Via il Green Pass, un mese per decidere. "Ma mancano 13 milioni di booster"
Roma- Un mese per decidere. Tenendo saldi tre obiettivi irrinunciabili prima di alleggerire le misure antiCovid: il calo costante della curva dei contagi, l’allentamento della pressione sugli ospedali e la continuità della campagna vaccinale che punta al completamento delle terze dosi. Solo se queste tre condizioni saranno rispettate, a metà marzo il governo deciderà quali restrizioni prorogare oltre il 31 marzo e quali invece cancellare insieme alla fine ( questa ormai certa) dello stato di emergenza. Con l’ipotesi della riapertura a tutti, già ad aprile, delle attività all’aperto e del ritorno del Green Pass base per alcune altre, a cominciare dagli alberghi.
Abbandonate le mascherine all’a…
Roma- Un mese per decidere. Tenendo saldi tre obiettivi irrinunciabili prima di alleggerire le misure antiCovid: il calo costante della curva dei contagi, l’allentamento della pressione sugli ospedali e la continuità della campagna vaccinale che punta al completamento delle terze dosi. Solo se queste tre condizioni saranno rispettate, a metà marzo il governo deciderà quali restrizioni prorogare oltre il 31 marzo e quali invece cancellare insieme alla fine ( questa ormai certa) dello stato di emergenza. Con l’ipotesi della riapertura a tutti, già ad aprile, delle attività all’aperto e del ritorno del Green Pass base per alcune altre, a cominciare dagli alberghi.
Abbandonate le mascherine all’aperto, riaperte le discoteche, il governo guarda al 31 marzo ( quando scadranno quasi tutte le misure tranne l’obbligo vaccinale per gli over 50) con una certa apprensione per il forte calo delle vaccinazioni crollate dalle oltre 700.000 al giorno di metà gennaio alle 170.000 di lunedì. La scorsa settimana la media è stata di 200.000 al giorno e le prime dosi si sono dimezzate, da 20.000 a 10.000. Ma a far suonare un campanello d’allarme è anche il crollo delle terze dosi che dovrebbero seguire il calendario vaccinale dei cittadini ma hanno fatto segnare il minimo storico lunedi, ben sotto le 150.000. Tanto che molti hub chiudono e quasi tutte le Regioni tornano a fare vaccini senza prenotazioni e a organizzare open day.
Cosa succede, dunque? Forse il calo dei contagi, l’avvicinarsi della bella stagione e l’annuncio di riaperture imminenti stanno facendo passare un messaggio che induce molti a rinunciare o rinviare la terza dose? Il sottosegetario alla Salute Andrea Costa avverte: «L’obiettivo primario del governo è riportare il Paese alla normalità. Se la curva dei contagi e la pressione sui nostri ospedali continueranno a calare e la campagna di vaccinazione delle terze dosi verrà completata sarà possibile allentare tutte le restrizioni in un percorso graduale. Al momento ci sono quasi 49 milioni di vaccinati e 36 milioni che hanno ricevuto il booster. Mancano dunque ancora 12/13 milioni di dosi da somministrare. Confido che quando avremo completato le dosi di richiamo ci sarà una riduzione dell’utilizzo del Green Pass. Credo sia giusto che la politica dia prospettive e obiettivi ai cittadini»
Due cose sembrano certe: le mascherine al chiuso e l’obbligo di Green Pass al lavoro resteranno almeno fino all’estate, ma si potrebbe persino andare oltre per coerenza con la scadenza del 15 giugno dell’obbligo vaccinale per gli over 50. Assai probabile è invece l’ipotesi di un riavvolgimento del nastro nell’utilizzo del Green Pass, con il ritorno al solo tampone per alcune attività per le quali ora vige l’obbligo della certificazione verde rafforzata. A cominciare dagli alberghi, cosa che consentirebbe a italiani e stranieri privi di Green Pass di programmare le vacanze pasquali.
Bar e ristoranti, siti culturali e spettacoli, piscine e attività sportive all’aperto potrebbero tornare agibili anche ai non vaccinati già da aprile quando stadi e impianti sportivi saranno già a piena capienza. Cinema, teatri, palestre, dovranno attendere, resteranno aperie solo a chi ha il Super Green Pass.
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