La senatrice Binetti sul doppio cognome: "Cari cattolici non è un attentato alla famiglia”
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - "Ce la faremo finalmente a fare una legge sul doppio cognome dopo la sentenza della Consulta: per me, cattolica, è il modo per sottolineare il senso della famiglia". Paola Binetti, cattolica dell'Opus Dei, senatrice di Udc-Forza Italia, neuropsichiatra, ha ripresentato un disegno di legge sul doppio cognome. Prende le distanze dalla destra e da chi, come il leghista Simone Pillon, non ne vuole sapere della riforma: "Agli amici cattolici dico di stare sereni: io penso che la famiglia sarà più unita". Ne ha anche per le femministe: "Se vogliono dire che è un colpo al patriarcato, facciano pure. Ma è semplicemente il riconoscimento del diritto di tutti, bambini in primis".
Binetti, lei è quindi d'accordo sul doppio cognome per i figli?
"Sono senz'altro d'accordo. Ho presentato un disegno di legge anche nella passata legislatura, affinché una figlia o un figlio nel cogn…
ROMA - "Ce la faremo finalmente a fare una legge sul doppio cognome dopo la sentenza della Consulta: per me, cattolica, è il modo per sottolineare il senso della famiglia". Paola Binetti, cattolica dell'Opus Dei, senatrice di Udc-Forza Italia, neuropsichiatra, ha ripresentato un disegno di legge sul doppio cognome. Prende le distanze dalla destra e da chi, come il leghista Simone Pillon, non ne vuole sapere della riforma: "Agli amici cattolici dico di stare sereni: io penso che la famiglia sarà più unita". Ne ha anche per le femministe: "Se vogliono dire che è un colpo al patriarcato, facciano pure. Ma è semplicemente il riconoscimento del diritto di tutti, bambini in primis".
Binetti, lei è quindi d'accordo sul doppio cognome per i figli?
"Sono senz'altro d'accordo. Ho presentato un disegno di legge anche nella passata legislatura, affinché una figlia o un figlio nel cognome mantengano traccia sia della madre che del padre. E' il modo per sottolineare il senso della famiglia. I ragazzi appartengono a una nuova storia familiare, che è fatta dalla madre e dalla sua genealogia così come dal padre: la storia materna e quella paterna si intrecciano".
Lei non ha figli, ma ha fatto sua questa battaglia?
"Non ho figli, ma sono figlia. Ho fatto i conti con la storia, le tradizioni, la cultura di mia madre romana e di mio padre pugliese. E ricordo che tutto è passato attraverso la ricerca del punto di incontro tra due tradizioni. Sono convinta che i miei nipoti e, a questo punto, i miei pronipoti abbiano diritto ad avere i due cognomi. Entrambe le figure della madre e del padre sarebbero valorizzate, appartengono alla storia attraverso la quale la ragazza o il ragazzo formulano la loro scelta individuale".
Lei come si sarebbe chiamata?
"Binetti Capecchi. Capecchi è il cognome di mia madre".
Nel mondo cattolico tuttavia e a destra, ad esempio il senatore leghista Pillon, non vogliono saperne della riforma del doppio cognome: temono che sia un colpo alla famiglia tradizionale.
"Secondo me sarà vero il contrario. Agli amici cattolici, da cattolica, ricordo che nella cattolicissima Spagna vige il doppio cognome. Non è mai stato un problema di identità cattolica avere due cognomi o no".
E' però un colpo a una cultura patriarcale la sentenza della Consulta.
"Se alle femministe fa piacere pensarla così, lo dicano pure. Per me è il riconoscimento del diritto di tutti e del bambino in particolare".
Ci sono molti nodi da sciogliere in commissione Giustizia dove è cominciata la discussione, dopo il naufragio della legge proprio al Senato nella passata legislatura.
"Penso ce la faremo. E' nato un intergruppo che va dalla dem Valeria Fedeli alla 5Stelle Alessandra Maiorino a Loredana De Petris di Leu. Sui nodi: se c'è un conflitto tra genitori decida il giudice; i figli devono avere lo stesso ordine di cognomi".