Sicurezza stradale, il 13% degli automobilisti italiani ammette di guidare anche se ha bevuto troppo
di Vincenzo Borgomeo , di Vincenzo BorgomeoTroppi i rischi sottovalutati al volante: è questo il senso dell’inchiesta Altroconsumo, realizzata intervistando più di 1.700 automobilisti ai quali è stato chiesto di descrivere il loro stile di guida. Il quadro che emerge è pauroso: colpisce la leggerezza con cui si ammettono comportamenti gravissimi.
A partire dalla guida in stato di ebbrezza, una violazione al Codice della Sttrada sul quale si fonda addirittura l'istituzione del nuovo reato di omicidio stradale. Bene, secondo l'inchiesta, nonostante la maggioranza (87%) degli intervistati ritengano molto pericoloso guidare dopo avere assunto beva…
Troppi i rischi sottovalutati al volante: è questo il senso dell’inchiesta Altroconsumo, realizzata intervistando più di 1.700 automobilisti ai quali è stato chiesto di descrivere il loro stile di guida. Il quadro che emerge è pauroso: colpisce la leggerezza con cui si ammettono comportamenti gravissimi.
A partire dalla guida in stato di ebbrezza, una violazione al Codice della Sttrada sul quale si fonda addirittura l'istituzione del nuovo reato di omicidio stradale. Bene, secondo l'inchiesta, nonostante la maggioranza (87%) degli intervistati ritengano molto pericoloso guidare dopo avere assunto bevande alcoliche, il 13% degli automobilisti ammette di guidare anche dopo aver bevuto troppo. "Le risposte - spiegano da Altrocunsumo - denotano un forte legame tra i propri convincimenti e i comportamenti attuati: gran parte di chi guida in stato di ebbrezza, infatti, ritiene che guidando con prudenza la probabilità di fare un incidente in questo stato sia bassa. Tale idea è rafforzata anche dalla scarsità di controlli, il 16% degli intervistati reputa molto basso il rischio di essere multati per guida in stato di ebbrezza".
Altrettanto grave, l'atteggiamento con l'uso dello smartphone: il 27% degli automobilisti ammette di inviare messaggi al volante, mentre il 17% afferma di dare un’occhiata online durante la guida. Va bene, i numeri sono in linea con le tendenze risultanti dalle statistiche della Polizia in materia di guida distratta, che rappresenta la prima causa di incidenti con morti e feriti in Italia. Ma l’età qui risulta un fattore determinante per la distrazione con il cellulare: i conducenti meno attenti sono infatti quelli entro i 45 anni di età. La percentuale raddoppia nella fascia fino ai 25 anni: tra questi ben il 46% sostiene di mandare messaggi quando si trova al volante.
Quindi ubriachi e distratti dal cellulare: ecco la foto degli automobilisti italiani. Ma c'è di peggio: la sottovalutazione del problema della stanchezza: dall’indagine, infatti, emerge che il 26% dei rispondenti afferma di guidare anche quando si sente stanco.
E poi il problema irrisolto delle cinture di sicurezza: il 90% degli automobilisti afferma di utilizzarle sempre fuori città, mentre in ambito urbano questa percentuale scende al 76%. Dall’indagine emerge, inoltre, che il 37% degli automobilisti ritengono basso il rischio di essere multati per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, uno strumento fondamentale per ridurre il numero di vittime negli incidenti stradali.