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Emergenza siccità, a Padova processioni e preghiere per invocare la pioggia

Una processione propiziatoria della pioggia 
Don Sandro Manfrè, originario di Eraclea e da un mese assistente ecclesiastico della Coldiretti, nelle messe ha invitato i fedeli a invocare il Signore per far piovere: "Rito antico: al centro c'è sempre il rapporto di fede" 
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PADOVA - Alla faccia di chi teorizzava la scomparsa del sacro. Sabino Samele Acquaviva, studioso di sociologia della religione dell'Università di Padova, fece di questa tesi la sua bandiera, convinto com'era che il processo di secolarizzazione in atto fosse inesorabile e incontenibile.

Ignorava forse la profondità del legame tra la gente del suo Veneto bianco e l'autorità assoluta. Nel 2022 non solo si prega ancora, ma il segno della croce può diventare anche un rito propiziatorio per invocare la pioggia. "Il fatto che si preghi per questo non è insolito. Del resto, quando un figlio ha un problema, non chiede aiuto al padre?", dice con estrema semplicità don Sandro Manfrè, originario di Eraclea e da un mese assistente ecclesiastico della Coldiretti.

È l'associazione che rappresenta gli agricoltori italiani ad annunciare l'inizio dei tridui (ciclo di preghiere della durata di tre giorni) per in…

PADOVA - Alla faccia di chi teorizzava la scomparsa del sacro. Sabino Samele Acquaviva, studioso di sociologia della religione dell'Università di Padova, fece di questa tesi la sua bandiera, convinto com'era che il processo di secolarizzazione in atto fosse inesorabile e incontenibile.

Ignorava forse la profondità del legame tra la gente del suo Veneto bianco e l'autorità assoluta. Nel 2022 non solo si prega ancora, ma il segno della croce può diventare anche un rito propiziatorio per invocare la pioggia. "Il fatto che si preghi per questo non è insolito. Del resto, quando un figlio ha un problema, non chiede aiuto al padre?", dice con estrema semplicità don Sandro Manfrè, originario di Eraclea e da un mese assistente ecclesiastico della Coldiretti.

È l'associazione che rappresenta gli agricoltori italiani ad annunciare l'inizio dei tridui (ciclo di preghiere della durata di tre giorni) per invocare la pioggia dopo un inverno con precipitazioni praticamente dimezzate e l'allarme siccità aggravato dagli incendi. A fianco degli agricoltori, come specifica Coldiretti, ci sono anche i sacerdoti, che organizzano cicli di preghiere e liturgie con la ripresa di riti antichi, come le rogazioni e le processioni propiziatorie sulla buona riuscita delle seminagioni.

Tra sabato e domenica, nelle varie messe, il parroco di San Marco a Camposampiero (Padova), ha più volte pregato e invitato i fedeli alla preghiera perché torni la pioggia. "Siamo molto preoccupati per il nostro ambiente e per la salute di tutti. Molti nostri agricoltori mi hanno chiesto di pregare perché torni l'acqua e quindi abbiamo invocato un aiuto dal Signore", spiega don Bruno Bevilacqua. "Oltre alla pandemia e alla guerra, anche la siccità è diventata una preoccupazione che in molti mi sottopongono". Il prossimo appuntamento è lunedì sera, alle 20.30.

La siccità, come risulta dagli studi di Coldiretti, minaccia oltre il 30% della produzione agricola nazionale, fra pomodoro da salsa, frutta, verdura e grano. Ma ci sono anche l'orzo, il frumento, il mais, i girasoli, la soia. E la mancanza di acqua impatta anche sugli allevamenti. E quindi si prega uno accanto all'altro, con il rosario stretto bene in pugno.

"Le preghiere di rogazione ci sono sempre state" spiega don Manfrè. "Si fanno tradizionalmente dopo Pasqua. Una volta erano più sentite, c'era una società agricola". La preghiera propiziatoria è resistita attraverso i secoli passando per la società tradizionale improntata sulla stabilità, per quella moderna votata al progresso e al cambiamento e ora sopravvive addirittura alla società postmoderna della provvisorietà e della rete.

"Non si tratta di fare la danza della pioggia, al centro c'è sempre il rapporto di fede" specifica il prete riferimento per gli associati alla Coldiretti. La religione come istituzione in grado di garantire la tradizione e di rendere eterno questo criterio di legittimazione: il "si è sempre fatto così". "Da bambino si andava nei campi di buon mattino con le preghiere di benedizione" continua Sandro Manfrè. "C'era un rapporto stretto con la natura e l'ambiente: ora ce ne rendiamo conto di quanto fosse importante quel legame. I nostri vecchi erano molto più consapevoli di noi. Per questo dovremmo impegnarci a cambiare".

"Pregare per la pioggia, avveniva nell'antichità e avviene oggi", dice Nunzio Primavera di Coldiretti. Sono segni di fede che fanno parte della cultura contadina". Dunque garanzia dell'ordine sociale e capacità di previsione dei comportamenti delle persone, in qualche ambito, sono ancora oggi appannaggio del crocefisso e dei suoi significati. Nonostante Marx, Freud e Nietzsche. Non era scontato ieri, non è banale oggi.