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Udine, bimbi ucraini accolti in struttura per anziani: "Troppi schiamazzi, trasferiteli"

La famiglia era stata salvata da due pensionati friuliani al confine con la Polonia
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La disponibilità, l'accoglienza, prima, le proteste e la richiesta di trasferimento, poi. Cinque bambini ucraini, insieme alla nonna e alla mamma, sono arrivati a Udine un mese fa, scappando dalla loro terra via Przemysl, al confine polacco. L'amministrazione comunale li ha sistemati presso la residenza "I faggi" che proprio con il Comune aveva siglato a inizio marzo un accordo per accogliere fino a 30 persone. Pochi giorni e gli ospiti della struttura, abituati al silenzio, si sono lamentati degli schiamazzi della famiglia in fuga dalla guerra e ne hanno chiesto il trasferimento altrove. A raccontare la vicenda è la giornalista Anna Dazzan, su UdineToday.

Il viaggio per salvarli

I bimbi, la mamma e la nonna erano stati salvati da due pensionati friuliani, Andrea e Franco, partiti alla volta di Przemysl per prelevare e portare in Itallia quante più persone possibile nella carovana di aiuto organizzata dalla trasmissione televisiva "Le Iene". Una  volta arrivati a destinazione hanno atteso i loro sette nuovi ospiti, segnalati dalla protezione civile che aveva avuto notizia dei cinque bimbi e dei due adulti che avevano lasciato le campagne ucraine ma non avevano contatti in Europa. Così Andrea, ex tecnico del Policlinico di Udine, e Franco, ingegnere, entrambi di 67 anni, li hanno caricati sulle loro auto e portati a Udine.

"Troppi schiamazzi, trasferiteli"

Sono stati sempre Andrea e Franco a portarli presso la residenza "I Faggi". E ancora loro a interessarsi dell'iscrizione dei più grandi a scuola. Mentre, raccontano a UdineToday, le istituzioni locali, dopo l'accoglienza, non si sono più spese per la numerosa famiglia. "Dopo due giorni dall'inserimento scolastico - racconta Andrea ad Anna Dazzan - abbiamo saputo però che la famiglia sarebbe stata trasferita in una struttura privata a Cavazzo Carnico". Il motivo? I cinque bimbi, a quanto pare, facevano troppa confusione e gli ospiti, persone anziane autosufficienti che cercano una soluzione residenziale extra domiciliare, si erano lamentati ottenendone così il trasferimento.

"In Ucraina la famiglia, così numerosa, abitava in campagna e non sono certo abituati a stare in condominio, ma dopo tutto l'impegno messo per portarli in salvo, trovargli un posto e inserirli a scuola, non potevo accettare questo trasferimento così lontano da Udine", spiega ancora il signor Andrea. Qualcosa deve essersi mosso: il trasferimento per ora non è avvenuto. Non si sa però se sia stato sospeso o solo rinviato.