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Scuola, i bambini prigionieri delle quarantene. E scoppia la polemica: "Intervenga il ministro"

(siano)
Migliaia di firme per le petizioni dei genitori: "Regole ingiuste per i ragazzi vaccinati e guariti. Alunni sani confinati in casa e costretti a rinviare i richiami". Insorgono anche presidi e pediatri: "Siamo sommersi dalla burocrazia, servono procedure più semplici per il rientro in classe"
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Tra i 5 e gli 11 anni ci sono 213.635 bambini (dato aggiornato alle 6 del mattino di oggi) che hanno già completato il ciclo vaccinale. Altri 941.090 che lo completeranno nei prossimi giorni perché hanno ricevuto la prima dose. E 230.488 guariti su una platea di 3 milioni e mezzo di vaccinabili. Eppure per loro a scuola non c'è alcuna distinzione rispetto ai non vaccinati. Lo stesso avviene in materne e asili per quanto riguarda i piccoli guariti. E per questo fioccano proteste, petizioni, sfoghi sui social, chiamate a pediatri, scuole e Asl. Tutto per avere delucidazioni su protocolli, iniziative politiche, tavoli tecnici.

Le petizioni dei genitori

Su Change sono due le p…

Tra i 5 e gli 11 anni ci sono 213.635 bambini (dato aggiornato alle 6 del mattino di oggi) che hanno già completato il ciclo vaccinale. Altri 941.090 che lo completeranno nei prossimi giorni perché hanno ricevuto la prima dose. E 230.488 guariti su una platea di 3 milioni e mezzo di vaccinabili. Eppure per loro a scuola non c'è alcuna distinzione rispetto ai non vaccinati. Lo stesso avviene in materne e asili per quanto riguarda i piccoli guariti. E per questo fioccano proteste, petizioni, sfoghi sui social, chiamate a pediatri, scuole e Asl. Tutto per avere delucidazioni su protocolli, iniziative politiche, tavoli tecnici.

Le petizioni dei genitori

Su Change sono due le petizioni lanciate dai genitori per chiedere la revisione delle linee guida. La prima ha raccolto più di 14mila firme: "Con questa petizione - si legge - ci rivolgiamo alle istituzioni affinché modifichino immediatamente il protocollo che, nelle scuole primarie, non prevede alcuna distinzione tra vaccinati/guariti e non vaccinati. Noi genitori, che abbiamo risposto subito alla richiesta dello Stato di fare la nostra parte, vaccinandoci prima noi e facendo poi vaccinare i nostri figli in età 5-11, non solo per la tutela della loro salute, ma anche di quella della collettività, ci vediamo paradossalmente discriminati, rispetto ai vaccinati degli altri ordini scolastici, da un protocollo che prevede per tutti gli alunni delle scuole primarie, 2 tamponi (t0 e t5) di screening, dad e quarantena di 10 giorni in caso vengano trovati 2 positivi nelle classi dei nostri figli, e, in questo caso, con un ulteriore tampone di uscita per rientrare a scuola".

"Questo protocollo - insiste la petizione indirizzata al ministro della Salute Roberto Speranza e al suo collega all'Istruzione Patrizio Bianchi - è un assurdo controsenso rispetto al DL 229 del 30/12/21 che prevede, per i vaccinati e i guariti da 120 giorni, in caso di contatto con un positivo, il regime dell'auto-sorveglianza, senza necessità di tampone e di quarantena a meno che non sopraggiungano sintomi. È anche un clamoroso autogol per la buona riuscita della campagna vaccinale per la fascia 5-11 anni, un elemento che avrà un effetto negativo su tutti i genitori indecisi, che non vedranno così alcun tipo di vantaggio nel fare vaccinare i propri figli. I nostri bambini devono avere parità di condizioni e di trattamento rispetto agli altri vaccinati/guariti: chiediamo pertanto che venga loro applicato lo stesso protocollo in vigore nelle scuole secondarie".

Un'altra lettera ha radunato attorno a sé oltre 2.600 consensi: "Ho tre bambini, uno di 10 e due di 8 anni - scrive la mamma che l'ha lanciata, indirizzandola al ministero della Salute - Appena medici e scienziati ci hanno detto che dovevamo farli vaccinare, ho vinto ogni paura e, per senso civico, per loro e per tutti, l'ho fatto. Tuttavia, se dovessero entrare in contatto con uno o due casi positivi a scuola, devono rispettare lo stesso protocollo, fare gli stessi tamponi, eventualmente, la quarantena e, quindi, la dad di tutti i loro compagni (5-11 anni) non vaccinati o che non hanno avuto il Covid-19 negli ultimi 120 giorni. Perché? Perché per gli adulti le regole sono cambiate sempre e per loro no? Questo è il paradosso scritto nero su bianco nella circolare congiunta dell’8 gennaio 2022, emanata dal ministero della Salute e dall'Istruzione e firmata da Jacopo Greco per l’Istruzione e Giovanni Rezza per la Salute. Noi, che gli avevamo promesso una vita più normale e più continuità a scuola dopo il vaccino, come glielo spieghiamo, adesso, che non è così? Forse - sono le domande retoriche - ci siamo dimenticati di nuovo dei più piccoli? E anche un po' della logistica che i genitori devono mettere in piedi per occuparsi di loro? Sono stanca. Siamo in tanti ad essere stanchi. Non si tratta di vincere o di perdere. E non vogliamo fare polemica. Ma la comunicazione non ha funzionato e c'è troppa confusione. Qualcuno ci deve spiegare con chiarezza".

Lo sfogo dei pediatri

Anche i pediatri lamentano di essere sommersi dalla burocrazia: "Sono centinaia di telefonate al giorno con richieste di aiuto delle famiglie, non solo per gli aspetti sanitari ma anche per le questioni di gestione della situazione: mandare o non mandare il ragazzo a scuola, come fare la quarantena o l'isolamento, serve o no il tampone... La nostra attività di questo periodo è di 12 ore al giorno, incessante. E quindi lo stress a cui è sottoposta la categoria è incredibile", spiega il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Paolo Biasci. "Noi facciamo, sul fronte della burocrazia, quello che un tempo doveva essere fatto dai Dipartimenti di prevenzione sull'informazione riguardo tracciamenti, quarantene e varie", aggiunge il leader dei pediatri di famiglia. "Ci sono modalità differenti nelle scuole e questo ci crea particolari difficoltà", conclude Biasci, ricordando che "siamo noi a dover dare spiegazioni ai genitori spesso disorientati dalle regole che cambiano".

Le richieste dei presidi

Dai referenti Covid ai docenti, dalle segreterie ai presidi, la burocrazia da pandemia si abbatte anche sulle scuole. E pure qui si chiede che le procedure vengano semplificate. "Da giorni le uniche attività cui i dirigenti scolastici riescono a dedicarsi sono quelle legate alla gestione del Covid", sbotta Attilio Fratta, presidente di DirigentiScuola. "In queste condizioni di affanno non si può più continuare - sostengono i presidi Andis - le procedure per la gestione dell'emergenza Covid nelle scuole devono diventare più snelle ed efficaci, a cominciare dalle certificazioni per il rientro dalle quarantene". Stessa richiesta dell'Associazione nazionale presidi:  "Chiediamo anche che venga drasticamente semplificato il protocollo di gestione dei casi positivi, allo stato attuale del tutto inapplicabile per il collasso dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie, nonostante l'immane sforzo di collaborazione sopportato dalle scuole", dichiara Antonello Giannelli.

Il pressing politico

Ne hanno parlato le Regioni, che ci sono incontrate ieri per formalizzare le loro richieste al governo: "Bisogna superare l'attuale protocollo perché è troppo rigido", ha fatto sapere più di un governatore. Lo hanno detto i sottosegretari all'Istruzione come Barbara Floridia: "Stiamo lavorando con la Salute per snellire le procedure". E sulla questione è intervenuto oggi anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva: "Sulle scuole dei più piccoli ci sono regole complicate, molti bambini sono vaccinati, non puoi metterli in Dad o in quarantena per uno o due casi. I bambini esplodono di testa, ed esplodono i babbi e le mamme", ha detto l'ex premier.

Ieri il ministro Bianchi ha ribadito di essere al lavoro per semplificare le norme assieme a Speranza e alla ministra degli Affari regionali, Maria Stella Gelmini. Il primo chiarimento dovrebbe arrivare per le medie e le superiori dove scattano misure differenziate in funzione dello stato vaccinale: per i non vaccinati o per chi lo è da più di 120 giorni è prevista la Dad, mentre per i vaccinati si proseguono le lezioni in presenza con l’autosorveglianza e l’utilizzo di mascherine Ffp2. Per questi ultimi dovrebbe essere esplicitato che non è necessario fare tamponi per stare in classe (e quindi le scuole, in questi casi, non devono più chiederlo). Fuori dalla scuola, gli stessi studenti dovranno limitare altri contatti. Tra le voci a favore quella del sottosegretario alla Salute, Andrea Costa: "Sulla possibilità di liberare gli asintomatici dalla quarantena senza tamponi, il mio ragionamento riguarda soprattutto la scuola: se un alunno è in quarantena in Dad per 10 giorni ed è senza sintomi, è ragionevole farlo tornare a scuola senza tampone; anche le evidenze ci dicono che questo è un ragionamento su cui vale la pena fare un approfondimento e alleggerirebbe molto il territorio e le scuole da un sovracccarico di lavoro".