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Luna colpita da un razzo cinese: Nasa e India tentano di catturare le immagini del cratere

È considerato il primo pezzo di spazzatura spaziale a finire sul nostro satellite. Ma l’evento dalla Terra non è visibile
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Se sia accaduto quanto era stato previsto, lo sapremo solo quando avremo le prime foto, quelle del punto in cui dovrebbe essere caduto il razzo cinese destinato a impattare sulla Luna alle 13.25 di oggi. A osservare in diretta lo schianto, presumibilmente un lampo di luce seguito da una esplosione di rocce e polvere, non poteva esserci nessuno, perché è successo tutto sul lato nascosto della Luna. Sulle conseguenze, una volta avvenuto, potranno indagare il Lunar reconnaissance orbiter (Lro), la sonda della Nasa in orbita attorno alla Luna da quasi 13 anni, e l'indiana Chandrayaan 2. Saranno loro a dirci quanto grande è il cratere scavato da quello che tutti definiscono "il primo pezzo di spazzatura spaziale a schiantarsi sulla Luna". Si tratta infatti dell'ultimo stadio di un vettore, pressoché vuoto, spento, che da diversi anni fluttua senza controllo tra la Terra e la Luna.

A chi appartiene

Anche se sono aggeggi piuttosto grossi, non &…

Se sia accaduto quanto era stato previsto, lo sapremo solo quando avremo le prime foto, quelle del punto in cui dovrebbe essere caduto il razzo cinese destinato a impattare sulla Luna alle 13.25 di oggi. A osservare in diretta lo schianto, presumibilmente un lampo di luce seguito da una esplosione di rocce e polvere, non poteva esserci nessuno, perché è successo tutto sul lato nascosto della Luna. Sulle conseguenze, una volta avvenuto, potranno indagare il Lunar reconnaissance orbiter (Lro), la sonda della Nasa in orbita attorno alla Luna da quasi 13 anni, e l'indiana Chandrayaan 2. Saranno loro a dirci quanto grande è il cratere scavato da quello che tutti definiscono "il primo pezzo di spazzatura spaziale a schiantarsi sulla Luna". Si tratta infatti dell'ultimo stadio di un vettore, pressoché vuoto, spento, che da diversi anni fluttua senza controllo tra la Terra e la Luna.

A chi appartiene

Anche se sono aggeggi piuttosto grossi, non è facile identificare gli stadi dei razzi quando si allontanano a centinaia di migliaia di chilometri dalla Terra. Nemmeno con potenti telescopi. Insomma, non si legge cosa c'è scritto. Bisogna quindi basarsi sui calcoli della traiettoria e la possibile data di lancio. All'inizio fu classificato come asteroide, poi identificato con lo stadio superiore di un Falcon 9 della SpaceX, quello che nel 2015 aveva spinto la sonda Dscovr di Nasa e Noaa a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra.

Qualche giorno dopo però, gli studenti dell'Università dell'Arizona che lo osservavano da un po', hanno rivelato che quello che da lì a qualche settimana avrebbe impattato la Luna è in realtà made in China https://news.arizona.edu/story/uarizona-students-confirm-errant-rockets-chinese-origin-track-lunar-collision-course . Lo hanno capito prendendo lo spettro della luce riflessa dall'oggetto, e comparandola con quella dei due razzi, in base al tipo di vernice. Il match indicava che si tratta più probabilmente dello stadio superiore di un Lunga marcia, vettore cinese, che nel 2014 ha lanciato Chang'e 5 T1, una specie di prova generale di traiettoria per la successiva missione lunare che avrebbe riportato campioni di suolo lunare sulla Terra . Anche se la Cina non ha mai confermato la paternità del razzo, sono ormai quasi tutti concordi nell'attribuzione.

Cosa accadrà

Per ora si sa solo che il luogo dello schianto dovrebbe essere il cratere Ejnar Hertzsprung, sull'equatore lunare, ma sulla faccia nascosta. Si tratta di un oggetto di circa tre tonnellate che è precipitato sulla superficie a circa 9.000 chilometri all'ora. Non c'è, a differenza di un pianeta come la Terra, un'atmosfera a frenarlo. Resterà un cratere di alcune decine di metri.

Come detto, nessuno dalla Terra ha potuto osservare "in diretta" l'evento perché è avvenuto sulla faccia della Luna a noi permanentemente nascosta. Ma la sonda Lro della Nasa e quella indiana Chandrayaan 2 sono pronte a scattare immagini il prima possibile per analizzare le conseguenze. Per l'Agenzia spaziale americana, e per la scienza in generale, si tratta infatti di un'occasione per approfondire la conoscenza del sottosuolo lunare, studiando i materiali esposti dal nuovo cratere.

Spazzatura sulla luna

A pensarci bene, la colonizzazione della Luna è già iniziata da tempo, abbiamo cominciato con la spazzatura. Infatti non è la prima volta che un simile oggetto fa questa fine. È accaduto in passato durante le missioni Apollo, a cavallo degli anni '60 e '70, quando gli stadi superiori del gigantesco Saturn V vennero mandati a schiantarsi sulla superficie lunare per testare i sismografi sistemati nelle missioni precedenti. Quelli però erano impatti voluti. Sappiamo tutti che l'Apollo 13, per esempio, non arrivò mai sulla Luna, ma lo stadio superiore del suo razzo sì. Le immagini mostrano un cratere largo 30 metri che resterà lì a imperitura memoria, dove non ci sono atmosfera e meteo a smussare le asperità. Altre missioni riguardavano sonde, mandate a schiantarsi come proiettili oppure alla fine della loro vita operativa. L'ultimo caso è quello di Lcross, della Nasa: nel 2009 il razzo Centaur del vettore Atlas V fu mandato a schiantarsi per sollevare materiale, in quell'occasione, osservandone i detriti espulsi, furono trovate molecole d'acqua. Sulla Luna "riposa" anche la missione israeliana Beresheet, che tre anni fa fallì il tentativo di allunaggio, scavando un cratere di dieci metri ripreso dalla Nasa.

Il problema dei rifiuti spaziali, gli space debris, potrebbe allargarsi. Non in questi anni, ma come fa notare Bill Gray (https://www.projectpluto.com/temp/correct.htm#reentry), astronomo americano che tiene traccia oggetti che passano vicino alla Terra, in futuro anche le orbite lunari potrebbero essere parecchio trafficate. E tenere traccia di oggetti come questo, che ora non destano molto interesse, tanto da renderne difficile anche l'identificazione, come in questo caso, dovrebbe essere obbligatorio, come accade per i satelliti e i razzi che restano in orbita attorno alla Terra. Per non mettere a rischio future missioni spaziali, anche umane, dirette verso la Luna.