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L'app antispreco alimentare compie tre anni. "Offriamo piatti gourmet a prezzi accessibili e così aiutiamo l'ambiente"

Too Good To Go è stata lanciata nel 2019, poco prima della pandemia. Il country manager Eugenio Sapora: "In lockdown ci siamo reinventati e ora andiamo meglio di prima. Cerchiamo di sensibilizzare gli italiani a non buttare il cibo ancora buono. E abbiamo pensato anche ai più bisognosi con la magic box sospesa"
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Oltre 200 mila prodotti alimentari donati in un anno, per un valore di 145 mila euro. Sono i primi numeri, diffusi qualche giorno fa, dei risultati raggiunti nel 2021 dal Patto contro lo spreco alimentare, iniziativa promossa da Too Good To Go. L'app "antispreco" - che consente a bar, ristoranti, negozi e supermercati di vendere online il cibo invenduto attraverso delle "magic box" che gli utenti ritirano di persona - sta per festeggiare tre anni di attività in Italia: "L'app è stata lanciata a marzo 2019, ma già da febbraio abbiamo cominciato a girare per Milano per spiegare ai negozianti chi eravamo e come funzionava il nostro progetto - racconta a Repubblica Eugenio Sapora, country manager di Too Good To Go - Da allora abbiamo fatto molta strada. Ci siamo allargati ad altre grandi città e oggi siamo praticamente in tutta Italia. Collaboriamo con circa 20 mila esercizi commerciali, dai negozi piccolissimi alle ca…

Oltre 200 mila prodotti alimentari donati in un anno, per un valore di 145 mila euro. Sono i primi numeri, diffusi qualche giorno fa, dei risultati raggiunti nel 2021 dal Patto contro lo spreco alimentare, iniziativa promossa da Too Good To Go. L'app "antispreco" - che consente a bar, ristoranti, negozi e supermercati di vendere online il cibo invenduto attraverso delle "magic box" che gli utenti ritirano di persona - sta per festeggiare tre anni di attività in Italia: "L'app è stata lanciata a marzo 2019, ma già da febbraio abbiamo cominciato a girare per Milano per spiegare ai negozianti chi eravamo e come funzionava il nostro progetto - racconta a Repubblica Eugenio Sapora, country manager di Too Good To Go - Da allora abbiamo fatto molta strada. Ci siamo allargati ad altre grandi città e oggi siamo praticamente in tutta Italia. Collaboriamo con circa 20 mila esercizi commerciali, dai negozi piccolissimi alle catene di supermercati. E abbiamo oltre 5 milioni di utenti".

Eravate partiti da appena un anno quando l'Italia è stata travolta dal Covid. Come avete fatto? 

"È stato terribile, stavamo andando molto veloce e avevamo assunto già una trentina di persone, fiduciosi in una crescita continua. Ma all'improvviso tutti i ristoranti e i negozi, a parte i supermercati, hanno chiuso. Da un giorno all'altro siamo rimasti senza una rete. Però abbiamo resistito: abbiamo colto l'occasione per sperimentare la magic box "industriale", collaborando con le aziende e usando i loro prodotti invenduti. Un progetto figlio del Covid che si è rivelato un successo. Finita l'emergenza siamo ripartiti con la stessa rapidità di prima".

Sullo spreco alimentare in Italia i dati sono contrastanti. Alcune ricerche ci indicano come modello virtuoso, invece uno studio recente della Commissione Ue ci bolla come i più spreconi d'Europa... 

"Quel che è certo è che, per quanto riguarda Too Good To Go, ormai viaggiamo su una media di una "magic box" ogni cinque secondi, quasi mezzo milione al mese. L'anno scorso siamo stati l'app più scaricata nel settore Food in Italia. E nel confronto con gli altri "big" europei (l'app esiste in 17 nazioni tra Europa e Nord America) siamo il Paese che è cresciuto di più in questi tre anni".

Chi sono  i vostri utenti e cosa li spinge? 

"La maggior parte dei nostri users sono giovani, under 40. La nostra app risponde a due tipi di esigenze: la voglia di impegnarsi per l'ambiente, ma anche il piacere di mangiare cose buone a un prezzo abbordabile. C'è anche un elemento di gioco, un senso di sorpresa nell'aprire una scatola di cui si ignora il contenuto. Riusciamo ad affrontare una problematica seria e complessa come quella dello spreco alimentare in modo leggero. E funziona: con 5 milioni di utenti possiamo dire di aver sensibilizzato una bella fetta della popolazione italiana".

Perché lo scorso anno avete lanciato il Patto contro lo spreco? 

"Volevamo fare qualcosa che andasse oltre l'app, oltre all'aspetto strettamente commerciale. Perché se si vuole davvero sconfiggere lo spreco bisogna impegnarsi anche in altri modi, un'app da sola non può certo farlo. Il Patto serve a questo: è un'alleanza tra "big" del Food italiano, coinvolge l'industria e la grande distribuzione. E per farne parte bisogna dimostrare di compiere gesti concreti per ridurre gli sprechi. Una delle azioni più utili che abbiamo portato avanti, in collaborazione con i supermercati, è stata quella per un'"etichetta consapevole". Per spiegare ai consumatori la differenza fondamentale tra la dicitura "da consumare entro" e "da consumarsi preferibilmente entro".  Una confusione che sembra piccola ma che invece porta a buttare via una quantità enorme di cibo ancora buono".

Un'app come la vostra non potrebbe essere utile anche per fornire pasti ai bisognosi? 

"Bisogna distinguere il tema dello spreco alimentare da quello delle persone in difficoltà economiche. Uno è un problema ambientale, l'altro è sociale. Sono entrambi difficilissimi ed entrambi meritano attenzione specifica. Risolverli tutti e due allo stesso tempo è ancora più complesso. È ovvio che spesso si ha la tendenza a pensare che il cibo in eccesso dovrebbe andare alle persone bisognose. Sarebbe perfetto, un "match" ideale. Ma in realtà non è semplice. Soprattutto per i prodotti freschi, è molto difficile per una questione logistica, perché la nostra app si basa sul fatto che ogni utente ritira di persona la propria scatola in negozio. Però si possono comunque fare cose importanti. Per esempio collaboriamo con la Croce rossa: i nostri utenti, quando comprano una "magic box", possono fare delle donazioni in denaro attraverso l'app. Abbiamo anche lanciato un progetto nuovo, la "magic box sospesa". La stiamo sperimentando a Milano e Roma. Una persona può acquistare una "magic box" e lasciarla per qualcuno che ne ha bisogno. Siamo in fase di test ma abbiamo avuto già tantissime donazioni".