Pandemia e criminalità, Libera: in due anni la mafia ha drenato gli aiuti di Stato. Don Ciotti: "Si muove nell'ombra e dilaga come un virus"
I reati spia lo indicano chiaramente. Nei due anni di pandemia la criminalità organizzata ha drenato ingenti risorse degli aiuti di Stato, forse addirittura la metà dei 27 miliardi stanziati, ma è anche riuscita ad incrementare molti dei suoi traffici creando quella che Libera, l'associazione antimafia di Don Luigi Ciotti, ha definito la tempesta perfetta. Così si intitola il dossier sui nuovi affari delle mafie presentato oggi.
Truffe sui ristori, sui bonus edilizia, sulle aziende in crisi e a rischio fallimento che gli apparati dello Stato hanno cercato di fermare anche con lo strumento amministrativo delle interdittive antimafia con cui i prefetti hanno bloccato le aziende sospette, ben 3.919 negli ultimi due anni, con un aumento del 33% sul biennio precedente.
I reati spia lo indicano chiaramente. Nei due anni di pandemia la criminalità organizzata ha drenato ingenti risorse degli aiuti di Stato, forse addirittura la metà dei 27 miliardi stanziati, ma è anche riuscita ad incrementare molti dei suoi traffici creando quella che Libera, l'associazione antimafia di Don Luigi Ciotti, ha definito la tempesta perfetta. Così si intitola il dossier sui nuovi affari delle mafie presentato oggi.
Truffe sui ristori, sui bonus edilizia, sulle aziende in crisi e a rischio fallimento che gli apparati dello Stato hanno cercato di fermare anche con lo strumento amministrativo delle interdittive antimafia con cui i prefetti hanno bloccato le aziende sospette, ben 3.919 negli ultimi due anni, con un aumento del 33% sul biennio precedente.
Italia a macchie di leopardo
Il dossier disegna un'Italia divisa in zone di diverso colore come per il virus, in rosso quelle dove le mafie hanno corso di più. Ed è un'Italia a macchia di leopardo, prevalentemente in zona rossa per il numero di interdittive, reati sul web e segnalazioni sospette. Nel biennio pandemico 2020/2021 le segnalazioni sospette complessivamente hanno raggiunto la cifra di 252.711 con un incremento del 24% rispetto al biennio pre-pandemico 2018/2019. Sono sette le regioni in zona rossa (Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio, Sardegna, Basilicata, Trentino Alto Adige). Incrementi maggiori sono stati rilevati nel Lazio (+57%) e Trentino Alto Adige (50%) e Sardegna (+38%).
Sono ben 3.919 nel periodo pandemico il numero di interdittive antimafia emesse dalle prefetture nei confronti di aziende controllate o condizionate dalle organizzazioni criminali. Dal 1 gennaio 2020 al 31 ottobre 2021 si è viaggiato alla media di 178 interdittive al mese con un incremento percentuale del 33% rispetto al biennio 2018/2019. Ben 15 regioni in zona rossa con situazioni record in Sardegna(+600%), Veneto (+471%), Trentino Alto Adige (+300) e Toscana (+170%). In termini assoluti il maggior numero di interdittive riguarda la Campania (929 nel biennio pandemico), segue la Calabria (914) , la Sicilia (466, dove però si registra un calo del 31% rispetto al biennio 2018/19) e Emilia Romagna (321).
Boom dei delitti informatici
La variante "criminalità" viaggia su internet. L'analisi dei dati rileva un boom di incremento dei delitti informatici durante il biennio della pandemia (+39%) con ben 14 regioni in zona rossa con primato alla Basilicata (+83%) Sardegna(+63%) e Campania (+56%). L'incremento nel 2021 è pari al 11% rispetto al 2020. Per quanto riguarda le truffe e frodi informatiche, i dati rilevano un incremento del 32% nel biennio 2020/21 con un'Italia quasi tutta in zona rossa, ben 12 le regioni, con punte +61% in Veneto, +49% in Puglia e +44% in Toscana.
Stabili i reati di usura
L'incremento nel 2021 è pari al 13%. Si mantiene stabile l'andamento dei reati di usura (solo +1,3%) nel biennio pandemico rispetto al biennio 2018/19. I maggior incrementi vengono segnalati in Basilicata (+500%) e Friuli Venezia Giulia (+133%) e Puglia e Lazio (+32%). L'analisi dei dati mostra la diminuzione più rilevante per il reato di riciclaggio e impiego di denaro, con il dato in calo del -20%. Con qualche sorpresa in giro per l'Italia. Sono tre le regioni che nonostante il calo a livello nazionale, si colorano di rosso: Valle d'Aosta (+166%), Molise (30%) e Sardegna (28%). Altra regione che registra un aumento pari al 22% è la Lombardia. Calano i reati di estorsione del 4% durante i due anni di pandemia rispetto al biennio precedente. Con alcune regioni, quelle considerate nell'immaginario collettivo "isole felici", che vanno in controtendenza con incrementi da zona rossa come Friuli Venezia Giulia (+32%), mentre in zona arancione troviamo l'Umbria (+21%), la Sardegna (+19%) e il Trentino Alto Adige (+15%). Sul fronte della droga, secondo i dati elaborati per Libera dall'Agenzia delle Dogane nel biennio 2020/21 sono stati sequestrati complessivamente 39911,03 Kg/lt di stupefacenti +241% rispetto al 2018/19. I maggior sequestri sono stati effettuati dalla Direzione territoriale Campania/Calabria pari al 74% del totale.
"Esiste - commenta Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera - una variante che, come quelle del virus, provoca malattia e morte sociale indebolendo la democrazia e ostacolando il cambiamento. Ma che, agendo nell'ombra, viene poco localizzata e quindi non abbastanza combattuta. Una variante alla quale rischiamo di abituarci in una convivenza che sarebbe alla lunga letale. Con grande tempestività e indubbia lungimiranza strategica le mafie hanno saputo cogliere le opportunità della globalizzazione, cioè dell'espansione mondiale del 'libero mercato', dove libero vuol dire in sostanza privo di regole, soggetto alla sola legge del più forte".