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Scuola, il vademecum per fare il tampone a casa

I consigli di un farmacista su come effettuare l'esame, che si può utilizzare per testare gli alunni che hanno avuto contatti con un positivo e manifestano dei sintomi. I genitori autocertificano il risultato negativo
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Vengono definiti tamponi autosomministrati e dopo l'ultimo decreto del governo, quello del 24 marzo, sono destinati ad essere sempre più utilizzati nel nostro Paese. Se già nel decreto di febbraio l'esecutivo aveva introdotto i test fatti a casa esplicitamente per le scuole dell'infanzia e le elementari (mentre nulla si diceva per medie e superiori), l'atto più recente dice esplicitamente che si possono usare per tutti gli studenti, in alternativa ai rapidi in farmacia o ai molecolari. Riguardano coloro che hanno avuto contatti con un positivo. "

In tanti, in questi mesi, hanno comprato tamponi per farseli a casa, adesso quegli esami possono avere in certi casi un valore ufficiale (l'unica…

Vengono definiti tamponi autosomministrati e dopo l'ultimo decreto del governo, quello del 24 marzo, sono destinati ad essere sempre più utilizzati nel nostro Paese. Se già nel decreto di febbraio l'esecutivo aveva introdotto i test fatti a casa esplicitamente per le scuole dell'infanzia e le elementari (mentre nulla si diceva per medie e superiori), l'atto più recente dice esplicitamente che si possono usare per tutti gli studenti, in alternativa ai rapidi in farmacia o ai molecolari. Riguardano coloro che hanno avuto contatti con un positivo. "

In tanti, in questi mesi, hanno comprato tamponi per farseli a casa, adesso quegli esami possono avere in certi casi un valore ufficiale (l'unica Regione a introdurli per tutta la popolazione è stata l'Emilia-Romagna). Per avere un esame affidabile i genitori però devono seguire alcune regole. A spiegare come evitare gli errori è Vladimiro Grieco della farmacia Viminale a Roma. "Siamo stati probabilmente i primi a fare questi test a Roma, già nella prima fase dell'epidemia - spiega Grieco, che è anche segretario della Federazione giovani farmacisti". Lui ha fatto migliaia di esami.

"Intanto va detto che i test professionali che usiamo noi sono diversi dagli autotest, che hanno il bastoncino un po' più corto e talvolta la "testina" che viene infilata nel naso più grande - dice il farmacista -  Per il resto sono identici, hanno ad esempio la stessa soluzione per conservare il campione". Se fatto bene, l'autotest ha una affidabilità intorno all'80%, spiega Grieco, che intanto dice di "lavarsi bene le mani per lavorare senza rischio di contaminazioni. Il bastoncino va sempre tenuto sulla punta, ovviamente non si deve toccare la parte in cotone. Poi bisogna inserire il tampone nel naso facendo attenzione a non inclinicarlo in avanti, indietro o lateralmente rispetto alla narice. Deve entrare dritto". Uno dei punti delicati, anche perché a fare l'esame sono bambini e ragazzi, riguarda la profondità dell'inserimento. "Bisogna farlo entrare per qualche centimetro, fino a che non si sente una resistenza. Rispetto a quelli professionali, che devono arrivare alla rinofaringe e quindi alle alte ossa nasali, i tamponi per l'autotest si fermano più in basso, anche per questo spesso sono più grossi. Una volta che si è incontrata la resistenza, quindi, si gira il tampone su se stesso, tre volte a destra e tre a sinistra, diciamo per quattro secondi". Poi, come scritto nelle istruzioni di tutti i test, bisogna inserire il tampone nella fialetta per poi versare alcune gocce da qui alla "saponetta" in plastica dove, se c'è la positività appaiono due striscette. In caso di esame negativo la striscia è solo una.

"L'autotest è affidabile ma non subito dopo l'infezione - dice Grieco - All'inizio infatti il virus sta nell'area rinofaringea, più profonda, dove appunto arriviamo noi con i tamponi professionali. Riguardo ai risultati, è più facile che ci siano dei falsi negativi che falsi positivi. Diciamo che se una persona è positiva al Covid a casa e poi si reca da noi per avere una conferma, questa arriva sempre".