Green Pass all'università, 158 sospensioni per mancata certificazione: 33 sono professori
di Corrado Zunino , di Corrado ZuninoROMA - Ci sono 158 sospensioni, per ora, tra le università che hanno risposto a Repubblica a proposito delle inadempienze al Green Pass da parte di docenti, ricercatori, amministrativi. Hanno reso pubblico il dato, per ora, 29 atenei (degli 81 pubblici) e i numeri nel dettaglio dicono che 33 dei sospesi sono professori (ordinari o associati, ricercatori) e i restanti 125 fanno parte del personale tecnico, amministrativo, bibliotecario.
Il 15 febbraio scorso era la data ultima per mettersi in regola con l'obbligatorietà del Super Green Pass per tutti i lavoratori over 50 delle pubbliche amministrazioni, ma all'università l'obbligo vaccinale è previsto dall'1 febbraio 2022: per fare lezione in presenza o assistervi, per frequentare le biblioteche universitarie e i laboratori d'ateneo. Come è accaduto per le scuole, l’università ha chiesto al personale non vaccinato di inviare nei cinque giorni successivi il controllo c…
ROMA - Ci sono 158 sospensioni, per ora, tra le università che hanno risposto a Repubblica a proposito delle inadempienze al Green Pass da parte di docenti, ricercatori, amministrativi. Hanno reso pubblico il dato, per ora, 29 atenei (degli 81 pubblici) e i numeri nel dettaglio dicono che 33 dei sospesi sono professori (ordinari o associati, ricercatori) e i restanti 125 fanno parte del personale tecnico, amministrativo, bibliotecario.
Il 15 febbraio scorso era la data ultima per mettersi in regola con l'obbligatorietà del Super Green Pass per tutti i lavoratori over 50 delle pubbliche amministrazioni, ma all'università l'obbligo vaccinale è previsto dall'1 febbraio 2022: per fare lezione in presenza o assistervi, per frequentare le biblioteche universitarie e i laboratori d'ateneo. Come è accaduto per le scuole, l’università ha chiesto al personale non vaccinato di inviare nei cinque giorni successivi il controllo che ha fatto emergere la posizione scorretta la documentazione relativa all’avvenuta vaccinazione o alla guarigione dalla malattia. Di fronte a inadempienze o ritardi non giustificati, è scattata la sospensione dello stipendio per quattro mesi fino al 15 giugno (e una sanzione amministrativa da 100 euro). Per chi ha provato ad accedere al luogo di lavoro senza aver adempiuto all’obbligo, sono previste invece multe da 600 a 1.500 euro.
A una settimana di distanza dalla "dead line", la situazione che emerge è questa. Ci sono numeri più alti, come è ovvio, nei grandi atenei. L'Università La Sapienza ha comminato 33 sospensioni: 9 a docenti (lo 0,32 per cento sul totale) e 24 al personale amministrativo (l'1,1 per cento). All'Università di Palermo sono in corso di definizione i provvedimenti di inibizione per 19 persone: 7 docenti (ordinari, associati e ricercatori) su 1.592 e 12 tra tecnici, amministrativi e bibliotecari (su 1.919). All'Università di Messina sono già 14 le sospensioni (su 1.967 dipendenti). Numeri consistenti all'Università Ca’ Foscari di Venezia: 11 stop finora, 10 amministrativi (su 663) e 1 collaboratore linguistico (su 82).
Dieci i sospesi all'Università di Udine, tra cui il ricercatore Vittorino Talamini, incardinato al Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche. Ha raccontato: "Ho ricevuto via email un decreto rettorale di sospensione dal servizio e ho dovuto rinunciare a far parte della Commissione per gli esami di Meccanica razionale e Fisica matematica. Contesto il provvedimento", ha aggiunto, "e attendo di conoscerne il motivo, che per l’ateneo sta nel fatto che non avrei presentato sufficienti certificazioni”. Talamini aveva già annunciato negli scorsi mesi di “non essere vaccinato”, confermandolo di recente.
Trieste è stata patria no vax. La sua università ha fermato lo stipendio a sette lavoratori, di cui due docenti (ma il secondo andrà in pensione nel corso di febbraio). "Quello che ci conforta", ha detto il rettore Roberto Di Lenarda, "è vedere che la stragrande maggioranza dei nostri collaboratori ha seguito le direttive".
Due le sospensioni tra il personale tecnico-amministrativo all'Università Iuav di Venezia. Sei sospesi all'Università di Pavia (un docente), uno all'Università dell’Insubria (personale tecnico), cinque all'Università di Parma. Tomaso Montanari, rettore dell'Università per stranieri di Siena (dove è stato certificato un solo dipendente no vax), ai docenti toscani che contestavano i provvedimenti ha scritto questo il 14 febbraio: "Condivido alcune critiche generali alla politica del governo in fatto di obbligo vaccinale. Penso che il vaccino sia una misura necessaria, ma non certo sufficiente, e che l’abbandono precipitoso di molte misure di sicurezza sia tra le cause decisive dell’impennata invernale dei contagi, con il suo terribile (e non ancora esaurito) carico di vittime. Ma il fatto che si dovesse fare di più e meglio non toglie nulla alla necessità della misura dei vaccini (che, anzi, avrei reso obbligatori molto prima e in modo universale). In ogni caso, non ravviso davvero nulla di incostituzionale nell’obbligo vaccinale per i dipendenti dell’università. Credo che la vaccinazione faccia parte di quei 'doveri inderogabili di solidarietà' che la Costituzione della Repubblica ci impone, all’articolo 2".
Quattro procedimenti sono in corso all'Università di Perugia (due docenti) e otto no vax sono segnalati tra il personale della Federico II di Napoli. L'amministrazione comunica che da una parte sono assenti, ma, dall'altra, "stanno percorrendo la strada del vaccino". Sette le sospensioni "in prima applicazione" all'Università del Salento.
Sono in fase istruttoria il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano. Dichiarano nessuna inadempienza l'Università di Bergamo, la Cattolica di Milano, la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, l'Università di Camerino, l'Università del Sannio, il Politecnico di Bari e l'Università di Foggia. L'Università della Calabria ha dichiarato di non aver ancora l' accesso al portale del ministero della Salute per ragioni di privacy. Gli altri atenei, per ora, non hanno risposto.
Gli studenti per accedere alle strutture universitarie devono continuare a esibire il Green Pass base o lo stato di avvenuta vaccinazione contro il Covid o, ancora, l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus valido rispettivamente per 72 e 48 ore.