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Dalla Dad ai colori, la road map del governo per uscire dalla pandemia

(ansa)

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L’esecutivo accelera. Se i contagi continuano a scendere dal 31 marzo finirà lo stato di emergenza. Vertice di Draghi con Bianchi e Speranza per tagliare le quarantene degli studenti. Domani la svolta
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Un piccolo segnale, che fa capire come l’Italia si trovi alla vigilia di un probabile cambiamento significativo delle politiche anti pandemia. Ieri il Consiglio dei ministri ha deciso di prolungare di appena 10 giorni sia l’obbligo di utilizzo delle mascherine all’aperto sia quello di chiusura delle discoteche. Omicron colpisce ancora duramente, ma le previsioni degli esperti sembrano essere rispettate: la curva è in discesa. In una settimana, quella conclusa domenica scorsa, i casi sono stati il 16% in meno rispetto alla precedente e anche i ricoveri, in particolare quelli in terapia intensiva, sono in diminuzione.

Così, probabilmente all’inizio di mar…

Un piccolo segnale, che fa capire come l’Italia si trovi alla vigilia di un probabile cambiamento significativo delle politiche anti pandemia. Ieri il Consiglio dei ministri ha deciso di prolungare di appena 10 giorni sia l’obbligo di utilizzo delle mascherine all’aperto sia quello di chiusura delle discoteche. Omicron colpisce ancora duramente, ma le previsioni degli esperti sembrano essere rispettate: la curva è in discesa. In una settimana, quella conclusa domenica scorsa, i casi sono stati il 16% in meno rispetto alla precedente e anche i ricoveri, in particolare quelli in terapia intensiva, sono in diminuzione.

Così, probabilmente all’inizio di marzo, il numero dei contagiati giornalieri sarà tornato a livelli accettabili, quelli che permettono di riprendere il tracciamento, saltato ormai da tempo. Il governo ci crede e, anche per questo, ha deciso di allungare di pochi giorni l’obbligo di indossare la mascherina quando si è fuori. Bisogna osservare attentamente come andrà febbraio e tenere pronti diversi scenari, riflettono al ministero della Salute. Se tutto fila liscio, lo stato di emergenza, che scade il 31 marzo, non verrà più prorogato. Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, è ottimista: ieri, intervenendo al podcast di Gerardo Greco Metropolis, ha prospettato la fine delle misure straordinarie.

Il ministro alla Salute, Roberto Speranza, continua a predicare cautela e aspetta di capire come si evolverà la situazione nelle prossime settimane. Anche uno dei suoi consulenti più ascoltati, Walter Ricciardi, dice comunque che ormai sembra certo che la primavera e l’estate (salvo sorprese, cioè l’arrivo di nuove varianti) saranno tranquille. Bisogna però essere preparati per un eventuale ritorno di fiamma della pandemia a ottobre.

Per cambiare veramente le cose nella strategie di lotta al virus bisogna risolvere la situazione nelle scuole, sulle quali nel tempo si sono sovrapposte norme che hanno creato regole talvolta inestricabili, per le famiglie e per gli istituti stessi. Oltretutto, le Regioni hanno da tempo ammesso di non essere in grado di assicurare tamponi e tracciamento nelle classi, in questa fase epidemica durante la quale proprio sono i giovani i più colpiti. Così domani il governo scriverà nuove norme per la Dad, che da 10 giorni dovrebbe passare a 5. Verranno previste regole uguali per i vari cicli di studio — ora sono per lo più regolati in modo diverso — indicando che fino a tre casi si va tutti a scuola. Poi ci saranno differenze tra i vaccinati con tre dosi o da meno di 120 giorni e gli altri.

Le Regioni vorrebbero che comunque chi è in regola con i vaccini segua le lezioni in classe, rispettando le indicazioni dell’auto sorveglianza. Per i positivi, sempre se vaccinati, il periodo di isolamento durerà 7 giorni e non più 10, periodo di stop che dovranno invece rispettare coloro che non hanno ricevuto somministrazioni.

In questo modo, spariranno anche i due tamponi alle elementari (i famigerati e difficilmente ottenibili T0 e T5). La partita, comunque, non è ancora chiusa, tanto che alla fine del Consiglio dei ministri di ieri il premier Mario Draghi si è fermato con Speranza e il ministro all’Istruzione, Patrizio Bianchi, proprio per parlare di quarantena.

Sempre riguardo al cambiamento di regole in vista del calo dell’incidenza, si va verso l’abolizione delle zone colore (resterà solo quella rossa) e comunque non si conteranno più, come indicatore della situazione delle Regioni, i ricoveri di chi è in ospedale per altre patologie ma è infettato dal Covid. Inoltre, probabilmente la durata del Green Pass per chi ha fatto il booster non sarà più di 6 mesi ma illimitata oppure di 10 mesi.
E più avanti, se appunto la curva continuerà a scendere, si ragionerà di capienze, per riportarle al massimo in tutti gli eventi. Quello che non cambierà sarà la spinta alla vaccinazione, in particolare dei bambini tra i 5 e gli 11 anni, cioè l’ultima categoria coinvolta nella campagna, degli over 50, coloro per i quali è stato introdotto l’obbligo e che rischiano di più se vengono infettati. Anche il Green Pass, giudicato uno degli strumenti che ha permesso all’Italia di non fare, al contrario di altri Paesi, un lockdown nei momenti più duri della circolazione di Omicron, verrà mantenuto.