Invalsi, al via i test alla primaria: 500mila alunni alla prova dell'inglese
di Salvo Intravaia , di Salvo IntravaiaAl via le prove Invalsi alla primaria. Questa mattina, i bambini che frequentano la quinta elementare sono impegnati nella prova di inglese che si svolge nella tradizionale modalità cartacea. Domani, gli stessi alunni, circa 500mila, si cimenteranno con la prova di italiano e lunedì 9 maggio sarà la volta della prova di matematica, cui nelle stesse date si assoceranno anche i bambini della seconda classe della scuola primaria.
A maggio, dall'11 al 31, affronteranno le prove di inglese, italiano e matematica anche gli studenti del secondo anno della scuola superiore. Questa volta al computer. Le prove per l'accertamento delle competenze in tre aree considerate imprescindibil…
Al via le prove Invalsi alla primaria. Questa mattina, i bambini che frequentano la quinta elementare sono impegnati nella prova di inglese che si svolge nella tradizionale modalità cartacea. Domani, gli stessi alunni, circa 500mila, si cimenteranno con la prova di italiano e lunedì 9 maggio sarà la volta della prova di matematica, cui nelle stesse date si assoceranno anche i bambini della seconda classe della scuola primaria.
A maggio, dall'11 al 31, affronteranno le prove di inglese, italiano e matematica anche gli studenti del secondo anno della scuola superiore. Questa volta al computer. Le prove per l'accertamento delle competenze in tre aree considerate imprescindibili per qualunque cittadino (comprensione di un testo scritto, conoscenze e capacità fondamentali di matematica e comprensione della lingua inglese) sono iniziate lo scorso mese di marzo vagliando lo stato di preparazione dei futuri maturandi. E sono proseguite nel mese di aprile con i ragazzini che frequentano la terza media, entrambi a giugno impegnati negli esami di stato conclusivi del percorso scolastico.
Dopo due anni trascorsi tra didattica a distanza a causa della pandemia da coronavirus, con i test Invalsi stoppati nel 2019/2020 e adattati all'emergenza sanitaria nel 2020/2021, ora tornano alla loro forma completa. E tra due mesi, nel consueto appuntamento di luglio, sarà possibile verificare gli impatti della pandemia sulle competenze degli alunni italiani. Le prove hanno coinvolto circa 2milioni e mezzo di alunni. "L'anno scolastico appena cominciato - ha scritto ai presidi il presidente dell'istituto, Roberto Ricci, lo scorso mese di ottobre - rappresenta un nuovo inizio dopo la pandemia, un ritorno, pur non privo di difficoltà, alla scuola in presenza che tanto è mancata a tutta la società in questo ultimo anno e mezzo. In questa prospettiva le prove Invalsi 2022 intendono come sempre supportare la scuola, fornendo informazioni e misurazioni utili per la ripresa e per il superamento delle difficoltà riscontrate ultimamente". Grazie alle prove Invalsi, spesso contestate, è emerso anche dal punto di vista quantitativo il "danno" prodotto sugli alunni da due anni di pandemia che hanno condizionato pesantemente lo svolgimento delle normali attività didattiche.
Per avere una idea, basta citare pochi numeri. Quasi il 19% dei diplomati dello scorso anno aveva competenze in italiano parecchio al di sotto della soglia considerata accettabile dall'invalsi, paragonabili a quelle attese per i ragazzini della terza media. Prima della pandemia, nel 2019, la quota di ragazze e ragazzi che si diplomavano con scarse competente in Italiano ammontavano al 13%. Stesso discorso per la matematica e per i ragazzini della terza media. La situazione è drammatica al Sud, dove i diplomati che incontrano difficoltà non indifferenti a decodificare un testo scritto superano il 31%, dieci punti in più del 2019 quando ammontavano al 21,6%.