Stazione spaziale, abbracci e sorrisi all'arrivo della navetta con tre russi: la prima dopo l'inizio della guerra
di Matteo Marini , di Matteo MariniÈ decollata alle 17.55 ora italiana dal Kazakhistan la navetta Soyuz con a bordo Oleg Artemyev, Denis Matveev e Sergey Korsakov, i tre cosmonauti russi diretti verso la Stazione spaziale internazionale (Iss). È il primo lancio di un equipaggio dall'inizio della guerra in Ucraina. I tre sono approdati dopo un viaggio di tre ore e dieci minuti, l'attracco è avvenuto infatti poco dopo le 20. All'apertura del portello i tre cosmonauti sono entrati sorridenti, accolti dagli abbracci dei sette membri dell'equipaggio della Iss. Resteranno in orbita per sei mesi e mezzo, durante i quali sono previste fino a sette attività extra veicolari, le "passeggiate spaziali".
È decollata alle 17.55 ora italiana dal Kazakhistan la navetta Soyuz con a bordo Oleg Artemyev, Denis Matveev e Sergey Korsakov, i tre cosmonauti russi diretti verso la Stazione spaziale internazionale (Iss). È il primo lancio di un equipaggio dall'inizio della guerra in Ucraina. I tre sono approdati dopo un viaggio di tre ore e dieci minuti, l'attracco è avvenuto infatti poco dopo le 20. All'apertura del portello i tre cosmonauti sono entrati sorridenti, accolti dagli abbracci dei sette membri dell'equipaggio della Iss. Resteranno in orbita per sei mesi e mezzo, durante i quali sono previste fino a sette attività extra veicolari, le "passeggiate spaziali".
L'incontro a bordo con gli americani
Artemyev, Matveev e Korsakov sono anche i primi a entrare nella Iss ad aver assistito, a Terra, all'invasione dell'Ucraina. A bordo troveranno ad attenderli i connazionali Anton Shkaplerov e Pyotr Dubrov, il tedesco Matthias Maurer e quattro astronauti della Nasa. Uno di loro, l'americano Mark Vande Hei, è giunto quasi alla fine della sua missione, un anno intero nello spazio. Il suo ritorno a Terra a bordo di una capsula russa il 30 marzo è confermato, a dispetto delle tensioni internazionali che hanno innescato da parte del capo dell'Agenzia spaziale di Mosca, Dmitry Rogozin, prese di posizioni aggressive, arrivando a minacciare, con post di propaganda sui social, di abbandonare la Iss al suo destino. In particolare un video, diffuso da Ria Novosti, mostrava il segmento russo staccarsi dalla Stazione spaziale, lasciando a bordo nel segmento "occidentale" proprio Vande Hei. Che invece riprenderà la strada verso casa assieme a Shkaplerov e Dubrov. Ad aprile arriverà invece a bordo della Crew Dragon di SpaceX, assieme a tre colleghi americani, l'italiana Samantha Cristoforetti dell'Esa, per la missione Minerva.
Clima di cooperazione
Nonostante la situazione di crisi geopolitica, 400 chilometri più in basso, veda in primo piano tutti i Paesi rappresentati dagli astronauti in orbita, sulla Stazione spaziale, da oltre vent'anni esempio virtuoso di collaborazione pacifica) le operazioni continuano normalmente. Come sottolineato dal direttore generale dell'Esa, Josef Aschbacher, gli astronauti sono informati ma l'addestramento e la concentrazione sul lavoro e gli esperimenti garantiscono l'isolamento e la cooperazione, non ci sono tensioni. La stazione spaziale internazionale è dunque rimasta l'unico luogo in cui l'Agenzia spaziale europea e quella russa continuano a lavorare insieme, dopo l'annuncio dell'Esa di sospendere tutte le collaborazioni con Mosca a seguito delle sanzioni internazionali.
Questa decisione ha portato alla sospensione del programma Exomars, e della missione Exomars2022, che sarebbe dovuta decollare a settembre proprio a bordo di un razzo russo Proton. In risposta al provvedimento, il capo del Roscosmos Rogozin ha annunciato che la Russia preparerà una propria missione verso Marte: "Perderemo diversi anni, ma replicheremo il nostro lander, gli forniremo il veicolo di lancio Angara e condurremo questa spedizione di ricerca da soli dal nuovo complesso di lancio del cosmodromo di Vostochny. Senza "amici europei" ha scritto in un post Telegram.