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Aumentano i contagi bis: i riluttanti alla terza dose rischiano il doppio

(ansa)
Reinfezioni: le donne più colpite degli uomini
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I non vaccinati non sono solo maggiormente esposti alla malattia ma anche alla possibilità di venire infettati per una seconda volta dopo una prima positività al virus. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, le persone senza alcuna copertura hanno il triplo del rischio di andare incontro a una reinfezione rispetto a chi ha ricevuto le somministrazioni da meno di 120 giorni. Anche chi ha fatto il vaccino da oltre quattro mesi rischia di più, quasi due volte, rispetto a chi lo ha avuto di recente. E infatti gli esperti consigliano di fare la terza dose appena possibile, cioè quando sono trascorsi i 120 giorni dalla seconda, aumentando così sensibilmente la protezione. Sono ancora molti coloro che non hanno ricevuto il booster malgrado possano richiederlo e tra questi circa 1,5 milioni hanno più di 60 anni, persone che se sviluppano il Covid sono a rischio.

I non vaccinati non sono solo maggiormente esposti alla malattia ma anche alla possibilità di venire infettati per una seconda volta dopo una prima positività al virus. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanità, le persone senza alcuna copertura hanno il triplo del rischio di andare incontro a una reinfezione rispetto a chi ha ricevuto le somministrazioni da meno di 120 giorni. Anche chi ha fatto il vaccino da oltre quattro mesi rischia di più, quasi due volte, rispetto a chi lo ha avuto di recente. E infatti gli esperti consigliano di fare la terza dose appena possibile, cioè quando sono trascorsi i 120 giorni dalla seconda, aumentando così sensibilmente la protezione. Sono ancora molti coloro che non hanno ricevuto il booster malgrado possano richiederlo e tra questi circa 1,5 milioni hanno più di 60 anni, persone che se sviluppano il Covid sono a rischio.

Dal 24 agosto dell'anno passato a mercoledì scorso i casi di reinfezione sono stati 282.654, cioè il 3% del totale dei casi notificati. E con l'arrivo di Omicron a dicembre scorso le reinfezioni sono triplicate. Nell'ultima settimana il dato sale al 3,4%. Il rischio di essere positivi di nuovo raddoppia se sono passati almeno 210 giorni dalla prima diagnosi. Le donne si contagiano nuovamente più spesso (1,2 volte), anche perché, spiegano dall'Istituto, sono molto più presenti nel mondo scolastico "dove viene effettuata una intensa attività di screening. Inoltre svolgono più spesso la funzione di caregiver in ambito familiare". Stesso discorso vale per i giovani, in particolare i ventenni, più esposti al rischio di reinfezione (quasi il doppio) rispetto ai cinquantenni. Gli over 80, che sono più vaccinati di tutti, hanno invece un rischio di un terzo, sempre nei confronti di chi ha tra 50 e 59 anni, di reinfettarsi.

Riguardo alla campagna di vaccinazione, non sarà più la struttura commissariale guidata dal generale Francesco Figliuolo ad occuparsi, tra l'altro, di approvvigionamento e distribuzione. Dal primo aprile nascerà l'"Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l'adozione di altre misure di contrasto alla pandemia", con al vertice un militare, affiancato dal segretario generale del ministero alla Salute Giovanni Leonardi. Dall'anno prossimo tutta l'attività passerà al ministero guidato da Roberto Speranza.