✕

Il Papa non andrà a Kiev, né da Kirill: “A che serve se si continua a sparare”

(reuters)
Annullati l'incontro con il patriarca e il viaggio in Ucraina. "Il dialogo continua, il Vaticano non riposa mai"
1 minuti di lettura

Città del Vaticano - Salta l'incontro di giugno tra Papa Francesco e il patriarca ortodosso di Mosca Kirill. Le due parti si erano accordate lo scorso autunno per un incontro in territorio neutro dopo il primo che ebbe luogo a Cuba nel 2016. Con ogni probabilità avrebbe dovuto aver luogo a Gerusalemme dopo una visita di Francesco (ancora non confermata) in Libano. La guerra, tuttavia, ha cambiato i piani: un incontro "potrebbe creare molta confusione", ha detto ieri lo stesso Pontefice in una lunga intervista al quotidiano argentino La Nacion.


La sospensione dell'incontro dice che nonostante i ripetuti sforzi la Santa Sede non ha ancora avviato alcuna mediazione ufficiale per la pace in Ucraina. La Russia non ha dato l'ok ad alcuna trattativa e la posizione di Kirill, troppo sbilanciata per Vladimir Putin, non aiuta. Oltretevere diverse prese di posizione del patriarca in favore della "guerra santa" da combattere contro l'Oc…

Città del Vaticano - Salta l'incontro di giugno tra Papa Francesco e il patriarca ortodosso di Mosca Kirill. Le due parti si erano accordate lo scorso autunno per un incontro in territorio neutro dopo il primo che ebbe luogo a Cuba nel 2016. Con ogni probabilità avrebbe dovuto aver luogo a Gerusalemme dopo una visita di Francesco (ancora non confermata) in Libano. La guerra, tuttavia, ha cambiato i piani: un incontro "potrebbe creare molta confusione", ha detto ieri lo stesso Pontefice in una lunga intervista al quotidiano argentino La Nacion.


La sospensione dell'incontro dice che nonostante i ripetuti sforzi la Santa Sede non ha ancora avviato alcuna mediazione ufficiale per la pace in Ucraina. La Russia non ha dato l'ok ad alcuna trattativa e la posizione di Kirill, troppo sbilanciata per Vladimir Putin, non aiuta. Oltretevere diverse prese di posizione del patriarca in favore della "guerra santa" da combattere contro l'Occidente schiavo delle "lobby gay" imbarazzano non poco e consigliano quindi prudenza. Certo, ieri il Papa ha affermato che gli sforzi per una mediazione "ci sono sempre". Perché "il Vaticano non riposa mai". E ancora: "Non posso dirvi i dettagli perché cesserebbero di essere sforzi diplomatici. Ma i tentativi non si fermeranno mai". 

Francesco a La Nacion ha sciolto le riserve su diverse questioni che ancora erano aperte. In primis un possibile suo viaggio a Kiev, dopo l'invito rivoltigli da Zelensky: "A cosa servirebbe andare a Kiev se la guerra continuasse il giorno dopo?", ha domandato, confermando in sostanza che una sua visita non è al momento prevista. Fin dall'inizio, del resto, la Segreteria di Stato ha dovuto valutare se vi fossero le condizioni per un volo del Papa fin lì. Fra queste, anche un minimo di garanzia su una reale volontà di sospendere il conflitto. Il Papa non ha avuto in questi due mesi alcun contatto diretto con Putin. E nemmeno ha mai pronunciato pubblicamente il suo nome. "Un Papa - ha detto a La Nacion - non nomina mai un capo di Stato, tanto meno un Paese, che è superiore al suo capo di Stato".

La decisione di sospendere l'incontro con Kirill ha ricevuto il plauso dell'ambasciatore dell'Ucraina presso la Santa Sede, Andrii Yurash, che invece una settimana fa aveva criticato la scelta di far portare la croce di una stazione della Via Crucis al Colosseo a due donne una russa e una ucraina insieme: "La diplomazia del Vaticano - ha detto - dimostra sempre la sua capacità di generare le decisioni più appropriate in ogni circostanza difficile. Questa decisione è un contributo ovvio nell'installazione della pace in Ucraina".