Guerra in Ucraina, l'Esa sospende la missione spaziale Exomars con la Russia
di Matteo Marini , di Matteo MariniMarte è sempre più lontano. L'Europa ha sospeso il programma che l'avrebbe portata a sbarcare sul pianeta rosso quest'anno assieme alla Russia, lo ha annunciato l'Agenzia spaziale europea (Esa) con un comunicato al termine dell'Esa Council che si è concluso oggi a Parigi. I ponti della collaborazione scientifica e tecnologica con la Russia crollano uno dietro l'altro, e a farne le spese è adesso Exomars, il programma continentale di esplorazione spaziale più ambizioso degli ultimi anni il cui scopo è cercare tracce di vita, passata o presente, nel sottosuolo.
"L'Esa ha riconosciuto l'attuale impossibilità di svolgere la cooperazione in corso con Roscosmos (l'Agenzia spaziale russa ndr) sulla missione rover ExoMars - si legge nella nota - con lancio nel 2022, e ha incaricato il Direttore generale dell'Esa di adottare misure appropriate per sospendere le attività di cooperazione e…
Marte è sempre più lontano. L'Europa ha sospeso il programma che l'avrebbe portata a sbarcare sul pianeta rosso quest'anno assieme alla Russia, lo ha annunciato l'Agenzia spaziale europea (Esa) con un comunicato al termine dell'Esa Council che si è concluso oggi a Parigi. I ponti della collaborazione scientifica e tecnologica con la Russia crollano uno dietro l'altro, e a farne le spese è adesso Exomars, il programma continentale di esplorazione spaziale più ambizioso degli ultimi anni il cui scopo è cercare tracce di vita, passata o presente, nel sottosuolo.
"L'Esa ha riconosciuto l'attuale impossibilità di svolgere la cooperazione in corso con Roscosmos (l'Agenzia spaziale russa ndr) sulla missione rover ExoMars - si legge nella nota - con lancio nel 2022, e ha incaricato il Direttore generale dell'Esa di adottare misure appropriate per sospendere le attività di cooperazione e ha autorizzato il Direttore Generale dell'Esa a condurre uno studio industriale accelerato per definire meglio le opzioni disponibili per una via da seguire per implementare la missione rover ExoMars". Impossibile continuare la collaborazione con i russi, si cercano altre strade, ma sono difficili e l'obiettivo di lanciare quest'anno, che era già stato definito "molto improbabile", ora sembre quasi impossibile.
Quattro missioni sospese, nuovi razzi e la Iss
Oltre a questo, la crisi internazionale dovuta al conflitto portato da Mosca in Ucraina ha riflessi anche su altre attività spaziali. A cominciare dai lanciatori. Alcuni giorni fa il Roscosmos ha ritirato tutto il personale dalla base spaziale europea di Kourou, nella Guyana francese. L'Europa, attraverso Arianespace, ha finora utilizzato anche i razzi russi Soyuz per l'accesso allo spazio, non sarà più così, almeno con il perdurare di questa situazione. La scelta quindi ricadrà sulle alternative: "Tutte le missioni programmate per il lancio da Soyuz sono state sospese - continua il comunicato dell'Esa - si tratta essenzialmente di quattro missioni istituzionali per le quali l'Esa è l'ente di appalto dei servizi di lancio - riferimento è ai satelliti per la navigazione Galileo M10 e Galileo M11, il telescopio spaziale Euclid e il satellite per il clima EarthCare - e un lancio istituzionale aggiuntivo. Di conseguenza, il Direttore Generale dell'ESA ha avviato una valutazione sui potenziali servizi di lancio alternativi per queste missioni, che includerà una revisione dei voli di primo utilizzo di Ariane 6 (il nuovo razzo che debutterà quest'anno, ndr)".
Le attività sulla Stazione spaziale internazionale continueranno "nominalmente". Questo nonostante le minacce del capo del Roscosmos, Dmitry Rogozin, che nei giorni scorsi ha prospettato l'abbandono della cooperazione russa sul laboratorio orbitante che sarebbe stata lasciata al suo destino, persino di cadere verso la Terra, senza i motori delle capsule russe a governarne l'orbita.
“Lavoriamo con la Nasa”
Durante la conferenza stampa online, il capo dell’Esa Josef Aschbacher ha confermato che non vedremo volare Exomars nel 2022 ed escludendo la collaborazione con la Russia, anche il 2024 è una data fuori discussione. “Stiamo lavorando con gli Stati membri dell’Esa e anche con i colleghi della Nasa, che sono stati molto gentili e ci hanno offerto aiuto e supporto per trovare nuove soluzioni. Non lanceremo prima del 2026, ma sarà molto difficile, anche finanziariamente, perché serviranno molti fondi”. Più fattibile sarebbe dunque un lancio nel 2028. Per quanto riguarda lo stato del rover e degli strumenti della missione, il direttore Esa dell’esplorazione umana e robotica, David Parker, ha assicurato che “le prime analisi dimostrano che per lanciare con diversi anni di ritardo servirà una periodica manutenzione, qualche componente sarà obsoleto e da sostituire, alcuni meccanismi dovranno essere puliti, ma è fattibile”. “Sono molto vicino alle persone che ci hanno lavorato per decenni, hanno visto Exomars a un passo dalla rampa di lancio per sentirsi dire che non si lancia più. Ma quello che mi sento di dire è che anche se lanceremo più avanti, nel 2026 o nel 2028, anche allora la scienza che faremo grazie al rover sarà sbalorditiva, qualcosa che nessuno avrà mai fatto, anche se lo faremo con qualche anno di ritardo”
Il capo dell'agenzia spaziale russa ha subito condiviso sul suo canale Telegram https://t.me/roscosmos_gk/3182 una lettera, firmata dal direttore generale dell'Esa, in cui informa della sospensione della collaborazione Europa Russia su Exomars: "Il Consiglio dell'ESA ha tenuto oggi la sua 306a riunione. Tra le molte questioni, gli Stati membri dell'ESA hanno affrontato la cooperazione in corso sul nostro programma congiunto ExoMars alla luce dei recenti sviluppi. La guerra in Ucraina e le sanzioni, le restrizioni e le misure che ne derivano rappresentano un cambiamento fondamentale delle circostanze nella nostra cooperazione alla missione del rover ExoMars e impediscono l'esecuzione della missione come precedentemente pianificato, incluso un lancio nel settembre 2022 che non è più fattibile. Di conseguenza, il Consiglio dell'ESA oggi mi ha incaricato di prendere le misure appropriate per sospendere le nostre attività di cooperazione sulla missione del rover ExoMars. A seguito di tale decisione, vi informo che l'ESA sospende la sua cooperazione bilaterale con Roscosmos sulla missione rover ExoMars, inclusa l'esecuzione dell'accordo sottostante tra le parti. Suggerisco che i nostri rispettivi team si mettano in contatto per coordinare di conseguenza le modalità necessarie". L'Esa ha confermato che la lettera, che riporta la firma di Aschbacher in calce, è autentica.
"L'Inaf apprende con grande rammarico la decisione dell'ESA di sospendere la missione Exomars in una fase avanzatissima di preparazione prima del lancio che sarebbe dovuto avvenire il prossimo autunno - è il commento di Marco Tavani, presidente Istituto nazionale di astrofisica - dopo decine di anni di lavoro da parte - delle ricercatrici e ricercatori dell'Inaf e di tanti laboratori europei ed extra-europei. Se da una parte la scienza europea non può rimanere indifferente di fronte ai tragici fatti in Ucraina, con la massima solidarietà alla popolazione ucraina, dall'altra confidiamo che la missione Exomars possa riconfigurarsi nell'immediato futuro per continuare un programma scientifico di prim'ordine della nostra comunità".
L'odissea di Exomars
Un Rover europeo, Rosalind Fraknlin, sarebbe dovuto decollare a settembre dal cosmodromo kazako di Baikonur per "ammartare" all'inizio del 2023 assieme al lander, la piattaforma di costruzione russa Kazachok. La guerra in Ucraina ha messo tutto in discussione. Oltre alla piattaforma marziana, infatti, è un razzo Proton M, russo, il vettore scelto per proiettare la sonda alla volta di Marte.
Per Exomars si tratterebbe del terzo rinvio. Dopo l'arrivo della sonda Tgo, un satellite in orbita attorno al pianeta, nel 2016, la seconda parte del programma, Exomars2018 è diventata Exomars2020, poi la pandemia e un nuovo slittamento. Per arrivare su Marte è infatti conveniente sfruttare la vicinanza con la Terra, una "finestra di lancio" che si apre ogni 26 mesi, quest'anno sarebbe accaduto il 20 settembre. Se ci sarà una Exomars2024 è ancora tutto da vedere. Pesano tanti fattori, di costi soprattutto, per mantenere "in ghiacciaia" apparecchiature sofisticatissime come quelle del rover e della piattaforma russa. Sia Rosalind che Kaza?ok ora si trovano a Torino, nella sede di Thales Alenia Space Italia (che è prime contractor), dove erano arrivate alla fine dello scorso anno per gli ultimi test prima di essere spedite in Russia e preparate per l'integrazione nella capsula da piazzare in testa al Proton M. Questo nonostante lo stesso Rogozin, qualche giorno fa, tra raffiche di tweet e post su Telegram, in cui alterna propaganda, incitazioni al combattimento, glorificazione degli eroi russi e insulti ai nemici (non ultimo, uno scambio con Elon Musk) e fake news, abbia confermato che la Russia sarebbe pronta a lanciare Exomars a settembre, quindi senza nessun ritardo. E che attendeva solo la decisione dell'Esa.
Oltre a un team di decine di ingegneri e scienziati di un programma concepito 21 anni fa e il cui costo totale è stimato dall'Esa in 1,3 miliardi di euro (nelle condizioni economiche del 2008) "assumendo il lancio nel 2022". Andando oltre, queste cifre dovrebbero essere riviste al rialzo. Il rischio però, che ancora nessuno si sente di paventare, è quello di una cancellazione definitiva di questa seconda fase del programma Exomars.
Una missione "italiana"
Il 40 per cento dell'investimento per il programma Exomars appartiene al nostro Paese, sostenuto attraverso l'Agenzia spaziale italiana. A Thales Alenia è assegnata la leadership principale di entrambe le missioni, con strumenti italiani di grande importanza. A cominciare dal trapano, costruito in Italia da Leonardo, che dovrà perforare il suolo rosso di Marte fino a due metri di profondità per raccogliere campioni. Nessuno è mai arrivato così in fondo. Da quei campioni potremmo scoprire se Marte ha avuto vita in passato o ancora c'è qualcosa là sotto che si può chiamare così. Non ultimo, il centro di controllo del rover si trova in Italia, nella sede di Altec a Torino.