Turismo, la Pasqua in bilico degli italiani, tra disdette e prezzi folli
di Federica Angeli , Viola Giannoli , di Federica Angeli, Viola GiannoliL'illusione è durata poco. Poi sono arrivate le disdette da un lato e dall'altro i ritocchi, già pesanti, sui listini. Le prenotazioni in hotel segnano un -30%, lamentano gli albergatori, che però alzano i prezzi. L'Istat segna un +14,6% su base annua sui pacchetti vacanze nazionali e un +8,4% sulle strutture alloggiative a febbraio. "Se questo è il trend in un mese così piatto per i viaggi - spiega Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatore - temiamo rialzi ben maggiori ad aprile". Le proiezioni parlano di un ulteriore +13,5%.
Sarà la terza Pasqua nera, consecutiva, per il turismo italiano. E per chi vuole, anzi vorrebbe, partire. Non sono bastati il 2020 di lockdown e il 2021 con una pandemia che ha reso insicuri gli spostamenti e non ha mai abbassato l'asticella del rischio, se non in estate. Le aspettative di quest'anno sono crollate davanti al caro-benzina, al caro-bollette, al caro-…
L'illusione è durata poco. Poi sono arrivate le disdette da un lato e dall'altro i ritocchi, già pesanti, sui listini. Le prenotazioni in hotel segnano un -30%, lamentano gli albergatori, che però alzano i prezzi. L'Istat segna un +14,6% su base annua sui pacchetti vacanze nazionali e un +8,4% sulle strutture alloggiative a febbraio. "Se questo è il trend in un mese così piatto per i viaggi - spiega Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatore - temiamo rialzi ben maggiori ad aprile". Le proiezioni parlano di un ulteriore +13,5%.
Sarà la terza Pasqua nera, consecutiva, per il turismo italiano. E per chi vuole, anzi vorrebbe, partire. Non sono bastati il 2020 di lockdown e il 2021 con una pandemia che ha reso insicuri gli spostamenti e non ha mai abbassato l'asticella del rischio, se non in estate. Le aspettative di quest'anno sono crollate davanti al caro-benzina, al caro-bollette, al caro-energia, al caro-container, conseguenze indirette anche del conflitto Russia-Ucraina. Lo sconto di 30 centesimi sul carburante fino al 21 aprile non è bastato. Il "caro-tutto" scoraggia le spese non essenziali come i viaggi, taglia i weekend fuori porta in auto e al tempo stesso innesca spirali di rialzo dei prezzi che rischiano di svuotare ancor di più gli hotel.
Crollano le partenze
"Le prospettive di questa primavera per il turismo erano molto alte - spiega Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti -. Oggi però l'aumento dei costi dei carburanti si riflette sul costo dei viaggi e gli italiani, già messi alle strette dal caro bollette, hanno deciso di ridurre il budget: uno su tre taglia le spese turistiche alla voce 'viaggi di Pasqua' e nel complesso su tutti i fine settimana di aprile e maggio, e la domanda internazionale rimane sotto le attese". A Roma le prenotazioni sono la metà di quelle del 2019, 250 alberghi sono chiusi e il turismo a cinque stelle ha registrato 200 milioni di euro di entrate mancate se consideriamo il solo turismo russo. "Da quando è cominciata la guerra sono fioccate le cancellazioni per aprile e maggio", spiega Giuseppe Roscioli, presidente Federalberghi Roma e Lazio. "A Milano sono solo 6mila, a oggi, le camere occupate su una disponibilità di 30mila stanze, il 20%. A marzo di due anni fa erano il 75%", racconta il presidente della Federalberghi locale, Maurizio Nano.
I conti degli albergatori
Si sono fatti i conti gli albergatori. Per molte strutture le bollette sono aumentate del 400%, per altre si arriva al 600%, mentre il costo dell'energia è raddoppiato. Secondo Confcommercio, ad esempio, la bolletta di un hotel a cinque stelle che nel gennaio 2021 costava 11.500 euro, adesso è diventata di 36.500. Poi c'è il costo delle lavanderie che hanno già comunicato un aumento importante dei prezzi. E ancora i costi delle forniture, con il merluzzo salito del 20%, la carne di maiale del 30. Tanto che la Fipe Confcommercio di Roma ha lanciato l'idea di una piattaforma d'acquisto online unica ad adesione libera per contenere i prezzi dei grossisti e limitare i ritocchi sui listini.
L'aumento delle tariffe
Ma basta guardare i dati Istat di febbraio per scoprire come, rispetto a un anno fa, le tariffe siano già lievitate. L'Unc ha stilato la top ten dei rincari nel turismo: pacchetti vacanza nazionali +14,6%, alberghi e motel +8,4%, musei e monumenti + 7%, pacchetti vacanza internazionali +6,8%, parchi nazionali, zoo e orti botanici +6,4%. E ancora: villaggi vacanze, campeggi e ostelli +5,6%; pizzerie +3%; alloggi in altre strutture +2,9%; ristoranti +2,8%; b&b e agriturismi +2,4%. "Dobbiamo rivedere le tariffe che abbiamo impostato a novembre o dicembre, siamo costretti ad aumentarle minimo del 20%", ammette Emiliano Pigliapoco, presidente di Federalberghi Marche. E per l'estate pure i bagnini di Rimini mettono le mani avanti: "Lettini e ombrelloni costeranno di più". Anche in riva al mare si parla di aumenti del 20%.
La tassa sull'energia
Circola pure un'altra proposta: non alzare i prezzi al listino ma introdurre un supplemento extra, accanto alla tassa di soggiorno. Si chiama energy surcharge, sovrapprezzo di energia. "Una maggiorazione temporanea - specificano i rappresentanti locali di Federalberghi - tramite cui si potrebbe fare ai clienti un'offerta trasparente e confrontabile, senza inserire nuovi aumenti sui prezzi base del servizio". "Una follia", commenta il Codacons. "Le famiglie sono già in difficoltà con i rincari in casa propria, non possono pagare anche gli extra delle strutture alloggiative. L'aumento delle tariffe non è una strategia lungimirante, anzi rischia di essere controproducente".
Dal Baltico all'Est Europa, addio vacanze
Se il turismo di prossimità sta tagliando ponti brevi, quello straniero che la faceva da padrona nelle città d'arte italiane, soprattutto nella settimana di Pasqua, è invece crollato a causa del conflitto russo-ucraino. La guerra non ha fermato solo i viaggiatori dei due Paesi coinvolti. "Assistiamo - spiega ancora il presidente di Assoturismo, ma con lui anche Federalberghi e Turismo responsabile - a una diminuzione generale delle prenotazioni da tutta l'area dell'Europa orientale e del Baltico, dalla Finlandia all'Ungheria passando per Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania, mercati minori ma che prima della pandemia avevano mostrato un crescente interesse per l'Italia". E fuggono pure i turisti americani: le cancellazioni delle prenotazioni sono arrivate dal secondo giorno di guerra, a fine febbraio.