✕

Profughi ucraini, Curcio: "Daremo un sostegno economico alle famiglie che li ospitano ma dobbiamo studiare un sistema efficiente"

Allo studio un meccanismo per garantire i costi dell'accoglienza ma attraverso le associazioni del Terzo Settore e non direttamente ai privati. Il capo della Protezione civile in audizione al Comitato Schengen
2 minuti di lettura

Le famiglie che ospitano i profughi ucraini saranno sostenute economicamente dallo Stato ma il contributo che riceveranno sarà dato attraverso le associazioni del terzo settore sotto forma di assistenza al profugo, non alla famiglia.

E' questa la soluzione immaginata dal governo per farsi carico delle spese sostenute dai privati che aprono le porte di casa a mamme e figli in fuga dalla guerra. Ad anticiparlo è stato il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio in audizione davanti al Comitato Schengen. "Lavoriamo all'ipotesi di una sorta di sostegno alle famiglie che ospitano i profughi ucraini che hanno necessità di un sostegno dal punto di vista economico. Stiamo immaginando una serie di ipotesi, sotto forma di assistenza al profugo, non alla famiglia. Dobbiamo evitare di mettere in piedi meccanismi che nascono positivamente ma che, se usati in modo spregiudicato, possono causare qualche problema".

Le famiglie che ospitano i profughi ucraini saranno sostenute economicamente dallo Stato ma il contributo che riceveranno sarà dato attraverso le associazioni del terzo settore sotto forma di assistenza al profugo, non alla famiglia.

E' questa la soluzione immaginata dal governo per farsi carico delle spese sostenute dai privati che aprono le porte di casa a mamme e figli in fuga dalla guerra. Ad anticiparlo è stato il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio in audizione davanti al Comitato Schengen. "Lavoriamo all'ipotesi di una sorta di sostegno alle famiglie che ospitano i profughi ucraini che hanno necessità di un sostegno dal punto di vista economico. Stiamo immaginando una serie di ipotesi, sotto forma di assistenza al profugo, non alla famiglia. Dobbiamo evitare di mettere in piedi meccanismi che nascono positivamente ma che, se usati in modo spregiudicato, possono causare qualche problema".

Il numero dei profughi che l'Italia si aspetta è decisamente il più alto mai sostenuto, almeno 500.000. Per questo - ha sottolineato Curcio - "se i numeri raggiungono numeri prossimi anche in percentuale a quelli della popolazione evacuata già dall'Ucraina, ovvero tre milioni, la rete di Protezione civile non sarà sufficiente a sopportare questo peso. Siamo in comunicazione con le reti del terzo settore perché dobbiamo sfruttare lo spontaneismo offerto dai cittadini, la famiglia che vuole ospitare".

Al momento, i numeri dell'accoglienza sono questi: "La stragrande maggioranza dei 47mila profughi sinora arrivati in Italia è transitata attraverso la frontiera slovena dal valico di Trieste e si è distribuita sul territorio in maniera autonoma, attraverso la rete di parenti e amici. I profughi accolti nei sistemi strutturati al momento non sono più di 2.500".

L'incognita è: quante delle persone che sono riuscite a mettersi in salvo oltre i confini ucraini si muoveranno nei prossimi giorni o nelle prossime settimane verso l'Italia? Dipende dal proseguo della guerra: "Si tratta per lo più di donne, bambini e anziani - ha ricordato Curcio - concentrati per lo più per adesso nei Paesi limitrofi: più del 60% in Polonia, gli altri in Romania, Slovacchia, Moldavia e Ungheria. Si tratta di flussi complicati da definire nella loro imprevedibilità: fondamentalmente sono persone che pensano di rientrare in caso di cessazione delle ostilità. Qualora tale chance sfumasse, molti potrebbero però scegliere soluzioni diverse, decidendo di muoversi, sicuramente in parte verso l'Italia".

Curcio ha poi confermato l'avvio di un censimento da parte del Viminale dei minori non accompagnati. "Noi stiamo immaginando un censimento per i minori non accompagnati arrivati dall'Ucraina, nonché procedure per facilitare percorsi che ora si stanno facendo in modo molto affrettato. C'è, ha ricordato Curcio, "un commissario delegato per i minori non accompagnati, il prefetto Ferrandino. Negli orfanotrofi ucraini non ci sono solo  bimbi senza genitori ma anche con genitori indigenti che hanno scelto di affidare i figli a queste strutture. E' un tema molto complicato e la nomina di un commissario ha proprio l'obiettivo di focalizzarlo".