Braccio di ferro sui bambini ucraini, Lamorgese: "277 non accompagnati inseriti nel nostro sistema di accoglienza". Le associazioni: "Non hanno bisogno di tutore"
Quelli arrivati davvero soli o intercettati dalla polizia di frontiera al loro ingresso in Italia senza un adulto di riferimento sono solo 277. Ma i minori in fuga dall'Ucraina senza almeno un genitore e adesso al sicuro in Italia con familiari non diretti, amici, vicini di casa, educatori sono certamente alcune migliaia. Ma, ancora, sfuggono al controllo dei tribunali per i minori, unici titolari della nomina di un tutore legale, e rischiano di finire in quello che la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese ha definito un "welfare parallelo".
"Nel nostro sistema d'accoglienza sono inseriti 277 minori non accompagnati, 192 in famiglie autorizzate dal Tribunale per i minorenni e 82 in strutture sempre autorizzate dal Tribunale - ha detto Lamorgese - C'è l'esigenza di ottenere un completo censimento del fenomeno, soprattutto incrementando i controlli alle frontiere per evitare zone d'ombra che favoriscano interessi e traffici criminal…
Quelli arrivati davvero soli o intercettati dalla polizia di frontiera al loro ingresso in Italia senza un adulto di riferimento sono solo 277. Ma i minori in fuga dall'Ucraina senza almeno un genitore e adesso al sicuro in Italia con familiari non diretti, amici, vicini di casa, educatori sono certamente alcune migliaia. Ma, ancora, sfuggono al controllo dei tribunali per i minori, unici titolari della nomina di un tutore legale, e rischiano di finire in quello che la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese ha definito un "welfare parallelo".
"Nel nostro sistema d'accoglienza sono inseriti 277 minori non accompagnati, 192 in famiglie autorizzate dal Tribunale per i minorenni e 82 in strutture sempre autorizzate dal Tribunale - ha detto Lamorgese - C'è l'esigenza di ottenere un completo censimento del fenomeno, soprattutto incrementando i controlli alle frontiere per evitare zone d'ombra che favoriscano interessi e traffici criminali. Tutti i minori che varcano la frontiera vengono identificati ed a loro è stato garantito l'accesso alle attività scolastiche: sono più di 5mila ucraini che hanno già avuto primo contatto con le istituzioni scolastiche".
L'allarme tratta
L'allarme tratta per i piccoli profughi ucraini, non fosse altro che per il numero e gli arrivi così consistenti e non organizzati nel giro di poche ore, in Italia e in tutta Europa è altissimo. Tanto che Save the children, con il suo direttore Pete Walsh ha chiesto una moratoria immediata alle adozioni internazionali. Il rischio, con un milione e mezzo di bambini giù fuggiti dall'Ucraina, è che le organizzazioni criminali lucrino sulla tratta dei minori da far finire nel giro della prostituzione o delle scorciatoie per le adozioni internazionali.
Una paura, espressa chiaramente non solo dai genitori rimasti in Ucraina che sono riusciti a mettere in salvo i loro bimbi affidandoli ad amici e parenti e che sperano di riavere presto, ma anche dalle stesse associazioni che da sempre lavorano con il mondo dell'infanzia nei Paesi dell'est. E quello che sta avvenendo in queste settimane anche in Italia conferma che il timore di non riuscire ad intercettare, identificare e gestire gli spostamenti e la permanenza dei piccoli profughi è più di un timore.
Lo scontro sulle adozioni
Le associazioni italo-ucraine contestano la strada della nomina di nuovi tutori legali. ""I minori arrivati sul suolo italiano non possono essere né adottati né affidati. Lo Stato ucraino ha già assegnato loro dei tutori, e dovranno rientrare in Ucraina non appena possibile. Pertanto la loro permanenza in Italia va gestita soltanto dalle associazioni di accoglienza temporanea", dice Yuliya Dynnichenko, presidente dell'associazione italo-ucraina I Nuovi Confini, in audizione alla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, in cui ha avvertito sul rischio di un incidente diplomatico.
"La procedura applicata per l'accoglienza temporanea di minori è stata usata negli ultimi 30 anni, dal post-Chernobyl in poi", ha spiegato Dynnichenko. Tale procedura, che prevede la collocazione dei minori presso famiglie accoglienti, "è stata rimessa in discussione dopo l'arrivo di alcuni minori a Capo Vaticano in Calabria, dove sono rimasti 5 giorni in albergo per la quarantena". "La questura di Vibo Valentia ci ha contattati sostenendo che i minori non erano accompagnati. Siamo riusciti a dimostrare la validità dei poteri dei tutori nominati per questi minori, poiché le procure rilasciano il nulla osta alle famiglie accoglienti", ha proseguito Dynnichenko. "Non siamo però riusciti a dimostrare lo stesso alla procura dei minori di Catanzaro, che non si è ancora pronunciata direttamente ma attraverso la prefettura ha cominciato a comunicare che vorrebbe nominare le famiglie accoglienti come tutori dei minori". "Lo stato ucraino a cui i bambini appartengono - ha sottolineato Dynnichenko - non accetta tale violazione, che sarebbe grave e potrebbe portare a un incidente diplomatico tra l'Italia e l'Ucraina".
Lo conferma la presidente del tribunale dei minori di Milano Maria Carla Gatto che ha sul tavolo 125 fascicoli di minori non accompagnati giunti dall'Ucraina. "Ma - dice - sono tutti casi che ci sono stati segnalati dalla polizia di frontiera, dalle forze dell'ordine e alcuni anche da familiari residenti in Italia. Pochissime invece le segnalazioni da parte di enti o associazioni che si stanno occupando di far arrivare in Italia questi bambini. Questo significa che la maggior parte di loro, sebbene arrivata in Italia senza genitori, non è tracciato e non gode in questo momento della tutela necessaria".
Il ruolo del Tribunale dei minori
E questo è l'anello debole della catena in cui potrebbero inserirsi le organizzazioni criminali. Secondo la legge italiana, infatti, qualsiasi minore entrato nel territorio con un adulto che non sia almeno uno dei genitori, va considerato non accompagnato. Deve essere identificato, deve essere accertata l'identità del suo accompagnatore e il legame che li unisce (tutti passaggi per i quali occorrono uomini e mezzi non sempre disponibili e documentazione che non sempre i profughi hanno con sè essendo scappati con poche cose e non sempre con i documenti). Se il tribunale dei minori riterrà il legame valido e sicuro, nominerà tutore legale la stessa persona con cui il minore si presenta. Analogo iter per le migliaia di bambini, ospiti di comunità e orfanotrofi ( pure avendo i genitori ancora in vita) arrivati con gli educatori a cui erano affidati in Ucraina ma che, fuori dai confini del loro Paese, non possono essere considerati tutoti legalmente riconosciuti. Anche loro dunque devono passare dalla nomina di un tutore da parte dei tribunali dei minori.
Tutte criticità evidenziate ancora oggi nella cabina di regia a cui hanno partecipato anche il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, quella degli Affari regionali Maria Stella Gelmini, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, le Regioni, l'Upi e l'Anci. " C'è molta preoccupazione rispetto alla cura e ai servizi che dobbiamo garantire ai tantissimi bambini minori accompagnati e non, in fuga dalla guerra. Occorre una mappatura certa dei dati di ingresso dei minori che arrivano dall'Ucraina per organizzare al meglio l'accoglienza sia dal punto di vista sanitario che scolastico", dice Stefania Proietti, Presidente della Provincia di Perugia responsabile Upi per le politiche dei migranti minori. "I Comuni, soprattutto i piccoli, non sono in grado di rispondere all'emergenza senza un supporto economico e di personale, in particolare per l'inserimento scolastico di bambini e ragazzi, che ha costi elevatissimi, considerando che le spese che gravano sulle casse dei Comuni comprendono anche quelle per le mense e i trasporti"
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