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Caro benzina, il costo dei biglietti per i traghetti schizza alle stelle: estate a rischio

Rifornire le navi costa il 30 per cento in più. Messina (Assarmatori). "A risentirne non solo i vacanzieri ma anche la popolazione, che vedrà lievitare i prezzi degli approvvigionamenti alimentari"
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GENOVA - Il petrolio schizza verso l'alto e costringe le navi a rifornimenti talmente costosi da mettere a rischio la prossima stagione estiva dei collegamenti con le isole. In attesa che la transizione energetica faccia il suo corso e che gas naturale liquefatto, ammoniaca e idrogeno diventano la nuova "benzina", il 90 per cento delle navi viaggia ancora con il carburante tradizionale, quel "bunker" totalmente condizionato dall'andamento del mercato del brent, il cui prezzo al barile è raddoppiato in poche settimane ed è stabilmente al di sopra dei 100 dollari. Quello che può accadere da qui ai prossimi mesi è ancora tutto da scrivere, ma se i prezzi non si ridurranno o il governo non interverrà a sostegno del settore, c'è il rischio che l'aumento del costo del biglietto sarà particolarmente pesante per il popolo dei vacanzieri con auto al seguito. Il primo a lanciare l'allarme, nei giorni scorsi…

GENOVA - Il petrolio schizza verso l'alto e costringe le navi a rifornimenti talmente costosi da mettere a rischio la prossima stagione estiva dei collegamenti con le isole. In attesa che la transizione energetica faccia il suo corso e che gas naturale liquefatto, ammoniaca e idrogeno diventano la nuova "benzina", il 90 per cento delle navi viaggia ancora con il carburante tradizionale, quel "bunker" totalmente condizionato dall'andamento del mercato del brent, il cui prezzo al barile è raddoppiato in poche settimane ed è stabilmente al di sopra dei 100 dollari. Quello che può accadere da qui ai prossimi mesi è ancora tutto da scrivere, ma se i prezzi non si ridurranno o il governo non interverrà a sostegno del settore, c'è il rischio che l'aumento del costo del biglietto sarà particolarmente pesante per il popolo dei vacanzieri con auto al seguito. Il primo a lanciare l'allarme, nei giorni scorsi, è stato il presidente di Assarmatori Stefano Messina che ha spiegato come il viaggio andata e ritorno da Genova a Olbia, per il costo del carburante, è cresciuto di 50mila euro, circa il trenta per cento in più di quanto la compagnia spende abitualmente. Proiezioni su altre rotte danno aumenti analoghi: 38mila euro per la Napoli-Palermo-Napoli e 27.300 euro in più per la Civitavecchia-Olbia-Civitavecchia. "Stando così le cose - ha spiegato Messina - l'unica alternativa alla sospensione dei servizi è l'aumento delle tariffe".

Una scelta obbligata

Si tratta di extracosti giornalieri che non paiono infatti sostenibili a parità di partenze e frequenze. A meno, appunto, di aumentare il costo dei biglietti per Sardegna, Sicilia, Corsica, Elba, isole minori. "Adeguare i noli e le tariffe, e quindi il costo dei biglietti, sarà una scelta obbligata per evitare la sospensione di quei servizi marittimi per le isole, che anche nei mesi più duri della pandemia hanno garantito comunque sia la continuità territoriale, sia il trasporto di passeggeri e merci, inclusi gli approvvigionamenti indispensabili specie per la Sardegna" aggiunge Messina.

Il problema degli approvvigionamenti

Ovviamente in gioco non c'è solo il comprensibile desiderio di vacanza estiva su un'isola italiana, ma ancor prima gli approvvigionamenti per la popolazione insulare, con un aumento dei costi che inevitabilmente andrebbe a riflettersi su quei beni di prima necessità trasportati via mare. Da questo punto di vista, i primi effetti del caro carburante si sono già registrati sul trasporto di merce, con l'adeguamento delle tariffe dei mezzi pesanti caricati sulle navi. Sulla Genova-Porto Torres, ad esempio, l'aumento per ogni semirimorchio caricato è di 50 euro, mentre su altre tratte l'extracosto è calcolato per metro lineare (lunghezza utilizzata per misurare i mezzi caricati): fra i 6 e gli 8 euro sulla Napoli-Palermo, 15 euro in più sulla Genova-Palermo, 20 euro in più sulla Genova-Malta.

L'appello al governo

Gli armatori si appellano anche al governo, affinché vengano individuate norme a sostegno del settore, facendo leva su quella "continuità territoriale di passeggeri e merci" che "è un diritto sancito dalla Costituzione". Il trasporto terrestre, in effetti, dal 2006 beneficia di un correttivo automatico delle tariffe sulla base dell'andamento del costo del carburante. Da qui, la richiesta del mondo armatoriale di una misura analoga anche per il comparto marittimo, specialmente per il naviglio impiegato nei collegamenti per le isole. In caso contrario, la stangata sui traghetti dell'estate sarà inevitabile.