Garavaglia: “Riaprire tutto da aprile come la Francia e a giugno addio obbligo”
di Michele Bocci , di Michele BocciDa aprile basta con il Green Pass e poi via anche l’obbligo, quando la legge che lo prevede scadrà. Ma per il ministro leghista al Turismo Massimo Garavaglia bisogna anche modificare le regole troppo stringenti che fanno soffrire il settore. Ad esempio quella che prevede per i visitatori il tampone per andare al ristorante o in albergo. E comunque "sotto una certa soglia di occupazione dei letti ospedalieri, andrebbero tolte tutte le misure, sia per gli italiani che per gli stranieri".
Oggi, con la curva che cala in modo importante, per gli over 50 entra in vigore l’obbligo del Super Green Pass per lavorare. Come si giustifica una misura così forte in questo momento?
"La decisione di mettere l’obbligo, come altre, è stata presa quando la curva era in salita esponenziale. La matematica del liceo ci dice che se una curva cresce rapidamente, altrettanto rapidamente scende. Quindi da ora in avanti verranno prese decisioni che vanno nel…
Da aprile basta con il Green Pass e poi via anche l’obbligo, quando la legge che lo prevede scadrà. Ma per il ministro leghista al Turismo Massimo Garavaglia bisogna anche modificare le regole troppo stringenti che fanno soffrire il settore. Ad esempio quella che prevede per i visitatori il tampone per andare al ristorante o in albergo. E comunque "sotto una certa soglia di occupazione dei letti ospedalieri, andrebbero tolte tutte le misure, sia per gli italiani che per gli stranieri".
Oggi, con la curva che cala in modo importante, per gli over 50 entra in vigore l’obbligo del Super Green Pass per lavorare. Come si giustifica una misura così forte in questo momento?
"La decisione di mettere l’obbligo, come altre, è stata presa quando la curva era in salita esponenziale. La matematica del liceo ci dice che se una curva cresce rapidamente, altrettanto rapidamente scende. Quindi da ora in avanti verranno prese decisioni che vanno nella direzione opposta".
Green Pass e Super Green Pass quindi adesso possono essere tolti?
"Dobbiamo fare come la Francia, che ad aprile toglie tutto. Mi auguro che lo stato di emergenza, che scade il 31 marzo, non sia rinnovato, visto che i numeri migliorano di settimana in settimana. Di conseguenza tutte le regole legate a quel provvedimento straordinario decadranno".
L’obbligo per gli over 50 però prosegue fino a metà giugno e qualche esperto vorrebbe prorogarlo (come anche il Green Pass). Cosa ne pensa?
"A metà giugno staremo ancora meglio di aprile. Da qui ad allora dovremo capire se ha ancora senso fare questo vaccino. Si tratta di indicazioni che deve dare il mondo della sanità, tenendo conto di quello che dicono Oms e Aifa. Comunque le coperture sono molto alte e pensare di fare la vaccinazione l’estate prossima ha poco senso, oggettivamente".
Gli europei che arrivano in Italia devono fare il tampone per andare al ristorante o in albergo se sono vaccinati da più di sei mesi. È giusto?
"Oltre alla Francia, che toglie tutto, chi è stato in Spagna sa che basta un’autocertificazione e si entra nel Paese, e poi si può stare fuori fino alle 5 per la movida. Dobbiamo adeguarci per non perdere quote di mercato. Quindi l’utilizzo del tampone per gli stranieri va profondamente rivisto, come hanno fatto all’estero. Non bisogna richiederlo per accedere ai vari servizi. Non è che se arrivano qui, i turisti dormono sotto i ponti. Devono poter andare in albergo o al ristorante senza il test. Altrimenti sceglieranno di fare le vacanze da un’altra parte".
Quali sono le prospettive per il turismo nei prossimi mesi?
"Il settore vive di programmazione. Gli operatori devono conoscere con largo anticipo le condizioni in cui dovranno operare. Per l’estate la prospettiva è buona, ci sono già numeri interessanti, ma per Pasqua dipende dalle scelte che si fanno ora. Abbiamo necessità di dare risposte già questa settimana. Ad esempio i corridoi turistici verso l’estero, che comunque sono pochi, scadono a marzo. Bisogna che oggi, domani al massimo vengano prorogati, così la gente prenota e gli operatori possono organizzarsi. E poi spero che ad aprile i corridoi non ci siano più e che le liste dei Paesi dove andare e non andare siano eliminate".
Le misure quindi vanno riviste?
"A me piacerebbe una regola generale: sotto una certa soglia di occupazione dei posti letto in rianimazione si tolgono tutte le misure, sia per gli italiani che per chi arriva dall’estero".
Pensa che il premier Mario Draghi sarà d’accordo?
"Il presidente del Consiglio ha sempre scelto sulla base dei numeri. Siccome adesso questi sono chiaramente in riduzione, è logico che verranno fatte scelte che vanno nella direzione delle riaperture".
In Consiglio dei ministri a suo tempo voi ministri della Lega vi siete dissociati dalle norme sulla scuola. Come valuta la situazione adesso?
"Avevamo ragione in linea di principio, resto dell’idea che fare discriminazioni tra i bambini vaccinati e non vaccinati non abbia senso. Ma al netto del principio, le scelte furono frutto del momento, nel quale i contagi erano in salita. Adesso possono essere tranquillamente riviste, in misura più favorevole per le famiglie. Se uno ha la febbre sta a casa e poi torna a scuola, come si è sempre fatto".