Covid, faremo veramente la quarta dose? Magrini: "E' una spinta in più, per chi è a rischio"
di Elena Dusi , di Elena DusiMa dobbiamo davvero fare la quarta dose? L'estate ci darà respiro e in autunno avremo vaccini aggiornati. "Però sappiamo ora che i richiami sono estremamente sicuri, che il livello degli anticorpi si rialza di nuovo ai livelli della terza dose e che in Israele si sono ridotti i casi gravi. Ci è sembrato giusto quindi raccomandarla a tutti sopra agli 80 anni e nelle persone fragili o con altre malattie fra i 60 e i 79 anni. Non dimentichiamo che in Italia abbiamo ancora oltre cento morti al giorno".
Nicola Magrini, direttore generale dell'Aifa, Agenzia italiana del farmaco, vede il bicchiere mezzo pieno. "Avremmo potuto attenerci alla linea del 'non abbiamo evidenze sufficienti per confermare l'efficacia della quarta dose', ma i dati israeliani sulla protezione degli anziani sono molto convincenti, con una riduzione di tre volte del numero dei ricoveri: da 180 ogni 100mila vaccinati a 68. Il numero di persone osservat…
Ma dobbiamo davvero fare la quarta dose? L'estate ci darà respiro e in autunno avremo vaccini aggiornati. "Però sappiamo ora che i richiami sono estremamente sicuri, che il livello degli anticorpi si rialza di nuovo ai livelli della terza dose e che in Israele si sono ridotti i casi gravi. Ci è sembrato giusto quindi raccomandarla a tutti sopra agli 80 anni e nelle persone fragili o con altre malattie fra i 60 e i 79 anni. Non dimentichiamo che in Italia abbiamo ancora oltre cento morti al giorno".
Nicola Magrini, direttore generale dell'Aifa, Agenzia italiana del farmaco, vede il bicchiere mezzo pieno. "Avremmo potuto attenerci alla linea del 'non abbiamo evidenze sufficienti per confermare l'efficacia della quarta dose', ma i dati israeliani sulla protezione degli anziani sono molto convincenti, con una riduzione di tre volte del numero dei ricoveri: da 180 ogni 100mila vaccinati a 68. Il numero di persone osservate non è enorme, ma l'aspetto importante è che non abbiamo intravisto alcun rischio".
Il nostro Paese quindi ha deciso di estendere la quarta dose, o secondo richiamo, agli ultra 80enni (4 milioni di persone) e alla fascia d'età 60-79 con fattori di rischio (altri 2 milioni). Ma poi in autunno per loro è prevista anche la quinta dose?
"Per ottobre parliamo di richiamo annuale. A quel punto avremo verosimilmente nuovi vaccini adattati alle varianti. Per chi fa il secondo richiamo oggi è previsto anche quello autunnale, con il vaccino nuovo".
Ma le persone accetteranno tutta questa serie di iniezioni?
"Ognuno resta libero di scegliere, ma le evidenze sono convincenti e le iniezioni non dovrebbero spaventare nessuno, con questi aghi di straordinaria finezza, quindi indolori. Parlando dei cicli vaccinali, poi, le tre dosi sono un classico, che spesso costruisce una risposta immunitaria ottimale. La quarta dose è una spinta in più, che offriamo a chi continua a essere a rischio, partendo dall'osservazione che dopo quattro o cinque mesi si assiste a una graduale perdita di efficacia".
Quindi oggi siamo meno protetti?
"L'età media di chi muore di Covid dopo la vaccinazione è 84 anni, quindi piuttosto elevata. La protezione resta molto alta, secondo i dati italiani, ma paradossalmente è tra i 70 e i 79 anni che vediamo un calo graduale, mentre sopra gli 80 anni la protezione contro la malattia grave è rimasta stabile. La spiegazione è che probabilmente gli ultra 80enni conducono una vita più ritirata, non li trovi più ormai alle feste dei nipoti. Ma ci è sembrato giusto offrire un'opportunità di proteggersi a tutte le persone a rischio. C'è chi ha rinunciato a viaggiare, ad andare al cinema o al ristorante. Un secondo richiamo ci aiuta a essere più tranquilli".
Anche il secondo richiamo protegge più dalla malattia grave che dall'infezione?
"Dobbiamo avere ben chiaro che questo vaccino ha un'ottima capacità di prevenire le forme gravi, misurate in ricoveri, terapie intensive e decessi, ma riesce solo a dimezzare la circolazione virale, non a eliminarla".
La campagna vaccinale dei bambini non è arrivata al 40%, la quarta dose per gli immunocompromessi è all'8%. Come pensate che le persone accettino il nuovo richiamo?
"Per gli immunocompromessi dobbiamo chiedere a tutti un impegno serio, vanno raggiunti rapidamente. Per i bambini siamo consapevoli del 40% di vaccinati, cui comunque va aggiunto un 25-30% di contagiati. Dopo due anni duri e faticosi, ora non c'è l'entusiasmo che abbiamo visto un anno fa, ma pensiamo che una buona parte dei fragili e dei grandi anziani sia motivata a fare la quarta dose".
Si era parlato del rischio di affaticamento del sistema immunitario. Cosa si sa?
"Era stata avanzata l'ipotesi dell'immune exhaustion, ovvero mancata produzione di anticorpi per esaurimento immunitario dopo stimoli ripetuti, ma è stata completamente esclusa, se parliamo di intervalli fra le vaccinazioni superiori ai 4 mesi. Le evidenze sulla quarta dose mostrano che gli anticorpi tornano ad aumentare oltre i livelli della terza".
Si dice che il nuovo vaccino d'autunno coprirà tutte le varianti. Cosa vuol dire?
"Non so se saranno vaccini contro tutte le varianti, di sicuro potranno contenere l'Rna adattato a una o più varianti già note".
Si parla poi di un vaccino contro tutti i coronavirus. Sarà pronto a ottobre?
"Non credo che avremo così presto un vaccino contro tutti i coronavirus. E' una delle linee di ricerca che si seguono oggi, forse la più importante, ma stimo che ci voglia ancora un anno".
La stessa fiala del vaccino contro il Covid conterrà anche quello per l'influenza?
"Alcune aziende fra cui Moderna ci stanno lavorando. Ma vogliamo essere sicuri che contro l'influenza il nuovo vaccino abbia la stessa efficacia di quelli tradizionali. Va bene la comodità di fare un'iniezione unica, ma occorre dimostrare che la protezione sia altrettanto alta".
Ci sono altri vaccini in arrivo? Gli spray nasali saranno pronti a breve?
"Non credo che avremo gli spray questo autunno, ma avremo altri vaccini oltre ai due a Rna che oggi vanno per la maggiore. Tra quelli tradizionali, oltre a Novavax avremo Valneva, già approvato in Gran Bretagna in questi giorni, e forse un terzo vaccino a Rna di CureVac, di cui la Germania ha prenotato a suo tempo 80 milioni di dosi, ma che l'anno scorso ha avuto problemi di sviluppo".
Gli anticorpi monoclonali stanno perdendo efficacia con le sottovarianti di Omicron?
"I dati di laboratorio indicano che il monoclonale Sotrovimab di Gsk perde efficacia contro Omicron BA2, tanto che l'Fda statunitense l'ha sospeso dove questa variante è prevalente. Noi stiamo valutando il da farsi. Aifa ha finanziato quattro importanti studi per capire se i dati in vitro corrispondono con quelli clinici. Per questo abbiamo promosso l'uso dell'antivirale Paxlovid, che potrà essere presto prescritto anche dai medici di famiglia e ritirato nella farmacia sotto casa. Puntiamo a passare dalle attuali 1.600 somministrazioni a settimana a oltre 5-6mila. L'altro antivirale invece, Molnupiravir, ha un'efficacia minore e non potrà essere prescritto per ora dai medici di famiglia".