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I genitori di Lorenzo Parelli: “Era felice di andare in fabbrica. Ora basta dare la colpa all’alternanza”

Lorenzo Parelli con la sorella Valentina 
Il ragazzo è morto a 18 anni l'ultimo giorno di tirocinio alla Burimec di Lauzacco (Udine). Ieri la visita del Presidente Mattarella
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Quando sentirono pronunciare il nome del figlio, nel discorso di insediamento del capo dello Stato per il settennato bis, provarono l'emozione di chi, distrutto dal dolore, cerca e trova forza anche nell'abbraccio delle istituzioni. Era il 3 febbraio scorso. Il giorno prima, mamma Maria Elena Dentesano, papà Dino Parelli e la sorella Valentina avevano salutato per l'ultima volta, al funerale, Lorenzo, lo studente di Morsano di Strada morto a 18 anni, colpito da una barra d'acciaio nell'ultimo giorno di tirocinio alla Burimec di Lauzacco. Ieri, dalle parole si è passati ai fatti. "La presenza del presidente Mattarella a Udine ha confermato la vicinanza alla nostra famiglia e ha rappresentato anche un segnale inequivocabile della necessità di impegnarci tutti a migliorare le cose. In termini di sicurezza sul posto del lavoro, ma anche di responsabilità nella formazione dei giovani", hanno affermato i genitori, al termine di una m…

Quando sentirono pronunciare il nome del figlio, nel discorso di insediamento del capo dello Stato per il settennato bis, provarono l'emozione di chi, distrutto dal dolore, cerca e trova forza anche nell'abbraccio delle istituzioni. Era il 3 febbraio scorso. Il giorno prima, mamma Maria Elena Dentesano, papà Dino Parelli e la sorella Valentina avevano salutato per l'ultima volta, al funerale, Lorenzo, lo studente di Morsano di Strada morto a 18 anni, colpito da una barra d'acciaio nell'ultimo giorno di tirocinio alla Burimec di Lauzacco. Ieri, dalle parole si è passati ai fatti. "La presenza del presidente Mattarella a Udine ha confermato la vicinanza alla nostra famiglia e ha rappresentato anche un segnale inequivocabile della necessità di impegnarci tutti a migliorare le cose. In termini di sicurezza sul posto del lavoro, ma anche di responsabilità nella formazione dei giovani", hanno affermato i genitori, al termine di una mattinata densa di pathos e contenuti.

Sono trascorsi più di tre mesi dalla scomparsa di Lorenzo. Maria Elena, cosa vi ha detto il presidente?

"Prima della cerimonia, abbiamo avuto un colloquio privato, che preferiamo rimanga tale. Ciò che conta e resta, di questa giornata, sta comunque nelle parole con cui il presidente ha voluto anticipare qui, a Udine, in omaggio a Lorenzo e a tutti coloro che hanno perso la vita sul lavoro, la celebrazione del 1° maggio".

Lorenzo, però, era uno studente. Dino, cosa significa per voi questa visita?

"Sì, l'incidente è avvenuto in un luogo di lavoro dove nostro figlio si trovava per ragioni scolastiche, e questa è senz'altro un'anomalia. Ciò che ne ha fatto un caso eccezionale. E se a muoversi è il capo dello Stato, vuol dire che, protocolli o no, da qualche parte le maglie si sono allentate ed è arrivato il momento di riflettere e darsi da fare per migliorarle. Il monito del presidente è stato forte e chiaro e speriamo rappresenti l'inizio di un cammino utile a evitare che in futuro si ripetano tragedie del genere".

La reazione, da un capo all'altro del Paese, è stata collettiva e ha riempito le piazze. Maria Elena, ve lo aspettavate?

"Ci siamo resi conto della portata di ciò che era capitato piano piano, dalle manifestazioni di protesta allo scossone impresso al mondo dell'economia. E' stata una sconfitta per tutti, perché non è possibile morire così. Ed è per questo che abbiamo deciso a nostra volta di non rimanere chiusi nel nostro dolore, facendoci parte attiva, come genitori e cittadini. L'ha detto oggi il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga: bisogna riportare gli studenti al centro delle istituzioni e dei percorsi formativi".

Era stato Lorenzo a scegliere l'istituto Bearzi. Dino, cosa avete provato oggi rientrandoci?

"Abbiamo sempre creduto nella sua scelta, perché è una scuola che fa crescere i ragazzi a livello personale e professionale. Lui stava bene e noi di conseguenza. C'è chi ha strumentalizzato questo caso per manifestare contro il modello dell'alternanza scuola-lavoro. Noi sapevamo che quello era il percorso di Lorenzo e continuiamo a sostenerlo".

Maria Elena, il 21 gennaio scorso avete perso un figlio. Ma da allora continuate a ricevere attestati di solidarietà. Com'era Lorenzo?

"Un ragazzo libero, sereno e generoso, di cui ci piaceva e ci manca il lato divertente. I messaggi e la vicinanza della gente, numerosissima, ci hanno aiutato molto ad alleviare la sofferenza: siamo davvero grati a tutti".