurare il campo magnetico terrestre: il nostro scudo dal sole, grazie ad esso siamo l'unico pianeta che ha vita. Lavoro sui dati forniti dagli accelerometri a bordo di questi satelliti. Swarm ha anche aiutato a rilevare lo spostamento del Nord magnetico"

Elisabetta Iorfida 

Luisella Giulicchi, System manager di Copernicus program

È il più grande programma operazionale al mondo per l'osservazione della Terra. "Monitoriamo l'innalzamento dei mari, che rischia di avere conseguenze catastrofiche perché l'80 per cento della popolazione terrestre vive in zone costiere. Il sistema mondo è fragile, l'osservazione satellitare può dare una mappatura completa". 54 anni, di Cortona, ha studiato a Firenze Ingegneria elettronica. "Sono stata al Cern di Ginevra, Fabiola Gianotti allora era ricercatrice. L'Esa mi ha assunto nel '98. Presiedo Women in Aerospace Europe, associazione che promuove diversità e inclusione e ispira giovani donne a lavorare nello spazio".

Silvia Massetti, Senior Component Engineer

51 anni, di Torino, dottorato in Fisica dei Laser, all'Esa dal 2010. Fa parte di TEC, divisione di tecnologia per supporto a progetti scientifici. "Lavoro su Plato, satellite che verrà lanciato nel 2026 per studiare esoplaneti (al di fuori del sistema solare), missione condotta con 26 telescopi. Alla ricerca di luoghi che possano ospitare la vita. Nello spazio andiamo sempre a "cercare il compagno". Una nuova Terra. Come Ulisse oltre le colonne d'Ercole, stessa pulsione. Speriamo di aumentare conoscenza di chi e dove siamo, il nostro ruolo in questo gigantesco sistema. Perché si progettano missioni su Marte? Perché, sfortunatamente, potrebbe rappresentare il nostro futuro".