Cosenza, prof sospeso per molestie: ha tentato violenza durante un'interrogazione. Fu indagato per mafia ma venne assolto
di Alessia Candito , di Alessia CanditoUn'interrogazione che diventa pretesto per una tentata violenza di fronte a tutta la classe. Slide mostrate alla lavagna che diventano occasione per avvicinarsi insistentemente ad una studentessa, toccarla continuamente, cercare il contatto.
È questo l'episodio più grave nel lungo rosario di molestie contestate al professore del Liceo scientifico "Tommaso Campanella" di Belvedere, nei giorni scorsi sospeso dall'insegnamento per un anno per ordine del giudice di Paola.
La ragazza era appena tornata in classe. Poco prima, aveva chiesto di andare in bagno e mentre usciva dalla classe il professore l'ha fissata con insistenza. Uno sguardo inequivocabile, hanno raccontato poi i ragazzi. Quando è tornata, il professore l'ha chiamata alla cattedra. E quella che doveva essere un'interrogazione è diventata una sorta di assedio, con lui che la toccava continuamente, si avvicinava, lei che indietreggiava, mentre spaventata, imbarazz…
Un'interrogazione che diventa pretesto per una tentata violenza di fronte a tutta la classe. Slide mostrate alla lavagna che diventano occasione per avvicinarsi insistentemente ad una studentessa, toccarla continuamente, cercare il contatto.
È questo l'episodio più grave nel lungo rosario di molestie contestate al professore del Liceo scientifico "Tommaso Campanella" di Belvedere, nei giorni scorsi sospeso dall'insegnamento per un anno per ordine del giudice di Paola.
La ragazza era appena tornata in classe. Poco prima, aveva chiesto di andare in bagno e mentre usciva dalla classe il professore l'ha fissata con insistenza. Uno sguardo inequivocabile, hanno raccontato poi i ragazzi. Quando è tornata, il professore l'ha chiamata alla cattedra. E quella che doveva essere un'interrogazione è diventata una sorta di assedio, con lui che la toccava continuamente, si avvicinava, lei che indietreggiava, mentre spaventata, imbarazzata, cercava di sottrarsi al contatto.
Una situazione che ha lasciato la classe basita. Qualcuno ha deciso di scattare una serie di foto per documentare cosa stesse succedendo. Poi la campanella ha suonato, l'interrogazione è finita, la ragazza è tornata a sedersi, sconvolta. E i compagni non di meno.
A casa, hanno raccontato tutto ai genitori. Ed è saltato fuori che già in passato, soprattutto nei mesi di Dad, il professore si era già lasciato andare a commenti salaci, allusioni, battute, apprezzamenti. La mattina successiva, assistite dall'avvocato Francesco Liserre, le famiglie hanno presentato un formale esposto. Subito dopo, si sono presentati dalla preside, Annina Carnevale.
"Sono rimasta basita. Nulla avrebbe mai portato a pensare nulla di tutto ciò. Sono arrivata a settembre, ma nessuno fra i colleghi mi aveva segnalato problematiche del genere. Anche nel fascicolo riservato lasciato da chi mi ha preceduto - rivela - non c'erano riferimenti a vicende di questo tipo". Ma i provvedimenti sono stati immediati.
Ingegnere di professione, in passato travolto in un'inchiesta antimafia, ma poi assolto da ogni accusa, il professore era arrivato al Campanella da qualche anno. Convocato dalla preside, ha fornito una sua versione dei fatti, ma si è deciso comunque, con l'accordo dei sindacati, di allontanarlo dalla classe. E nessuno ha fatto obiezioni quando ha presentato una richiesta di congedo. "Sarà la magistratura a fare chiarezza, non tocca a noi. Ma abbiamo deciso di fare tutto quanto in nostro potere per tutelare gli studenti e la loro serenità" spiega Carnevale, che subito ha inviato una segnalazione all'ufficio scolastico provinciale, regionale e al ministero.
Quando il professore è tornato dal congedo, è stato assegnato ad altra sezione. "Purtroppo non avevamo strumenti per intervenire ulteriormente" sostiene la preside. "Qui ancora c'è stupore per la vicenda. La nostra è una scuola attenta a determinate problematiche, abbiamo anche uno sportello psicologico per i nostri studenti". Dietro la cattedra però il docente è rimasto per molto poco, perché la procura di Paola, diretta da Pierpaolo Bruni, sul caso si è mossa in fretta.
Subito dopo la denuncia, il professore è stato iscritto nel registro degli indagati e gli è stato notificato un avviso di garanzia. Qualche giorno dopo è stato ascoltato per ore in procura. Anche le ragazze che hanno denunciato sono state sentite in audizione protetta e con il supporto di uno psicologo, mente gli investigatori lavoravano sulle chat rinvenute su telefoni e pc. Indagini sviluppate in fretta, ma che alla procura hanno permesso di raccogliere elementi sufficienti per chiedere i domiciliari per il docente. Istanza respinta dal giudice, che pur riconoscendo il quadro indiziario ha deciso di disporre solo l'allontanamento del professore dalle aule.