Venezia, la guerra contro gli ascensori che coinvolge Fiorello e Piero Angela
di Vera Mantengoli , di Vera MantengoliVENEZIA - Non è facile la convivenza tra antico e contemporaneo a Venezia quando si parla di architettura. Lo dimostrano i recenti casi di guerra contro gli ascensori che in questi giorni fanno discutere, come riportato da La Nuova Venezia. Da un lato ci sono residenti contrari che denunciano il rischio di danneggiare e imbruttire secolari palazzi di pietra, dall’altro anziani, imprenditori del mondo turistico o proprietari cosiddetti foresti che invece lo vogliono e lo chiedono, spesso appellandosi a una legge per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Tra i favorevoli agli ascensori sono spuntati anche i nomi di Rosario Fiorello e Piero Angela, entrambi proprietari di un attico sul Canal Grande, rispettivamente a Palazzo Bernardo (risalente al Quattrocento) e a Palazzo Contarini Pisani (risalente al Seicento, ma edificato su un precedente edificio di epoca bizantina). Se però nel caso di Fiorello la questione è ancora a l…
VENEZIA - Non è facile la convivenza tra antico e contemporaneo a Venezia quando si parla di architettura. Lo dimostrano i recenti casi di guerra contro gli ascensori che in questi giorni fanno discutere, come riportato da La Nuova Venezia. Da un lato ci sono residenti contrari che denunciano il rischio di danneggiare e imbruttire secolari palazzi di pietra, dall’altro anziani, imprenditori del mondo turistico o proprietari cosiddetti foresti che invece lo vogliono e lo chiedono, spesso appellandosi a una legge per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Tra i favorevoli agli ascensori sono spuntati anche i nomi di Rosario Fiorello e Piero Angela, entrambi proprietari di un attico sul Canal Grande, rispettivamente a Palazzo Bernardo (risalente al Quattrocento) e a Palazzo Contarini Pisani (risalente al Seicento, ma edificato su un precedente edificio di epoca bizantina). Se però nel caso di Fiorello la questione è ancora a livello di dibattito e di diatribe tra inquilini, in quello di Angela l’ascensore c’è già, ma le proteste non si sono placate, anzi.
Gli unici residenti di Palazzo Contarini Pisani che si sono opposti non solo si sono ritrovati gran parte delle finestre oscurate dall’ascensore realizzato nella corte interna, ma hanno inoltre dovuto versare la quota condominiale (per ora 40 mila euro). I restanti inquilini stanno invece beneficiando dell’ascensore gratuitamente dato che una delle famiglie a favore ha pagato per tutti, ma non per i coniugi Vincenzo e Angela Pezzangora, considerati di fatto degli scocciatori. Oltre al danno la beffa, come si dice.
Nel palazzo ci sono diversi appartamenti, incluso quello di Angela che risulta affittuario non residente e che si è visto negli anni pochissime volte. «Esiste una legge per abbattere le barriere architettoniche che viene applicata in pratica in automatico, a nostro parere senza verificare nel dettaglio caso per caso» spiegano i Pezzangora che, dal 1992, hanno continuato a dire "no" all’ascensore. Fino a quando nel 2020 si sono visti approvare e realizzare il progetto nel cavedio, senza poter nemmeno depositare le perizie contrarie. «Basta che una persona dichiari di essere anziana e che tra i condomini si raggiunga il 51 per cento dei voti favorevoli e il progetto viene presentato alla Soprintendenza».
Come ribadisce il Regolamento edilizio del Comune, l’ascensore deve comunque tenere in considerazione l’impatto visivo e architettonico. Quello di Palazzo Contarini Pisani è stato infatti realizzato nel cavedio, ma la famiglia dichiara di subirne le conseguenze. «Nel nostro caso c’era già il servoscala nel palazzo, ma arrivava soltanto al secondo piano e non nell’attico dove ci sono due appartamenti», spiegano i Pezzangora che abitano vicino alla Fondazione Prada e si sono appellati anche al Tar. «Noi che abitiamo al primo piano abbiamo le finestre del bagno padronale sbarrate da pannelli di plexiglass che servono per la sicurezza dell’ascensore e le camere con l’ascensore a 140 centimetri, senza contare il rumore». Sfruttando la corte interna è stato realizzato anche un altro ascensore nel cavedio della casa veneziana del celebre artista Anish Kapoor, per ora non contestato da nessuno.
Il caso di Fiorello è diverso soltanto perché l’unica coppia residente nell’edificio tardogotico, Gaby Wagner e Jean Marie de Gueldre, si è opposta, scatenando un putiferio ancora prima che il progetto venisse inviato alla Soprintendenza. In realtà il meccanismo di base è lo stesso perché anche per Palazzo Bernardo è stato chiesto un ascensore per agevolare una persona anziana. Tra i diversi inquilini beneficiari ci sarebbero anche due locazioni turistiche, ma il forte impatto visivo che avrebbe a Palazzo Bernardo potrebbe portare a escludere fin da subito la realizzazione dell’ascensore.