Pedoni, che strage: nel 2021 aumentano le vittime
di Vincenzo Borgomeo , di Vincenzo BorgomeoPedoni, la strage continua: nell’anno appena concluso le vittime sono ancora aumentate rispetto al 2020: secondo i dati dell’osservatorio Asaps, associazione amici polizia stradale, nel 2021 (e quindi con un consistente calo dalla circolazione stradale nei primi mesi del 2021 e di conseguenza del numero di sinistri in Italia) sono morti in Italia 271 pedoni (75 donne e 196 uomini). E sono numeri calcolati per difetto perché i dati sono provvisori e non comprendono i decessi avvenuti in ospedali a distanza di tempo. Quindi a questa stima preliminare occorrerà aggiungere almeno un altro 30% di feriti gravi, che sono deceduti nelle terapie intensive degli ospedali italiani.
Gli utenti deboli insomma sono sempre in una situazione di grande pericolo. E già perché i numeri parlano chiaro: rispetto all’anno 2018, con 612 morti, all’anno 2019, 534 decessi, all’an…
Pedoni, la strage continua: nell’anno appena concluso le vittime sono ancora aumentate rispetto al 2020: secondo i dati dell’osservatorio Asaps, associazione amici polizia stradale, nel 2021 (e quindi con un consistente calo dalla circolazione stradale nei primi mesi del 2021 e di conseguenza del numero di sinistri in Italia) sono morti in Italia 271 pedoni (75 donne e 196 uomini). E sono numeri calcolati per difetto perché i dati sono provvisori e non comprendono i decessi avvenuti in ospedali a distanza di tempo. Quindi a questa stima preliminare occorrerà aggiungere almeno un altro 30% di feriti gravi, che sono deceduti nelle terapie intensive degli ospedali italiani.
Gli utenti deboli insomma sono sempre in una situazione di grande pericolo. E già perché i numeri parlano chiaro: rispetto all’anno 2018, con 612 morti, all’anno 2019, 534 decessi, all’anno 2020 che ha visto 409 croci sulle strade italiane (fonte Aci-Istat), il fenomeno ha avuto una forte riduzione solo a causa della pandemia, con una media di 20 vite perdute al mese, ma il 2021 con la prima stima preliminare ha invece mostrato una media di 22 pedoni morti ogni mese. Va ricordato l’anno nero per i pedoni, il 2002, prima dell’introduzione della patente a punti, quando fu raggiunto il picco di 1.226 decessi.
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Cosa fare? “Il tema della sicurezza stradale – spiega Giordano Biserni, presidente Asaps – è un tema perso per strada proprio dalla politica che nell’anno appena chiuso non ha voluto introdurre sanzioni più pesanti ad esempio verso chi usa il cellulare alla guida. Quante vite si potevano salvare? Un incidente ogni 5 è provocato dalla distrazione, lo confermano le tante casistiche e ricostruzioni dei sinistri. Lanciamo poi nuovamente l’allarme sulla “pirateria stradale”. Quasi 50 corpi sono stati lasciati morire sulle strade italiane con la fuga dell’investitore, 4 famiglie al mese hanno pianto un cadavere abbandonato lungo il ciglio della strada, con una crudeltà disumana. Lo diciamo da anni – conclude Biserni - che siamo tutti pedoni e vedere che i dati tornano a salire nonostante la pandemia ci preoccupa molto. E dovrebbe preoccupare anche tutti i membri del Parlamento a cui lanciamo l’ennesimo appello, perché subito dopo la nomina del Presidente della Repubblica, ci sia un provvedimento straordinario che preveda sanzioni e modifiche al Codice della Strada”.
Di certo qualcosa si potrebbe fare facilmente: analizzando i numeri si scopre che molti automobilisti investitori risultano alterati alla guida, nei 271 decessi della stima preliminare anno 2021, si è accertato immediatamente che in 12 casi il conducente investitore era ubriaco, 5 volte aveva assunto stupefacenti, e in ben 49 sinistri il conducente è fuggito (rispetto ai 33 casi accertati nel 2020), lasciando la vittima a terra esanime, senza prestare soccorso, con un comportamento criminale, nonostante l’inasprimento delle sanzioni penali, aggravate dalla legge sull’omicidio stradale.
Le statistiche dell’Asaps infatti ci dicono che ogni 5 incidenti mortali con pedoni, uno è provocato da un “pirata della strada”. Grazie ad indagini tecnologiche, potenziamento della videosorveglianza e anche ad utili testimonianze, nel 75% dei casi questi soggetti vengono individuati dagli organi di polizia stradale ed assicurati alla giustizia, con processi anche più rapidi rispetto al passato. Va precisato che i casi di guida alterata saranno sicuramente in numero più elevato, perché spesso i singoli conducenti vengono sottoposti a successive analisi del sangue da parte degli organi di polizia stradale, per accertarne le condizioni. La forte preoccupazione però oltre alla pirateria in aumento è quella di sinistri provocati dalla guida distratta, quella che fa dire al conducente “non l’ho visto”.
E da questo punto di vista, l’Asaps ha esaminato in almeno il 20% dei decessi tale causa, spesso provocata dalla “sbornia del terzo millennio”, cioè l’uso indiscriminato del cellulare alla guida, soprattutto nella messaggistica istantanea e nelle dirette sui social network. Ecco in sintesi una traccia sulle possibili soluzioni da adottare.
Precisa l’analisi anche dei mesi più pericolosi: nel 2021 il numero più elevato di decessi è avvenuto ad agosto, con ben 29 decessi, seguito dallo scorso dicembre con 28 pedoni morti. Nel gennaio 2020 era avvenuta la strage di pedoni in provincia di Bolzano, a Lutago, con sette giovani vite spezzate, a causa di un automobilista 27enne, ubriaco con un tasso alcolemico superiore 4 volte oltre al limite, che non ha avuto ancora una condanna in Tribunale, mentre l’assicurazione ha offerto 10 milioni di euro ai coinvolti. Il mese con minor numero di decessi è stato aprile con 18 decessi, il mese delle riaperture dopo il lockdown più morbido. Con il ritorno alla normalità grazie alle vaccinazioni, in particolare tra agosto e dicembre, e la riconquista della vita di tutti i giorni e la totale riapertura di attività commerciali ed imprenditoriali dopo l'emergenza “coronavirus”, si è tornati a numeri ordinari che hanno inciso sulla sicurezza stradale, con ben 103 decessi nel terzo quadrimestre del 2021.
Infine dall’analisi dell’Asaps sull’età dei deceduti, emerge che ben 11 avevano meno di 18 anni (il più piccolo solo 18 mesi, investito dall’auto del padre). Ma è tra gli ultra65enni che si è contata una vera strage, con 133 decessi, di cui 59 oltre gli 80 anni, e un anziano di ben 96 anni morto sulle strisce pedonali. In pratica chi esce di casa ed ha più di 65 anni e va a piedi ha un rischio altissimo di essere investito rispetto ai più giovani, con il 50% dei casi individuati dall’Osservatorio Pedoni 2021. Ben 12 i casi i pedoni sono stati investiti mentre andavano a gettare le immondizie vicino casa, soprattutto nelle ore serali e notturne. In 5 casi addirittura dagli stessi camion della raccolta rifiuti.
Si conferma perciò un altissimo rischio per i pedoni over 65 anni, che hanno minori riflessi, lentezza nei movimenti e soprattutto percepiscono il pericolo in modo limitato rispetto ad una persona più giovane.
E, ancora una volta, il Lazio è la pecora nera di questa tragedia visto che – in compagnia del Veneto – comanda la classifica con 37 decessi, seguite dalla Lombardia e dall’Emilia Romagna con 29 morti. Seguono la Toscana con 19 e la Campania con 18, la Puglia con 16, il Piemonte con 13. In fondo alla classifica con il minor numero di pedoni deceduti, la Basilicata con 2, la Provincia Autonoma di Bolzano e il Molise con un decesso e la Valle d’Aosta senza pedoni che hanno perso la vita sulle strade valdostane.
Come in una guerra sulle strade, poi, anche i mezzi più ecologici come le biciclette e i monopattini possono provocare vittime tra i pedoni. Nell’anno 2021 la maggior parte degli investitori era alla guida di autovetture, ma in 43 casi guidavano autocarri (di cui – abbiamo visto - ben 5 casi di mezzi delle nettezza urbana), in 12 casi alla guida di motocicli, in 3 casi alla guida di autobus, ma anche di una ruspa, di una microcar, di una bicicletta come avvenuto a Scandicci nei confronti di un 86enne e i due casi di Milano e Cesena dove a morire sono stati due anziani investiti da monopattini. Nel 2021 abbiamo avuto ben sette decessi tra operai che operavano nei cantieri e due poliziotti della Polizia Stradale deceduti nell’adempimento del dovere, tutti investiti da veicoli in transito.
Lo studio dell’Asaps insomma deve fare riflettere. “In Italia – conclude infatti Biserni - le strisce pedonali non sono luogo “sacro” in materia di sicurezza stradale come in tutti gli stati europei, e ci domandiamo quando sarà possibile sanzionare in automatico con telecamere (una sorta di Pedovelox) ed agenti la mancata precedenza proprio sugli attraversamenti pedonali. Serve maggiore attività repressiva sulle strade, servono più divise, visto che le norme prevedono ben otto punti decurtati dalla patente in caso di mancata precedenza. In questi primi giorni dell’anno sono stati ben quattro i pedoni morti, in un nuovo interminabile e triste conteggio delle croci.”