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Covid, i vaccini ai bambini non decollano. "Rallentati dal caos quarantene a scuola"

Sale la percentuale dei casi e dei contatti in età scolare. Le somministrazioni saltano per rispettare l'isolamento. Open day per recuperare gli appuntamenti
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C'è un effetto collaterale del caos quarantene tra i bambini che sta creando allarme tra i genitori, i pediatri e gli esperti. Ed è il rinvio, una, due, tre volte delle prenotazioni vaccinali anti-Covid. "Il dato che a me preoccupa e un po' disturba è che con questo sistema di quarantene non possono rispettare l'appuntamento con il vaccino. Un paradosso. Un effetto boomerang", commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, su Rai Radio 1. "Dal 16 gennaio - osserva Cartabellotta - vediamo che la curva dei nuovi vaccinati nella fascia 5-11 anni sta precipitando".

"Il dato rilevante - insiste il presidente Gimbe - è che nella settimana dal 17 al 23 gennaio sono calati in maniera importante, di circa 90mila unità, le vaccinazioni nelle fasce pediatriche".

La proposta c'è: "Facciamo sì che chi è in quarantena fiduciaria possa andare a fare il vaccino, con la mascher…

C'è un effetto collaterale del caos quarantene tra i bambini che sta creando allarme tra i genitori, i pediatri e gli esperti. Ed è il rinvio, una, due, tre volte delle prenotazioni vaccinali anti-Covid. "Il dato che a me preoccupa e un po' disturba è che con questo sistema di quarantene non possono rispettare l'appuntamento con il vaccino. Un paradosso. Un effetto boomerang", commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, su Rai Radio 1. "Dal 16 gennaio - osserva Cartabellotta - vediamo che la curva dei nuovi vaccinati nella fascia 5-11 anni sta precipitando".

"Il dato rilevante - insiste il presidente Gimbe - è che nella settimana dal 17 al 23 gennaio sono calati in maniera importante, di circa 90mila unità, le vaccinazioni nelle fasce pediatriche".

La proposta c'è: "Facciamo sì che chi è in quarantena fiduciaria possa andare a fare il vaccino, con la mascherina Ffp2. Perché altrimenti lo strumento che ci serviva a ridurre la circolazione del virus a scuola - spiega Cartabellotta - viene spostato in avanti perché di fatto le regole per la quarantena obbligano i contatti stretti della classe a rimanere a casa".

A oggi sono 1.061.387 (pari al 29,03%) i bambini tra 5 e 11 anni con almeno una dose. Mentre sono 303.039 (l'8,29% della popolazione 5-11) quelli che hanno completato il ciclo vaccinale con le due dosi di Pfizer.

Nel frattempo, sfogliando il report Iss, nell’ultima settimana, è salita la percentuale dei casi segnalati nella popolazione di età scolare (24% vs 20% rilevato nella settimana precedente), "verosimilmente per la riapertura delle scuole e la maggiore attività di screening effettuata all’interno delle strutture scolastiche". Nell’ultima settimana il 13% dei casi in età scolare è stato diagnosticato nei bambini sotto i 5 anni, il 38% nella fascia d’età 5-11 anni, il 48% nella fascia 12-19 anni. Rallenta la crescita del tasso di incidenza nelle fasce 12-15 e 16-19 anni, mentre risultano in aumento i casi diagnosticati per 100.000 ab. nella fascia 5-11 anni e nei bambini sotto i 5 anni. Sebbene il dato non sia ancora da considerarsi come consolidato, nell’ultima settimana sembra rilevabile una diminuzione del tasso di ospedalizzazione in tutte le fasce di età 0-19 anni.

La vaccinazione però non è decollata come sperato. Per questo, e anche per venire incontro alle famiglie che passano da una quarantena all'altra, le Regioni e le singole Asl stanno organizzando open day pediatrici nei weekend per spingere sulle vaccinazioni e offrire date di recupero a chi ha dovuto rimandare l'appuntamento.

"Esortiamo i genitori dei più di 2 milioni e mezzo di bambini che non hanno ancora ricevuto alcuna protezione ad iniziare al più presto il ciclo vaccinale per il loro figli - spiega Rocco Russo, responsabile del tavolo tecnico sulle vaccinazioni della Società italiana di pediatria - Cosi come ricordiamo ai genitori dei bambini immunizzati con la prima dose l'importanza di completare nei tempi previsti il ciclo vaccinale in maniera tale da offrire ai propri figli la più ampia protezione nei confronti del virus pandemico". A volte però la dilatazione dei tempi tra prima e seconda dose non è dimenticanza né ignoranza, ma necessità dettata dalla misura sanitaria della quarantena, assai frequente davanti all'ondata ancora alta di contagi.