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Venezia, l'ultima trovata contro l'invasione dei gabbiani: "Ecco l'aquilone a forma di falco"

Foto di #maurizio_torresan_official   
Oltre 500 coppie assediano piazza San Marco. E i commercianti cercano escamotage per scacciarli: "Appena i clienti si alzano bisogna però pulire subito il tavolo perché non funzionano contro i piccioni"
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VENEZIA - Rieccoli. Opportunisti, intelligenti e senza scrupoli. Durante la pandemia sembravano diminuiti, ma in realtà con la ripresa del turismo sono tornati più affamati e più numerosi che mai. Parliamo dei gabbiani reali che ormai si sono trasferiti stabilmente in città dove vivono, indisturbate sui tetti, 500 coppie, sempre pronte a fiondarsi su panini, patatine e qualsiasi cosa sappia di cibo. Un incubo per residenti e turisti che vogliono rilassarsi seduti nei locali all'aperto tanto che l'AVA (associazione veneziana albergatori) terrà un corso ad hoc per conoscere tecniche e strategie per allontanare gabbiani reali e piccioni.

Nella lotta senza violenza tra umani e volatili negli anni se ne sono viste di ogni: dai falchi in plastica appoggiati come soprammobili sui tavolini alle pistole colorate ad acqua. "Ho usato le pistole ad acqua qualche anno fa e funzionava…

VENEZIA - Rieccoli. Opportunisti, intelligenti e senza scrupoli. Durante la pandemia sembravano diminuiti, ma in realtà con la ripresa del turismo sono tornati più affamati e più numerosi che mai. Parliamo dei gabbiani reali che ormai si sono trasferiti stabilmente in città dove vivono, indisturbate sui tetti, 500 coppie, sempre pronte a fiondarsi su panini, patatine e qualsiasi cosa sappia di cibo. Un incubo per residenti e turisti che vogliono rilassarsi seduti nei locali all'aperto tanto che l'AVA (associazione veneziana albergatori) terrà un corso ad hoc per conoscere tecniche e strategie per allontanare gabbiani reali e piccioni.

Nella lotta senza violenza tra umani e volatili negli anni se ne sono viste di ogni: dai falchi in plastica appoggiati come soprammobili sui tavolini alle pistole colorate ad acqua. "Ho usato le pistole ad acqua qualche anno fa e funzionavano, ma poi i bambini giustamente le usavano per giocare, correre tra i tavoli e spruzzarsi e non tutti gradivano" racconta Claudio Vernier, proprietario del Bar Todaro in piazza San Marco "Da un po' di tempo ha trovato la soluzione: un aquilone a forma di falco. Essendo di fronte al Bacino c'è sempre quell'arietta che lo fa volteggiare di qua e di là e, pur di non rischiare di essere attaccati, nessun gabbiano si avvicina. Il problema è che non funziona per i piccioni e bisogna stare attentissimi quando si alzano i clienti ad arrivare subito, altrimenti volano sui tavolini per cercare cibo". Eh sì perché tra le caratteristiche dei gabbiani c'è quella di avere una spiccata intelligenza. Con il tempo però gli esperti sono riusciti a scovare anche i loro punti deboli, per esempio che non sopportano l'odore dell'aglio. "La nostra azienda si è specializzata in diverse tecniche per allontanare i gabbiani", spiega Carlo Mazzer della SGD Group, chiamato dall'albergatore Francesco Boemo a tenere un corso per i 500 soci dell'Ava.

"Tanti alberghi ormai utilizzano i falconieri. Per adesso è il metodo che funziona di più perché i gabbiani hanno paura dei falchi. Noi lo utilizziamo ormai da anni al cimitero di San Michele che anni fa era invaso dai gabbiani. Ora invece andiamo regolarmente con il falco e la situazione è sotto controllo". Ci sono altre tecniche, per esempio il bird wird, un cavo in acciaio per impedire che si appoggino su determinate superfici o dei dischetti posizionati in punti strategici con bioadesivo che emanano fragranze che disturbano i volatili, come per esempio l'aglio.

"In questo caso però i dischetti non si possono mettere dove ci sono le persone perché l'odore si sentirebbe e potrebbe disturbare anche gli umani" chiarisce Mazzer. Non è finita. Tra le altre tecniche ci sono delle reti che vengono posizionate, per esempio su chiostri o altri locali all'aperto, e anche dei laser che non fanno male alla vista degli umani, ma disturbano i volatili. "Il problema dei laser è che il cameriere di un locale non può passare il tempo a puntarlo sui volatili" spiega il veneziano Mazzer.

"Ci sono delle tecniche di dissuasione meccaniche, come appunto il bird wird o aghi e fili sulle superfici per impedire che si posino, ma anche acustiche". Insomma, non è facile trovare delle strategie per fregare i pennuti, soprattutto perché sono dei veri opportunisti che quando capiscono dov'è il trucco lo trasmettono subito alla prole. "Nel 2005 c'erano 24 coppie di gabbiani reali in città, contro le 430 del 2018 e le 500 del 2021" spiega Francesca Coccon, scienziata ambientale e ricercatrice al Corila. "Pensavamo che durante la pandemia fossero diminuiti, ma in realtà sono cresciuti, probabilmente perché si riproducono indisturbati sui tetti". Coccon ha passato molto tempo sui campanili di Venezia per contare quanti nidi ci fossero. "I gabbiani sono opportunisti per natura e cleptoparassiti, ovvero rubano il cibo, anche agli umani" racconta la ricercatrice. "Per esempio se un cormorano ha pescato un pesce o ha del cibo nel becco i gabbiani reali lo attaccano in gruppo fino a quando nella collisione gli fanno cadere la preda per rubargliela".

Fino a qualche anno fa a Venezia non c'era la raccolta di rifiuti porta a porta come avviene oggi ed era un paradiso per i gabbiani che trovavano senza fare fatica cibo in quantità. "Negli ultimi anni i dissuasori meccanici, sempre più spesso installati nelle facciate dei palazzi, hanno ridotto i posatoi e i siti di nidificazioni e la raccolta differenziata ha limitato il cibo che prima trovavano ovunque. Per questo oggi vediamo che mangiano di tutto, dai topi ai piccioni". E se vi capita un faccia a faccia con un gabbiano che vi fissa mentre mangiate, non cascateci perché è tutta una messa in scena ideata per impietosirvi. "Si chiama mendicanza" conclude Coccon "E' un'altra tecnica che utilizzano per chiedere cibo".