Ilaria Cucchi: "La condanna per i depistaggi sulla morte di mio fratello è la parola fine a 12 anni di veleni, posso tornare a vivere"
ROMA - Nella macchina che la riporta a casa dopo la nuova sentenza, Ilaria Cucchi si abbandona finalmente alla stanchezza per una battaglia durata 12 anni e prova a guardare al futuro: "Voglio solo ricominciare la mia vita, Senza Stefano, certo, ma con la grandissima forza che mi dà la consapevolezza di essere riuscita a mantenere la promessa che gli feci quel giorno sul tavolo dell'obitorio quando gli dissi: "Ti giuro, non finisce qui"".
Ilaria, la seconda sentenza di condanna sancisce la vostra vittoria su tutta la linea. Soddisfatta adesso?
"Dopo 12 anni possiamo mettere la parola fine a questa storia. Le persone che hanno distrutto la vita di Stefano e di tutta la nostra famiglia sono stati individuati e condannati. E pagheranno. Nonostante tutto e nonostante tanti siamo arrivati fin qui. E adesso ci fermeremo"
Significa che anche sui depistaggi ritenete che si è andati fino in fondo?
"Ovviamente condivido in pieno quel…
ROMA - Nella macchina che la riporta a casa dopo la nuova sentenza, Ilaria Cucchi si abbandona finalmente alla stanchezza per una battaglia durata 12 anni e prova a guardare al futuro: "Voglio solo ricominciare la mia vita, Senza Stefano, certo, ma con la grandissima forza che mi dà la consapevolezza di essere riuscita a mantenere la promessa che gli feci quel giorno sul tavolo dell'obitorio quando gli dissi: "Ti giuro, non finisce qui"".
Ilaria, la seconda sentenza di condanna sancisce la vostra vittoria su tutta la linea. Soddisfatta adesso?
"Dopo 12 anni possiamo mettere la parola fine a questa storia. Le persone che hanno distrutto la vita di Stefano e di tutta la nostra famiglia sono stati individuati e condannati. E pagheranno. Nonostante tutto e nonostante tanti siamo arrivati fin qui. E adesso ci fermeremo"
Significa che anche sui depistaggi ritenete che si è andati fino in fondo?
"Ovviamente condivido in pieno quello che ha detto il nostro avvocato Fabio Anselmo, e cioè che l'anima nera è il generale Casarsa. Tutte le relazioni di servizio che in questi anni hanno provato a gettare fango su Stefano bollandolo come tossicodipendente, sieropositivo, anoressico, sono false e studiate a tavolino da Casarsa. Chi ha scritto quelle conclusioni è stato lui. Noi, in carabinieri come Casamassima, che ha consentito la riapertura delle indagini, ma anche come Colombo o Labriola, nonostante la condanna nei loro confronti pronunciata oggi, continueremo ad avere fiducia. Così come continueremo ad avere fiducia in questa Arma dei carabinieri che da questa sentenza esce vincente, ripulita, accomunata con noi nella ricerca della verità".
Una verità che, dopo 12 anni, riscrive tutta la storia di Stefano Cucchi.
"Sì, ed era la cosa che mi stava più a cuore. Queste due sentenze, arrivate nel giro di pochi giorni dopo 7 processi e 3 inchieste, scrivono una pagina di storia, così come è successo anche per la strage di Bologna dopo tanti anni, cosa che ovviamente non ci tocca personalmente ma come cittadini sì".
Ci credeva che sarebbe arrivato questo momento?
"Sono ancora così confusa, frastornata, esausta che non riesco ancora a crederci adesso. Ed era difficile crederci negli anni scorsi soprattutto prima della svolta. Ma la cosa più bella, la vittoria più grande è che posso dire di nuovo di credere nella giustizia. E per questo, che non era affatto scontato, vorrei dire dei grazie".
A chi?
"A tre magistrati: l'ex procuratore Giuseppe Pignatone, il suo aggiunto Michele Prestipino e il pm Giovanni Musarò. È grazie a loro che siamo riusciti ad imboccare la strada della verità. Noi siamo stati fortunati ad incontrare loro ma vorrei far passare questo messaggio: la giustizia può davvero essere per tutti. Non bisogna mai rassegnarsi, accettare di subìre un torto pensando di essere piccoli di fronte a interessi e poteri forti".
Una battaglia giudiziaria, la sua che le ha cambiato la vita?
"Assolutamente sì. Non so neanche io come sono riuscita ad arrivare fin qui. Lo devo innanzitutto al mio compagno, l'avvocato Fabio Anselmo, che ci ha affiancato in questo percorso che mi ha devastato, lasciato senza energie. Sono stati anni durissimi, più duri di quello che è appardo. Abbiamo pagato davvero un prezzo altissimo come famiglia, penso al dolore che hanno dovuto sopportare i miei genitori oltre a quello per la morte di Stefano: bugie, diffamazione, offese, insulti. E ora finalmente questa vittoria che ci ripaga di tante amarezze".
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