"Economia di guerra in Italia": accaparramenti, psicosi e speculazioni. Il caso benzina
di
Viola Giannoli
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di Viola Giannoli
Il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani contro gli aumenti del carburante: “Truffa colossale. Sono immotivati”
Aggiornato alle 6 minuti di lettura
ROMA - La corsa ai pacchi di pasta, di zucchero e di farina, il razionamento delle latte d'olio di semi, le code per il carburante, i riscaldamenti spenti due ore prima o i termosifoni abbassati di due gradi, i monumenti pubblici senza più illuminazione e i prezzi, intanto, che schizzano alle stelle. Tra la paura del futuro, la psicosi collettiva, gli annunci di sciopero degli autotrasportatori, l'austerity pretesa o auto imposta, i rincari tutti reali dei prezzi al consumo e le speculazioni, eccola l'economia della crisi, anche se non ancora di guerra.
Dopo il caro bollette che ha già spento qualche impresa e stretto le cinghie, ora l'assedio in Ucraina ferma i primi cantieri, blocca le produzioni, spinge…
ROMA - La corsa ai pacchi di pasta, di zucchero e di farina, il razionamento delle latte d'olio di semi, le code per il carburante, i riscaldamenti spenti due ore prima o i termosifoni abbassati di due gradi, i monumenti pubblici senza più illuminazione e i prezzi, intanto, che schizzano alle stelle. Tra la paura del futuro, la psicosi collettiva, gli annunci di sciopero degli autotrasportatori, l'austerity pretesa o auto imposta, i rincari tutti reali dei prezzi al consumo e le speculazioni, eccola l'economia della crisi, anche se non ancora di guerra.
Dopo il caro bollette che ha già spento qualche impresa e stretto le cinghie, ora l'assedio in Ucraina ferma i primi cantieri, blocca le produzioni, spinge anche in modo irrazionale a svuotare gli scaffali e riempire i carrelli. L'olio di girasole non si trova più, nei supermercati spuntano i cartelli che dicono ai clienti di "acquistare al massimo 2 pezzi totali per garantire continuità di rifornimento". Succede in Lombardia, in Abruzzo, in Campania e in Sardegna soprattutto, nell'isola che teme di restare isolata. Le grandi catene però rassicurano: "Non c'è nessun timore per gli approvvigionamenti, i magazzini sono pieni e i prodotti arrivano". E pure lo stop dell'autotrasporto italiano, proclamato da domani, è stato bocciato dalla Commissione di garanzia per lo sciopero per "mancato preavviso".
La protesta ha spaccato il fronte ma qualcuno giura che una serrata dei piccoli trasportatori ci sarà lo stesso perché i prezzi della benzina sono saliti, in pochi giorni, in maniera vertiginosa. Dal Friuli Venezia Giulia si scavalla il confine con la Slovenia per risparmiare 50,60 centesimi. In città ci si mette in fila per il pieno a 2,3 euro al litro, +39,3% rispetto allo stesso periodo del 2021. Per non parlare del gasolio cresciuto del 51,3%. O delle isole minori - Ischia, La Maddalena, Ventotene - dove il carburante ha sfondato la soglia dei 2,5 euro al litro.
"Una colossale truffa", sbotta il ministro alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani, secondo il quale "non esiste una motivazione tecnica per cui i carburanti siano così costosi". L'aumento, dice, "viene dal nervosismo del mercato" che ha "alzato i prezzi in maniera irragionevole, assolutamente sconnessa dalla realtà dei fatti, a spese delle imprese e dei cittadini". La soluzione? Un tetto ai prezzi per "bloccare la spirale speculativa".
È quello che chiedono pure le associazioni di tutela dei consumatori: "Il governo deve varare un decreto per fermare l'escalation dei listini", dice Assoutenti. Il Codacons e l'Unione nazionale consumatori hanno presentato esposti all'Antitrust e in Procura con le ipotesi di truffa aggravata, aggiotaggio e manovre speculative sulle merci. I sindacati invocano il "calmieramento dei prezzi". E anche dal Parlamento arriva la proposta di "un decreto che fermi immediatamente questa colossale operazione che rischia di mettere in ginocchio l'autotrasporto e, a caduta, i cittadini e interi comparti produttivi", dice ad esempio la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini. Mentre Italia Viva e socialisti chiedono a Cingolani di riferire al Senato la prossima settimana.
Milano
Nosate vuole risparmiare: lampioni spenti di notte
A Nosate, 641 anime ai confini ovest della città metropolitana di Milano, il sindaco Roberto Cattaneo ha deciso di spegnere la luce dei lampioni di notte, "ma solo quelli non essenziali". Il blackout volontario è la conseguenza logica di un conto e di una facile previsione con il protrarsi della guerra: "Abbiamo visto una bolletta dell'elettricità raddoppiata - spiega il primo cittadino - da 2.500 a 5mila euro. Non ci stavamo più dentro. Allora ho fatto spegnere i lampioni dopo le 23: siamo a quota 53 e possiamo arrivare a 80. I miei colleghi hanno chiesto se ero impazzito, ma è tutto in sicurezza perché spegniamo laddove ci sono anche i lampioni alti dell'Enel. Quindi non è che rimane tutto al buio. Spero in un bel risparmio. Anche perché sennò sono guai".
(Luca De Vito)
Torino
Supermarket svuotati, scatta il tetto ai prodotti
Gli scaffali della pasta svuotati e la corsa all'ultimo pacco di farina sembravano lontani ricordi. E invece dalle corsie dei supermercati di Torino arrivano déjà vu dal lockdown. Incide il timore di restare senza scorte per gli effetti della guerra in Ucraina oltre a possibili blocchi del trasporto. "Dipende dai clienti", spiega una commessa del Carrefour di corso Filippo Turati. Nel supermercato ogni cliente può acquistare massimo due pezzi tra gli oli di semi. E alla cassa si scusano per eventuali disagi dovuti a "una indisponibilità del prodotto dovuto a forti difficoltà di reperimento delle materie prime dall'Ucraina". Si sale a 4 pezzi al Conad. Alla Lidl c'è il tetto anche per farina e legumi perché "si stanno verificando fenomeni di accaparramenti".
(Cristina Palazzo)
Genova
Per il caro-gasolio pescatori fermi sul molo
In pochi giorni il prezzo del gasolio è schizzato verso l'alto. Frena il porto di Genova, con il costo del carburante che dalle navi si ribalta sugli autotrasportatori. E frena la pesca. "Uno scenario insostenibile per noi - ha spiegato Alessandro Capelli dell'Anapi Pesca Liguria - In queste condizioni si lavora con il rischio di spendere più di quello che si guadagna". I pescatori tornano a chiedere un intervento del governo di sostegno alla categoria. "La situazione è gravissima, in mare ormai esce chi ha fatto il pieno prima di questa incredibile impennata dei prezzi" dice il presidente nazionale di Anapi Pesca, Ivan Corea. In Liguria si segnalano già casi pescatori che avevano appena acquistato le loro imbarcazioni e ora rischiano di non far fronte alle rate.
Niente pezzi dall'Ucraina: rallenta la Lamborghini
Tra le fabbriche del gruppo Volkswagen che hanno rallentato la produzione a causa della guerra c'è anche Lamborghini, che ha sede a Sant'Agata Bolognese, nella Motor Valley emiliana. Nell'ultima settimana la linea di produzione della Huracán è andata a singhiozzo per la mancanza dei cablaggi prodotti da un fornitore del gruppo che ha lo stabilimento in Ucraina. Una "temporanea discontinuità nella catena di fornitura", ha detto l'azienda, che ha causato un impatto "limitato" e non ha fatto perdere lo stipendio ai 170 lavoratori, sugli oltre 2mila totali, grazie all'uso di formazione o flessibilità. L'azienda - "rattristata dagli eventi in Ucraina" - ha bloccato l'export verso la Russia e fatto una donazione all'Unhcr.
(Marco Bettazzi)
Firenze
Uffici meno riscaldati. Empoli, chiude la piscina
Anche in Toscana gli aumenti in bolletta per luce e gas colpiscono i Comuni. A Empoli a farne le spese è stata la piscina comunale, chiusa dallo scorso lunedì (ma per domani è previsto un incontro con la società che la gestisce per trovare una soluzione). E a Firenze da domani si punta sul riscaldamento: "Anticiperemo di un'ora tutti i giorni lo spegnimento del riscaldamento negli uffici comunali" spiega l'assessora all'Ambiente, Cecilia Del Re. A Livorno, dove le bollette hanno avuto un'incidenza del 35-40%, stanno valutando di accendere 5 minuti dopo e spegnere cinque minuti prima l'illuminazione pubblica. Luci spente anche a Vernio (Prato), dove alcune strade secondarie resteranno al buio.
di Laura Montanari, Simon Poli, di Laura Montanari, Simon Poli
Bari
Il grano costa il doppio: ad Altamura, pane alle stelle
Ad Altamura, capitale pugliese del pane, il prezzo è aumentato in media del 50 per cento in un anno. E ora la guerra in Ucraina ha dato un'ulteriore mazzata ai panificatori. Gino Picerno, presidente del Consorzio valorizzazione e tutela del pane di Altamura dop, mostra le bollette: "Il costo del metano negli ultimi tre mesi è raddoppiato: da cinquemila euro mensili a 10-11 mila. L'energia elettrica? Da 2.500 euro al mese a settemila". E il prezzo del grano in un anno è cresciuto del cento per cento. Così produrre un chilo di pane ora costa 2 euro (un anno fa 1,20). Ad Altamura, per il pane dop si utilizza esclusivamente grano duro del territorio, ma "per i panini viene impiegato il tenero - specifica Picerno - e ci sono problemi di approvvigionamento".
(Gennaro Totorizzo)
Palermo
Asfalto su del 600%, si fermano i cantieri
L'asfalto è rincarato in pochi mesi del 600 per cento, l'acciaio del 100 per cento, ma a schizzare in alto è il costo di tutti i materiali che alimentano i cantieri sulle strade e le ferrovie siciliane, dai tubi di plastica agli additivi per il calcestruzzo. "Fra pochi giorni le imprese impegnate nei lavori stradali dovranno fermarsi", avvertono i costruttori di Ance. A rischio il completamento della statale fra Caltanissetta e Agrigento, un cantiere da 990 milioni che ha già accumulato anni di ritardo per il fallimento della Cmc di Ravenna. "Abbiamo chiesto un preventivo per una fornitura di tubi in pvc - racconta Salvo Ferlito, a capo dell'impresa - ci hanno dato un prezziario valido solo per tre giorni. È saltata ogni previsione di costo e i materiali non arrivano".
(Gioacchino Amato)
Roma
In fila al distributore. E c'è chi porta le taniche
A Roma si è aperta la caccia alla pompa di benzina. Quella più economica, cosa non facile da trovare, considerato che il Codacons parla di "record storico" dei costi del carburante. Ma qualche centesimo su un pieno fa la differenza. E le code per fare il pieno si moltiplicano: ieri sulla Cristoforo Colombo, grande arteria che collega il versante sud della città, il benzinaio Mustalì - un prezzo concorrenziale, 2.03 euro contro la media di 2.30 - ha contato "54 auto in coda". C'è chi fa persino scorte: "Ho paura che da un momento all'altro chiudano i rubinetti", spiega un camionista, mentre impila 6 taniche nel retro del mezzo. Una psicosi collettiva alimentata anche da ventilato sciopero degli autotrasportatori, poi bloccato ieri dalla Commissione garanzia.
Azienda del sott'olio ko, manca quello di girasole
"Non è una scelta facile spegnere le macchine ma saremo costretti a fermarci". Reperire 180 tonnellate al mese dell'introvabile olio di girasole è la missione impossibile di Sabato D'Amico, amministratore delegato della fabbrica di sott'oli e sottaceti. Ucraina e Russia producono il 50 per cento del consumo industriale di olio di girasole. "Sono in contatto con l'Argentina - spiega - ma serve il mercato americano. Le navi delle nostre forniture sono bloccate, i granai internazionali hanno sospeso anche l'esportazione di olio di mais, arachidi, soia. Due settimane fa l'olio di girasole costava 1 euro e 45, ora è arrivato a 3 euro e 10, l'extravergine è schizzato a 4 euro. Turchia ed Egitto hanno messo il veto sull'export".
(Tiziana Cozzi)
Cagliari
Tre tonnellate di pasta vendute in otto ore
Tutto è iniziato martedì con i cartelli nei negozi all'ingrosso di Cagliari. Per i "recenti eventi che coinvolgono Ucraina e Russia" - si leggeva - è stato introdotto un limite d'acquisto per gli oli di semi: 50 litri. Il resto l'ha fatto il passaparola. Giovedì un autotrasportatore, dopo un'assemblea nell'Oristanese, ha annunciato su WhatsApp il blocco degli arrivi dei generi alimentari per due settimane. Da lì centinaia di clienti in coda nei supermercati di Sassari, Alghero, Nuoro e nel Cagliaritano. Nel mirino pasta (3 tonnellate vendute in 8 ore in due punti Conad), riso, pelati, zucchero, olio. L'accaparramento è proseguito nonostante l'appello alla calma del sindaco di Nuoro.