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Scuola, crollano le domande di pensionamento per il 2022. E per i precari si allontana la stabilizzazione

Il calo più vistoso (- 34%) di istanze di pensionamento si registra tra i prof di scuola media e del superiore. Alla primaria le domande si sono ridotte di un quarto e del 12% tra le maestre degli asili
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Rallenta bruscamente la fuga dalla scuola di maestri e professori alla ricerca di una vita più tranquilla, senza più lezioni da preparare e compiti da correggere. E a settembre la classe docente italiana dietro la cattedra sarà ancora più anziana. I primi dati comunicati lo scorso venerdì dal ministero dell'Istruzione ai sindacati certificano un drastico calo delle domande di pensionamento del personale docente: quasi 30% in meno rispetto allo scorso anno. Senza più la possibilità di aderire a Quota 100, che per tre anni ha consentito di lasciare la scuola con 62 anni di età e 38 di contributi, sono ritornate le regole della cosiddetta legge Fornero: 67 anni di età con almeno 20 di contribuzione oppure 42 anni e 10 mesi, per gli uomini, e un anno in meno per le donne di anzianità contributiva.

Rallenta bruscamente la fuga dalla scuola di maestri e professori alla ricerca di una vita più tranquilla, senza più lezioni da preparare e compiti da correggere. E a settembre la classe docente italiana dietro la cattedra sarà ancora più anziana. I primi dati comunicati lo scorso venerdì dal ministero dell'Istruzione ai sindacati certificano un drastico calo delle domande di pensionamento del personale docente: quasi 30% in meno rispetto allo scorso anno. Senza più la possibilità di aderire a Quota 100, che per tre anni ha consentito di lasciare la scuola con 62 anni di età e 38 di contributi, sono ritornate le regole della cosiddetta legge Fornero: 67 anni di età con almeno 20 di contribuzione oppure 42 anni e 10 mesi, per gli uomini, e un anno in meno per le donne di anzianità contributiva.

A presentare istanza  - per andare in pensione nel 2022 -  entro lo scorso 31 ottobre sono stati 24.531 insegnanti di tutti gli ordini e gradi. Cui occorre aggiungere coloro che lasceranno il posto libero con quota 102: 38 anni di contributi e 64 di età. Ma si tratta per questi ultimi di numeri marginali. Ora la palla passa all'Inps che dovrà verificare il possesso dei requisiti per lasciare la cattedra. E non è detto che una fetta non trascurabile di insegnanti (circa il 10%) sarà costretta a proseguire il lavoro a scuola. Nel 2021 furono oltre 35mila le domande presentate, che dopo i controlli dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale si ridussero a meno di 32mila.

Il crollo dei pensionamenti era prevedibile. Ma suona come una brutta notizia per i precari in attesa di una cattedra fissa e per le decine di migliaia di docenti fuorisede che aspirano ad avvicinarsi a casa. Secondo alcune stime sarebbero oltre 200mila, soprattutto meridionali che negli anni passati hanno deciso di trasferirsi nelle regioni settentrionali per accelerare l'assunzione e gli immessi in ruolo con la Buona scuola del governo Renzi. Il calo più vistoso, meno 34%, di istanze di pensionamento si registra tra le fila dei prof di scuola media e del superiore. Alla primaria le domande si sono ridotte di un quarto e del 12% tra le maestre della scuola dell'infanzia.

Con lo stop a Quota 100, la già datata classe docente nazionale è destinata a incanutire ancora di più. Perché, nonostante la possibilità di lasciare anticipatamente il lavoro, l'età media dei docenti si è leggermente incrementata: dai 51,7 anni del 2015/2016 ai 51,9 del 2020/2021. A dare un'idea abbastanza eloquente della situazione, il numero di ultrasessantenni ancora in cattedra in Italia: il 21%. Uno dei valori più alti al mondo. In altre parole, un docente su cinque italiano ha già festeggiato 60 primavere. Percentuale che sale al 25%, un prof ogni quattro, al superiore. Nei mesi scorsi, in vista di un'attenuazione della pandemia, governo e sindacati si erano incontrati per concordare una riforma delle pensioni che rendesse più flessibile, in cambio di una penalizzazione sull'assegno pensionistico, l'uscita dal lavoro. Ma con lo scoppio della guerra in Ucraina tutto si è fermato. E fra 12 mesi si voterà per il rinnovo del parlamento.