Cronaca

Speranza: "Recluteremo gli specializzandi contro la carenza dei medici"

Speranza: "Recluteremo gli specializzandi contro la carenza dei medici"
Incoraggianti gli investimenti nella sanità pubblica, oltre ai 20 miliardi del Pnrr ma la raccomandazione è: "Non pensare di essere completamente fuori dalla pandemia"
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"Per il personale medico avremo difficoltà per i prossimi 2-3 anni, penso anche ad un utilizzo straordinario degli specializzandi, che abbiamo iniziato a fare ma che va rafforzato. Grazie agli investimenti messi in campo e alle borse di specializzazione medica finanziate, arrivati a oltre 17mila, la situazione cambierà". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo alla conferenza nazionale sulla questione medica organizzata dalla Fnomceo che si è svolta a Roma, al teatro Argentina. Un punto cruciale a fronte dell'esodo dei medici verso il privato.

Sono tanti gli argomenti trattati dal ministro Speranza dati nel corso di diversi appuntamenti istituzionali a cominciare dal fatto che bisogna continuare ad avere prudenza rispetto al Covid-19. "È vero che non stiamo più in emergenza dal 31 marzo, ma certo non è finita la pandemia - ha sottolineato rispondendo al question time al Senato - E' vero che la nostra campagna di vaccinazione, numeri alla mano, è tra le migliori e le più efficaci a livello europeo e mondiale, ma è anche vero che non è finita e la dobbiamo continuare". 

Con la consapevolezza di essere in un'altra fase, in un altro tempo di lotta al Covid, quello appunto in ui si cerca di mollare la presa rispetto alle tante restrizioni, "la voce del ministro della Salute sarà quella, anche se in alcuni momenti mi sembra essere controcorrente, di chi chiede ancora attenzione e cautela".

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"Mi batterò per avere ancora più risorse economiche per la sanità - ha poi aggiunto il ministro - ma bisogna partire dai numeri: nel 2019, quando sono diventato ministro, c'erano 114 miliardi sul fondo sanitario nazionale. Oggi nel fondo ci sono 124 miliardi a regime già quest'anno, 126 l'anno prossimo e 128 tra due anni". Alle risorse ordinarie si aggiungono quindi i "20 miliardi per la sanità dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per la prima volta - ha ricordato inoltre Speranza - c'è un piano per la salute europeo di 625 milioni di euro che investiremo su grandi questioni, dalla sanità del mezzogiorno alla salute mentale".

Accanto alle risorse, però, sono "necessarie le riforme, a partire dall'assistenza territoriale", ha concluso.  "Siamo in un momento cruciale della storia del nostro servizio sanitario nazionale. La sfida di oggi è trasformare la crisi tremenda in una opportunità di ripartenza e oggi ci sono delle condizioni senza precedenti".