Laura Massaro: “Adesso mio figlio sa che nessuno potrà separarci. E lui si è messo a ballare”
di Maria Novella De Luca , di Maria Novella De Luca"Sono rinata il 24 marzo 2022 e con me sono rinati mio figlio e i miei genitori. Cosa ho fatto? Ho pianto un intero pomeriggio, per la gioia, per scaricare la tensione, perché abbiamo sofferto troppo. Invece L. ballava e cantava, sa che da adesso nessuno potrà più strapparlo dai suoi affetti e portarlo in casa famiglia. Stasera mangerà una pizza con i suoi amici e io sono pregata, rigorosamente, di restare a distanza. Quando il nostro calvario è iniziato L. aveva tre anni, oggi ne ha dodici e sta serenamente entrando nell'adolescenza. Nonostante un'infanzia tormentata da giudici, perizie, tribunali".
Laura Massaro, simbolo di tutte le madri accusate di alienazione parentale a cui hanno portato via - o cercato di portare via i figli dopo aver denunciato i propri ex di violenza - respira e sorride. Il 24 marzo 2022 con una clamorosa sentenza la Cassazione ha stabilito che il figlio di Laura non potrà essere prelevato con…
"Sono rinata il 24 marzo 2022 e con me sono rinati mio figlio e i miei genitori. Cosa ho fatto? Ho pianto un intero pomeriggio, per la gioia, per scaricare la tensione, perché abbiamo sofferto troppo. Invece L. ballava e cantava, sa che da adesso nessuno potrà più strapparlo dai suoi affetti e portarlo in casa famiglia. Stasera mangerà una pizza con i suoi amici e io sono pregata, rigorosamente, di restare a distanza. Quando il nostro calvario è iniziato L. aveva tre anni, oggi ne ha dodici e sta serenamente entrando nell'adolescenza. Nonostante un'infanzia tormentata da giudici, perizie, tribunali".
Laura Massaro, simbolo di tutte le madri accusate di alienazione parentale a cui hanno portato via - o cercato di portare via i figli dopo aver denunciato i propri ex di violenza - respira e sorride. Il 24 marzo 2022 con una clamorosa sentenza la Cassazione ha stabilito che il figlio di Laura non potrà essere prelevato con la forza e allontanato dalla madre. Così come invece aveva chiesto il padre, denunciato da Laura per violenza, dopo la separazione. In modo definitivo la Suprema Corte ha affermato che il (famigerato) concetto di "alienazione parentale", dovrà essere bandito, per sempre, dai tribunali italiani.
Laura, quanto è importante questa sentenza? Se l'aspettava?
"E' enormemente importante. Non solo per me e per L., ma per tutti gli altri bambini strappati con la forza fisica dai loro affetti e portati in case famiglia, nel divieto assoluto di avere contatti con le madri. Metodi fuori dallo stato di diritto, ha detto la Cassazione".
Eppure avviene nelle separazioni difficili, quasi sempre quando le donne denunciano i propri compagni di abusi. Invece di essere credute vengono loro tolti i figli".
"E' quello che per tre volte stava per accadere a L., per tre volte agenti in borghese e assistenti sociali hanno provato ad entrare in casa e portarlo via. Non ci sono riusciti. Il loro progetto era quello di resettare, pensate, il suo cervello, per favorire l'incontro con un padre che lui non vuole vedere. E' disumano".
Ora cosa succede? L. potrà serenamente vivere con lei?
"Si torna al processo d'appello che aveva decretato il suo collocamento in casa famiglia, misura bocciata adesso dalla Cassazione".
Dunque la strada è ancora lunga.
"La battaglia continua ma con un macigno in meno. Senza quell'angoscia con la quale mi svegliavo ogni mattina temendo che fosse il giorno in cui avrebbero sequestrato L. Questa sentenza della Cassazione cambia tutto. A cominciare dall'aver finalmente riconosciuto che mio figlio è un soggetto di diritto e non di spartizione".
In che senso Laura?
"Perché la Cassazione afferma tre cose fondamentali. Primo: la sindrome di alienazione parentale, suggerita anche attraverso altri sinonimi, già bocciata dalla comunità scientifica mondiale, non esiste. Secondo: il principio della bigenitorialità, evocato dai padri, non si può certo risolvere cancellando la madre. Quale bigenitorialità sarebbe, altrimenti?".
Il terzo punto?
"I diritti dei minori. La Cassazione ricorda che le conseguenze di questi strappi dalle madri, cui viene impedito ogni contatto con i figli, hanno effetti devastanti sui bambini. I quali, ed è un altro punto centrale, devono essere ascoltati dai giudici, non dai periti".
Cosa le ha detto suo figlio quando è arrivata la sentenza?
"Ha soltanto dodici anni ma è già molto maturo. Del resto è da quando era piccolissimo che viene sottoposto a perizie e contro-perizie, che hanno sempre confermato il suo equilibrio e la sua saldezza psicologica. Mi ha detto: mamma sei sicura, hai letto bene? Allora andiamo a festeggiare. E si è messo a ballare. Anche sul volto dei miei genitori, i suoi adorati nonni, che con noi hanno sofferto in modo indicibile, ho visto tornare l'allegria".
Cosa si sente di dire alle madri che combattono per poter riabbracciare i propri figli?
"Noi siamo tutte vittime di violenza istituzionale. Però il mio consiglio è quello di mantenere, in un angolo del cuore, la speranza e un po' di fiducia nella giustizia. La mia sentenza di Cassazione sarà un pilastro per le tante madri che oggi ancora piangono".